Ecstasy a designer drug
Relazione del dott. Marco Becattini - Ser.T. Arezzo - 27/01/2004
Cenni storici
- 1898 Fritz haber sintesi della molecola e pubblicazione del metodo
- 1914 industrie merk brevetto commerciale
- 1970 A. shulgin sperimenta l’effetto entactogeno
- 1980 california-ibiza house and garage music
- 1985 drug enforcemt agency prescrizione dell’uso
Descrizione della molecola
NHCH
L’mdma è un derivato di sintesi dell’amfetamina (1-fenil-2-propamina), sostanza sintetizzata nell’800 ma studiata a partire dagli anni ’30. Negli stessi anni iniziò a diffondersi come sostanza d’abuso nel nord America e successivamente nei paesi scandinavi e nella Gran Bretagna.
Le Metossiamfetamine (gruppo di derivati anfetaminici che comprende anche l’ecstasy) ebbero notevole sviluppo e diffusione negli anni ‘60, anche a seguito dell’interesse sorto intorno all’uso di sostanze psicotrope dagli effetti riconducibile alla mescalina (un alcaloide estratto dal Peyote).
La grande famiglia sintetica delle metossiamfetamine si accresce continuamente per la facilità di fabbricazione e per il tentativo di sfuggire alle maglie della Legge che stenta a tenere il passo dei fabbricanti illegali nell’inserire le sostanze nel novero delle illegali. Nella pletora dei derivati anfetaminici si distinguono quelli sostituiti sull’anello benzenico per metossidazione che hanno effetti allucinogeni dom o per metilazione mdma che hanno effetti prevalentemente entactogeni, i derivati per sostituzione sulla catena laterale avranno effetti euforizzanti.
Tra i molti derivati possibili per sostituzione nell’anello benzenico ricordo:
- DOM 2,5 dimetossi-4-metilamfetamina, sintetizzato nel 1962 è stato il primo derivato ad apparire sul mercato in forma di compresse da 10 mg. Con il nome di stp.
- DOET 2,5 dimetossi 4 etilamfetamina, fu proposto nel ’70 contemporaneamente al STP con dosi di 1,5 4 mg. In canada vennero scoperti diversi laboratori clandestini dedicati alla sintesi illegale di questa molecola. Il DOET è stata sottoposta a controllo internazionale dal 1986.
- La PMA 4-metossiamfetamina segnalata inizialmente in Canada nel ’73 poi negli usa; ha una forte attività psicotropa e se ne riconosce una dose efficace pari a 50 mg. Sono stati segnalati diversi casi mortali.
- La Tma 2,4,5,-trimetossi-amfetamina è un omologo della Mescalina apparve sul mercato illecito nord americano negli anni ‘70
- La DOB 4-bromo-2,5-dimetossiamfetamina è attiva a dosaggi molto bassi, circa 0,8-2 mg. Apparve sul mercato illecito negli U.S.A. nel 1972 mentre in Canada ed in Europea solo alla fine degli anni ‘70 e nei primi anni ’80. Oltre che in forma di compresse o polvere è stata venduta impregnata su carta o supporti
- La MDMA 3,4-metilendiossi-n-amfetamina è apparsa sul mercato illecito con il nome di ECSTASY ma viene anche chiamata con altri nomi: Adam X Speed dopo essere stata usata negli U.S.A. negli ultimi anni ’70 si è diffusa sempre più potentemente in Europa dove viene sintetizzata negli stabilimenti farmaceutici dell’Est E diffusa nei mercati olandesi. È stata sottoposta sotto il controllo internazionale a partire dal 1986.
- La MDEA 3,4-metilendiossi-n-etilenamfetamina conosciuta con il nome di EVE è apparsa sul mercato nordamericano ed europeo nel 1985 e presenta effetti simili a quelli dell’Ecstasy.
- L’MDA 3,4-metilendiossiamfetamina presente sul mercato illecito generalmente in capsule da 200mg. Fu usata ampiamente negli ultimi anni ’60 e nei primi ’70 con il nome di “mellow Drug of America” o “Love Drug”. Nonostante la sua popolarità sia diminuita dopo il 1973 a causa di diverse morti che furono ricondotte al suo uso, è ancora segnalata in diversi sequestri di droghe in diversi paesi.
- La MMDA 3-metossi-4,5-metilendiosiamfetamina fu sintetizzata nel 1962, inizialmente fu considerata uno psicofarmaco ad attività relativamente blanda, successivamente ulteriori considerazioni farmaco-tossicologiche ne consigliarono l’inclusione tra le sostanze poste sotto controllo negli U.S.A. e ne l Canada nel 1070 nel 1986 è stata posta sotto controllo internazionale.
Meccanismo d’azione
- Blocco del trasporto della 5HT nelle vescicole sinaptiche
- Inibizione dell’isoenzima A della MAO
- Affinità per i recettori della 5HT a2 ed M1
- Depressione dell’attività della Triptofano Idrossilasi
- Incremento della trasmissione Dopaminegrgica
Meccanismo d’azione
Blocco del trasporto della 5HT nelle vescicole sinaptiche
La MDMA penetra nel terminale sinaptico probabilmente in scambio con la 5HT e blocca il “carrier” per il trasporto delneurotrasmettitore all’interno delle vescicole sinaptiche che si trovano nel bulbo terminale della assone serotononergico.
Inibizione dell’isoenzima A della MAO
In questo modo la concentrazione nel ciotoplasma di 5HT supera quella del vallo sinaptico e determina l’inverzione del senso del trasporto del “carrier” di membrana, per questo la 5HT accumulata si riversa nello spazio sinaptico, potenziando la comunicazione serotoninergica
Affinità per i recettori della 5HT a2 ed M1
Depressione dell’attività della Triptofano Idrossilasi
Nei tempi medio-lunghi successivi all’uso di MDMAsi assiste per questo alla riduzione dell’efficienza del sistema serotoninergico per la diminuzione della sintesi della 5HT stessa. Questo è dimostrato nell’uomo dalla diminuzione nel liquor della concentrazione di 5HIAA
Incremento della trasmissione Dopaminegrgica
L’incremento dell’attività del sistema serotoninergico determina la diminuzione dell’attività del sistema gabaergico, di per sé inibente del sistema dopaminergico
Farmacocinetica
- Assunto per Os raggiunge il picco di concentrazione plasmatici dopo 2 ore
- Il tempo di dimezzamento della concentrazione è di 6-7 ore
- La metabolizzazione avviene nel fegato nel sistema del Citocromo P450, esistono metabolizzatori rapidi e metabolizzatori lenti
- In 72 ore viene eliminato attraverso le urine il 75% della dose iniziale, il 25 % viene eliminato immodificato già nel primo giorno dall’assunzione
- È possibile reperire il farmaco nei tessuti cheratinici, unghie capelli
- Tossicità acuta: nel ratto incrementa l’attività locomotoria, nel cane e nei primati non umani ha effetti simpaticomimetici, determinando midriasi, salivazione, piloerezione ed incremento della temperatura corporea.
- Studi condotti su topo, scimmia scoiattolo e gatto hanno confermato una marcata neurotossicità a carico dei sottili terminali assonali dei neuroni serotoninergici della neocortex del talamo e del rafe dorsale. La degenerazione inizia 30-48 ore dopo l’assunzione quando si determinano dilatazioni varicose e dilatazione degli assoni, e persiste per diversi mesi.LO stereoisomero levogiro è marcatamente più neurotossico del destrogiro. La reinnervazione risulta parziale e anomala, impossibile nei primati non umani.
- Il picco della concentrazione della 5HT si verifica nelle ore immediatamente successive all’assunzione, successivamente, e per alcune settimane, a causa della diminuzione dell’attività della Triptofano idrossilasi si ha una diminuzione di questo valore.
- Nell’uomo si registra una riduzione della concentrazione liquorale dell’ acido 5idrossindolacetico, catabolita della 5HT.
- Nell’uomo si sono verificati difficoltà resperitorie, rabdomiolisi, coagulazione intravasale disseminata,ipertermia maligna, morte
- Gli effetti avversi determinati dall’assunzione di MDMA sono peggiorati dalla “aggregation toxicity” ovvero da quelle condizioni di grave affollamento
- La tossicità dell’ectsasy è anche determinata da i contaminanti: l’acetato di piombo e il safrolo, o olio di sassofrasso.
Segni
- tachicardia
- ipertensione
- anoressia
- bruxismo
- alterazioni uditive e visive
- ipertermia
- aritmia
- acidosi metabolica
- convulsioni
- vomito
- diarrea
- insufficienza renale
- coma
Sintomi
- alterazione della percezione del tempo
- aumento delle capacita’ di interazione con gli altri
- diminuzione delle difese
- diminuzione delle paure
- diminuzione del senso di separazione e di alienazione dagli altri
- variazione della percezione visiva e uditiva
- aumento della coscienza delle emozioni
- diminuzione dell’aggressivita’
- modificazione dell’espressivita’ verbale
- consapevolezza di ricordi precedentemente inconsci
- diminuzione delle ossessioni
- variazioni cognitive
- diminuzione di inquietudini/agitazione
- diminuzione della compulsivita’
- diminuzione dell’ansia
- alterazione nella percezione nei rapporti spaziali
- diminuzione del desiderio di dormire
- aumento della libido
Effetti neuropsichiatrici
Effetti acuti (entro 24 ore)
- Alterazione delle capacità decisionali
- Diminuzione del desiderio di svolgere attività fisiche o mentali
- Difficoltà di svolgere operazioni matematiche
- Panico
- Flashback
- Ansia
- Insonnia
- Psicosi
- Trisma
- Bruxismo
- Diminuzione della libido
- Diminuzione dell’appetito
- Intensificazioni dell’inquetudine/agitazione
- Disorientamento confusione
- Nausea vomito
Effetti sub.acuti (entro un mese)
- Diminuzione del sonno
- Diminuzione dell’appetito
- Sonnolenza
- Depressione
- Ansia
- Irritabilità
Effetti cronici (oltre un mese)
- Panico
- Psicosi
- Flashback
- Depressione grave
- Turbe della memoria
Atteggiamento
La letteratura nazionale ed internazionale propone lo studio dell’atteggiamento dei giovani nei confronti del consumo delle droghe di sintesi. Alla luce di queste analisi si capisce che il fenomeno viene percepito in maniera anomala rispetto alla “vecchia tossicodipendenza”.
Alla domanda se chi usa ecstasy è da considerarsi un drogato il 64 % risponde affermativamente (Milanese, Zanellato)
Le persone che conoscono direttamente assuntori di ecstasy sono inclini ad ammettere le motivazioni positive all’uso di questa: favorisce la leadership, rende le relazioni più facili. Inoltre sono restii ad attribuire alla sostanza e a chi ne fa uso quegli aspetti che descrivono la persona che assume ecstasy come tossicodipendente: inaffidabile, debole e priva di valori
Mentre l’87% degli intervistati indica l’eroina come sostanza che rende tossicodipendenti solo la metà circa è disposta a pensarlo per l’ecstasy
La droga per eccellenza continua ad essere l’eroina, al contrario gli spinelli non sono considerato una vera droga e le sostanze di sintesi sono pensate come droghe di confine. Gatti (1998) Guerriera e Izzo (1999).
Variabili di genere
I maschi più delle femmine tendono ad attribuire all’ecstasy forti capacità entactogene, egualmente i maschi tendono a sottostimare la pericolosità di questa sostanza rispetto ad altre psicotrope. Nello stesso modo la popolazione maschile è portata a ritenere che l’uso di ecstasy causa di dipendenza in misura inferiore rispetto a quella femminile. In linea generale la popolazione maschile è incline ad avere riguardo l’ecstasy un atteggiamento nettamente più positivo e facilitato.
Variabili anagrafiche
Con l’incremento dell’età si verifica una modificazione della percezione della sostanza nel senso del riconoscimento della sua reale pericolosità tossica, e si è portati a ridurre il credito verso motivazioni positive per il suo uso ad essa associato. Tuttavia i ragazzi più grandi tendono a diminuire la connotazione negativa dell’uso di ecstasy. Questa apparente contraddizione si spiega con il riconoscimento di una tendenza, maturata con l’età, a valutare le caratteristiche pericolose della sostanza, alla quale si unisce la sensazione di poterne controllare l’uso, per un senso accresciuto di potenza e di efficacia.
Variabili familiari
Chi ha avuto esperienze d’abuso in famiglia tende ad avere un’immagine del consumatore socialmente più accettabile dell’altra parte del campione e a sottovalutare gli aspetti di pericolosità e di rischio ad essa connessi.
SU