MARCO BECATTINI
La cocaina è un alcaloide contenuto nelle foglie della coca (erythroxylon coca) una pianta originaria dell’America Centro-meridionale che comunque cresce nelle regioni a clima umido-tropicale; per questo è stata ora impiantata anche in Africa ed in Asia.
La quantità di cocaina che si può ottenere dalle foglie è direttamente proporzionale alla velocità di crescita della pianta: elevata nelle piante giovani (meno di un anno) minore nelle piante vecchie. Pertanto si utilizzano i ributti più recenti delle piante potate ad un metro/due metri da terra, il raccolto si fa più volte all’anno essendo la pianta un sempre verde.
Complessivamente il contenuto dell’alcaloide può raggiungere il 2,5% del peso del raccolto.
Le prime notizie riguardo l’uso della cocaina risalgono al 3000 a.C. secondo alcuni ritrovamenti archeologici sembra venisse utilizzata in Equador molto prima dell’avvento dell’impero Incas, che ne fece la sua Pianta divina, secondo la tradizione gli angeli di dio avevano offerto all’uomo la foglia di coca per calmarne la fame per fornirgli nuovo vigore, se spossato od indebolito, per fargli dimenticare le miserie se infelice.
La diffusione venne incrementata dai conquistatori che la utilizzarono per ottimizzare la capacità lavorativa degli schiavi indigeni.
La cocaina è stata isolata per la prima volta dal chimico tedesco F. Gaedcke nel 1855, mentre A. Niemann dell’università di Gottingen fu il primo, nel 1860, a caratterizzare la cocaina dal punto di vista chimico. Nel 1862 un altro chimico tedesco W. Lossen ne stabilì la formula chimica.
La cocaina viene prodotta nelle fattorie segrete dell’America del Sud con metodi semplici ed economici: grandi quantità di foglie lasciate essiccare vengono ammassate in recipienti (bidoni), o più semplicemente in buche scavate nel terreno, dove vengono mescolate con del solvente, più spesso del Cherosene. I fabbricanti ne ottengono la Pasta di coca che successivamente viene trattata con acido cloridrico per l’eliminazione delle impurità vegetali e chimiche. Al termine del processo si ottiene il cloridrato di cocaina, che appare in forma di polvere cristallina di colore bianco, inodore, con un grado di purezza del 90-100%.
Per ottenere la Pasta di coca o cocaina grezza le foglie secche di coca vengono altrimenti trattate con acido solforico diluito e successivamente con carbonato di sodio.
In forma di pasta di coca, la cocaina divenne d’uso popolare nel mondo scientifico della fine dell’800 quando si utilizzava per i suoi effetti anoressizzanti, corroboranti, ed euforizzanti; nonché per le sue proprietà anestetiche locali nella pratica oftalmica. In particolare Freud ne teorizzò l’utilizzo nella cura di diverse patologie mentali, ed in particolare la utilizzò nella disassuefazione dalla morfina del suo amico Fleischl.
La cocaina venne anche utilizzata in due bibite commerciali, il “vin Mariani” e la più celebre Coca-Cola.
Un altro metodo per produrre cocaina purissima consiste nel cosiddetto processo di “cristallizzazione da etere etilico” da questo si ottiene una sostanza inodore, incolore, cristallina e trasparente.
La cocaina da strada è il prodotto ottenuto da questa con l’aggiunta di “sostanze da taglio”, i sofisticanti e i diluenti, per lo più inerti, quali il mannitolo, l’inositolo, ed il lattosio oltre a sostanze attive come le amfetamine, o anestetici come la procaina, lidocaina, butocaina. Mediamente nella cocaina da strada il principio attivo è il 25% c.a.
| sofisticanti | diluenti |
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| Frequenti | |
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Oltre che nella forma cloruro la Cocaina viene assunta in altre due forme il crack e la cocaina free-base.
La cocaina può essere assunta per via orale o endovenosa, ma la modalità di assunzione più frequente è quella della inalazione nasale sniffing o dell’inalazione dei vapori riscaldati. In occidente il 60% degli assuntori utilizza lo sniffing, il 20% la fuma il restante 20% assume cocaina per via e.v..
La cocaina viene assorbita rapidamente: l’80% della dose inalata si ritrova nel sangue, il 46% di quella fumata.
Il rapido assorbimento attraverso la mucosa nasale consente il manifestarsi degli effetti psicologici di una presa di cocaina dopo pochi minuti, e questi si mantengono al massimo livello per circa 30 minuti per esaurirsi dopo circa 2 ore.
L’assunzione per via endovenosa consente il massimo assorbimento della sostanza e la massima rapidità del suo effetto, per questo, spesso associata con eroina speed- ball, è pratica smpre più frequente nei dipendenti.
Le caratteristiche di farmacocinetica dipendono dalle modalità di assunzione, la biodisponibilità della cocaina fumata è la minore (47%), per questo costringe gli assuntori ad usarne quantità elevate.
Una volta raggiunto il valore di picco la cocaina ha vita media di circa 1 ora. 75 min. per sniffing, 48 min. per os, 54 min per e.v., tuttavia la velocità di inattivazione varia da individuo ad individuo in ragione dell’attività delle sue colinesterasi plasmatiche ed epatiche deputate all’idrolisi della cocaina.
La cocaina metabolizzata viene escreta attraverso le urine dove la si ritrova fino a 48/72 ore dopo l’assunzione.
Il cosiddetto crack è il prodotto che si ottiene riscaldando la cocaina idrocloruro con una soluzione acquosa di bicarbonato di sodio o di ammoniaca. La droga si presenta sotto forma di piccoli aggregati “panetti” di colore crema biancastro che possono essere frammentati in cristalli e fumati in vario modo.
Il crack è la conversione chimica dei cristalli di cocaina idrocloruro “sniffabili” in una cocaina free-base fumabile. La preparazione del crack è poco costosa e richiede una modesta attrezzatura, un forno a microonde, un piatto caldo o un cucchiaio) e circa 20 minuti di lavoro.
Il termine crack viene dal tipico rumore Cracking che fanno i cristalli di bicarbonato di sodio o di sale d’ammonio che sono contenuti nella miscela fumata quando viene riscaldata. Il crack viene fumato in apposite pipe “water pipes” o “camoke”. ( il raffreddamento del fumo è indispensabile per l’integrità della struttura chimica della cocaina).
Il crack viene suddiviso in piccole parti, i chips, un piccolo frammento a quarter rock, fumato, può garantire un high di 20/30 min. Il costo del crack è circa la metà di quello della cocaina cloridrato nei paesi nord americani dove ha maggiore diffusione.
Il crack come la cocaina base libera viene assunto mediante fumo, l’assorbimento nei polmoni avviene entro pochi secondi, ne deriva una rapida ed intensa sensazione chiamata rush che può durare anche20-30 min.
L’euforia e la violenta ebbrezza lascia il posto ad una drammatica sensazione depressiva post-euforica caratterizzata da un prurito irrefrenabile detto the cocain bug.questo tipo di depressione può essere così violento da costringere l’assuntore di crack ad assumere immediatamente un’altra dose pochi minuti dopo l’Assunzione della precedente. In questo modo l’assuntore di crack si porta avanti fino ad un crollo psicofisico.
I disturbi psico-fisici indotti da cack sono molto più intensi di quelli indotti dalla cocaina cl., il fenomeno della dipendenza e della tolleranza è più marcato, e molto maggiore è il pericolo di overdose, con morte per collasso cardiocircolatorio.
La sindrome d’astinenza da crack si caratterizza per brividi, tremori, dolori muscolari, fame insaziabile, letargia e depressione acuta.
La dipendenza da crack è comunque non paragonabile a quella indotta dall’uso cronico di eroina. L’uso di crack si è affermato in America per il basso costo, la facilità con la quale è possibile procuraselo, le modalità di assunzione assolutamente non riconducibili a rischio infettivologico.
La cocaina possiede tre effetti principali:
Il potenziamento della neurotrasmissione noradrenalinica è alla base di questi effetti, nonché la depressione di sistemi inibitori centrali.
Il sistema di ricompensa del cervello umano è situato nel midollo allungato e nel ponte nonché nella corteccia frontale.
La trasmissione di DA è alla base del funzionamento del sistema della ricompensa, e viene stimolato da sostanze che ne aumentano la quantità di DA che viene rilasciata nelle sinapsi. Sebbene l’uso acuto di cocaina determini il rilascio di DA, l’uso cronico comporta una forte riduzione della concentrazione cerebrale di DA, questo sarebbe alla base del craving incoercibile da cocaina.
I disturbi del comportamento e convulsivi del cocainomane sono riconducibili al blocco della pompa di riassunzione di adrenalina e noradrenalina..
La funzione anestetica locale è causata dall’azione inibitoria determinata sulla conduzione nervosa causata dall’alterazione della permeabilità della membrana agli ioni Na+.
| Effetti dell’intossicazione |
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| Sintomi e segni dell’intossicazione |
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| Euforia da cocaina |
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| Disforia da cocaina |
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| Psicosi schizofreniche da cocaina |
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| Domande rivolte al consumatore |
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| Disturbi psichici | Disturbi fisici |
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| Fase | Sistema nervoso centrale | Sistema circolatorio | Sistema respiratorio |
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| Iniziale | Eccitazione Apprensione; instabilità emozionale, improvvisi mal di testa. Nausea, vomito. Contrazione dei piccoli muscoli | Polso variabile, con tendenza al rallentamento. Aumento dlla pressione (possibile caduta della pressione con pallore del volto) | Aumento della frequenza e della profondità respiratoria |
| avanzata | Convulsioni tonico cloniche | Aumento della frequenza del polso e della pressione arteriosa | Cianosi, dispnea, respirazione affannosa, rapida ed irregolare. Paralisi respiratoria |
| depressiva | Paralisi muscolare, perdita dei riflessi perdita dei sensi, abbassamento delle funzioni vitali, morte | Collasso respiratorio, pulsazioni impercettibili, morte | Colorito grgio-cenere, morte |
| Fase del crash | durata 4 giorni |
| Fase del craving | Anedonia, energia deflessione timica in progressivo recupero durata 1-10 settimane |
| Fase del craving condizionato | Accendimento del desiderio in occasione di stimoli ambientali riconducibili alle condizioni d’uso. |