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... E il naufragar m'è dolce in questo mare

Silvia Bruni (Informalcol – Centro di documentazione del Centro alcologico regionale toscano)

 

Il mare, in questo caso, è quello dell’informazione, on line e non, da cui sempre di più ci sentiamo travolgere, dove si rischia di affogare se siamo senza bussola e carte nautiche.
Da sempre Informalcol cerca di favorire il rapporto tra gli operatori dell’alcologia e l’informazione.Q
uesta rubrica è uno spazio in più per parlarne, per affrontare tutti quei temi collegati al vasto, seppur specializzato, mondo dell’informazione alcologica: quali sono le risorse informative specializzate? Come utilizzare le potenzialità delle tecnologie per migliorare la comunicazione e l’aggiornamento? Questi e altri temi saranno l’oggetto della nostra “navigazione” in questo mare di cui imparare a conoscere le minacce, ma anche la dolcezza.

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Di labirinti e di stanze tutte per sé

 

Un filo conduttore tematico degli articoli di questa rubrica [1] è la difficoltà di introdurre in ambito alcologico e, più in generale, nell’area delle dipendenze, strumenti di ricerca, produzione e condivisione di informazioni, resi disponibili tramite Internet.

Credo che la motivazione principale non sia collegata esclusivamente ad un problema di alfabetizzazione all’uso delle tecnologie, ma abbia le sue radici anche in altri fattori come quelli di tempo e di spazio: quanto spazio hanno gli operatori sociosanitari per riflettere sul loro lavoro? Quanto tempo possono dedicare alla ricerca di informazioni, allo scambio e alla condivisione delle stesse (attività necessarie e propedeutiche all’elaborazione e alla produzione di nuove informazioni da far circolare)? Quanto gli stessi servizi riconoscono l’importanza di attività di questo tipo e consentono che gli operatori vi dedichino una parte del loro tempo?

Credo che la risposta in tutti i casi sia: poco!

Temo che queste domande siano come macigni che ostacolano una strada, quella della possibilità di cercare, trovare, utilizzare le informazioni, già di per sé percepita come impervia.
Parlare di questo, ci porterebbe lontano dai contenuti di questa rubrica. Mi piacerebbe però dare un contributo “positivo”: forse degli ausili per superare, almeno, alcuni ostacoli ci sono.
Immaginiamo un operatore che, pur con fatica, sia riuscito a ricavarsi, almeno un po’ di tempo e spazio “tutto per sé”
[2] e abbia bisogno per approfondire un tema di articoli da periodici, libri o di risposte di ad alcune domande domande.

Come il personaggio del gioco del labirinto, che credo tutti abbiano almeno visto sui giornali di enigmistica, una serie di percorsi, talvolta ciechi, separano il nostro dalla meta. Che strada deve fare? Forse non penserebbe di passare dalla biblioteca.Per molti italiani la frequentazione delle biblioteche si è fermata con la conclusione degli studi (in certi casi non è avvenuta nemmeno allora, se pensiamo che molte scuole dell’obbligo o superiori la biblioteca non ce l’hanno o è chiusa).
Nel frattempo i servizi si sono evoluti, adeguati alle tecnologie, eppure sono ancora quasi sconosciuti. E allora vediamoli alcuni di questi servizi, in particolare quelli che, via web, possono aiutare il personaggio nel labirinto nel raggiungimento del suo obiettivo: trovare le informazioni che gli servono, nel modo più semplice e diretto. Quasi tutte le biblioteche hanno, ormai, un catalogo on line
[3] . Un catalogo bibliografico è una banca dati contenente la descrizione dei documenti posseduti da una biblioteca. È quindi una fonte di informazione secondaria: non si può consultare direttamente il documento (a parte certi casi, ancora sporadici), ma è possibile conoscerne le caratteristiche (autore, titolo, editore, data di pubblicazione, caratteristiche fisiche, soggetto) oltre ai dati utili per recuperarlo (biblioteca possedente, collocazione fisica).

 

I cataloghi in linea offrono grandi vantaggi:

  • possono essere consultati da qualsiasi computer connesso in rete, in tutto il mondo, senza bisogno di recarsi fisicamente nelle rispettive biblioteche;
  • permettono di cercare gli stessi libri in molte biblioteche, in breve tempo o anche contemporaneamente.


Gruppi di biblioteche che dipendono da uno stesso ente possono cooperare
per creare cataloghi collettivi in linea. In questo caso, con una singola ricerca si troverà se un’opera sia posseduta da qualcuna delle biblioteche partecipanti al catalogo. Anche
Informalcol ha il suo catalogo in ambito alcologico e partecipa alla rete documentaria Cedro sulle dipendenze della Regione Toscana.

Da tempo sono attivi servizi di prestito interbibliotecario. È un po’ come la storia della montagna e
Maometto. Se un utente vuole un libro in prestito, tramite una biblioteca, che aderisce ad una rete, può riceverlo presso la biblioteca più vicina. La stessa cosa è possibile, spesso, tra biblioteche di regioni diverse. In Toscana tramite il servizio
Libri in rete, si accede anche al prestito delle biblioteche universitarie, normalmente riservato ai soli studenti.

Anche gli articoli possono essere richiesti in modo analogo. Questo servizio è chiamato document delivery, si svolge per lo più tra biblioteche, universitarie o specialistiche, e consente ad una biblioteca di richiedere per un suo utente un articolo da un periodico posseduto da un’altra biblioteca. I cataloghi di periodici sono accessibili dai siti delle diverse biblioteche; in certi casi la consultazione avviene direttamente dall’Opac, altre volte ci sono elenchi o cataloghi dedicati.

Tra i servizi più recenti, ci sono quelli di reference on line, come Chiedi in biblioteca, della Regione Toscana, che offre risposte a quesiti informativi di vario genere: “Desidero avere dati statistici sulle interruzioni volontarie di gravidanza in Italia negli ultimi 10 anni”, “Vorrei sapere che differenza c’è tra lo zucchero bianco e quello di canna e se a livello salutare quello di canna è migliore [4] . In casi di questo tipo il servizio orienta l’utente tra le diverse fonti di informazione disponibili, consentendogli di trovare più agevolmente risposte. Analogamente Informalcol propone un servizio specifico in area alcologica.

Per favorire l’orientamento nei labirinti della rete, le biblioteche hanno fatto nascere progetti di catalogazione e organizzazione di siti Web.
Selene Web, ad esempio, è un progetto promosso dal Centro servizi volontariato Toscana a cui partecipa Informalcol, che si occupa di selezionare le fonti on line presenti nell’area delle dipendenze. DFP (Documentazione di fonte pubblica in rete) dell’Associazione italiana biblioteche (AIB) organizza le risorse informative sulla documentazione della pubblica amministrazione; Segnaweb, sempre dell’AIB, si occupa, invece, risorse di carattere generale. Rispetto ad un motore di ricerca per parola (come Google), un repertorio di siti web ha il vantaggio di raccogliere ed organizzare secondo una logica classificatoria i siti, con criteri di selezione espliciti. Ma soprattutto l’utente trova sicuramente un minor numero di risorse informative, ma pertinenti rispetto al suo bisogno.

Probabilmente questi servizi possono rappresentare una “bussola” per l’operatore perso nel labirinto alla ricerca di informazioni, magari facendolo sentire meno “solo”, rendendogli più facile raggiungere quello che cerca. D’altra parte la biblioteca è (dovrebbe) essere un centro informativo “che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione [5] .
Chissà se d’ora in poi qualcuno un capatina (on line) in biblioteca ce la farà. In questo caso, aspettiamo il resoconto del “viaggio”…

 

Cataloghi on line

Metaopac (interrogano contemporaneamente i cataloghi di più reti bibliotecarie)

  • Metaopac Azalai dell’Associazione italiana biblioteche, consente l’interrogazione cumulativa dei
  • cataloghi in linea delle biblioteche italiane .
  • Metaopac regionale toscano, che interroga contemporaneamente gli OPAC delle diverse reti
  • territoriali toscane;
  • Catalogo on line della Rete Cedro (area Dipendenze) 
  • Catalogo nazionale dei periodici (ACNP): consente di individuare le biblioteche che possiedono una determinata rivista. Le richieste di articoli devono essere fatte tramite biblioteca, non vengono accettate richieste da privati.

I cataloghi on line delle singole reti o biblioteche pubbliche del territorio sono accessibili dai siti web
dei comuni e delle regioni.

 

Repertori di siti Web citati


Servizi di reference on line citati

Per saperne di più sulle bilioteche e i servizi biliotecari

 

 

 
  • [1] On line all’indirizzo
  •  [2] Virginia Woolf, nel saggio intitolato Una stanza tutta per sé (SE, 1991) scriveva: “Una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza tutta per sé” (p. 13). Se il soggetto diventa un operatore delle dipendenze, se pensiamo la scrittura di romanzi come metafora di ogni atto creativo e ai soldi come al tempo e allo spazio, l’analogia tiene.
  • [3] Detto anche OPAC che sta per On line public access catalog
  • [4] Dall’archivio di Chiedi in biblioteca
  • [5] Unesco. Manifesto Unesco per le biblioteche pubbliche. AIB, 1995
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Maggio 2010 10:50