Emanuele Scafato (direttore Osservatorio nazionale alcol - Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcolcorrelati. E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Parlare nel 2007 di alcologia, a trentotto anni dalla nascita della SIA, Società italiana di alcologia, vuol dire riferirsi, gioco forza, ad un ambito sicuramente più complesso rispetto a quello con cui i “padri fondatori” della Società si confrontavano negli anni ’70. Approcci e strategie di “ingaggio” professionali profondamente modificate nel corso degli anni che hanno tuttavia costantemente privilegiato, nell’ottica della continuità, un approccio che ha proseguito e ampliato il solco tracciato dalla precedente e variegata generazione di professionisti ed operatori che hanno condiviso, allora come ai giorni nostri, lo sforzo, volutamente multidisciplinare, di affrontare la sfida proposta dallo studio e dall’approfondimento delle relazioni individuo-alcol.
Un percorso appassionato e appassionante quello che ha condotto la SIA a ridefinire gli ambiti dell’alcologia del “terzo millennio” non mantenendoli esclusivamente legati ad un tradizionale esercizio accademico rivolto prevalentemente agli addetti ai lavori ma arricchendoli di valori e significati nuovi ispirati ad una maggiore attenzione ed aderenza all’analisi dei rapidi e profondi cambiamenti sociali e culturali in funzione dell’esigenza di contribuire, attraverso un irrinunciabile rigore scientifico, al miglioramento delle conoscenze e delle capacità di confrontarsi con le problematiche alcol correlate.
La composizione e la partecipazione delle forze in campo ha subito, nel tempo, sostanziali variazioni, arricchendosi di competenze a vocazione più spiccatamente aderenti alle finalità scientifiche e di salute pubblica, giungendo a connotarsi anche e soprattutto attraverso nuove competenze ed iniziative sollecitate e connesse anche ai nuovi ambiti di azione nei settori della ricerca, della prevenzione, promozione della salute, della comunicazione, della divulgazione e della formazione. In un moderno, rinnovato spirito orientato a rendere maggiormente visibili e fruibili le conoscenze ed i risultati della ricerca e dell’evidenza scientifica ai destinatari politici ed istituzionali e soprattutto alla società e agli individui, la SIA ha privilegiato nel corso dell’ultimo decennio, con risultati tangibili, attività dedicate e gruppi di lavoro focalizzati sulle tematiche prioritarie alcol correlate, adottando tutte le strategie ed i mezzi di comunicazione che potessero garantire la diffusione capillare di una informazione valida e corretta proposta anche in sede di programmazione sanitaria e politico-consultiva come testimoniato dal riconoscimento del ruolo di consulenza tecnico-scientifica della SIA nelle campagne di prevenzione del Ministero della Salute e della sua posizione di rilievo e reputazione nell’ambito di numerose attività, gruppi tecnici nazionali e regionali e commissioni governative quali quelle della Consulta nazionale alcol istituita dalla Legge 125/2001 o in quella per le Tossicodipendenze.
La SIA ha nell’ultimo quinquennio raggiunto una rilevanza europea ed internazionale testimoniata sia dalle partecipazione alle progettualità e alle ricerche di settore attuate che dalle numerose collaborazioni negli ambiti specifici promossi dell’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Commissione europea, in particolare nei settori della formazione e della prevenzione alcolcorrelata.
L’identità della SIA è oggi ben connotata e ampiamente nota anche dai mass-media che propongono le indicazioni della Società come riferimenti da disseminare e destinare al più vasto pubblico televisivo, radiofonico e della carta stampata; un obiettivo, quest’ultimo, di tutto rilievo in considerazione della estrema difficoltà sperimentata in passato a garantire che le evidenze scientifiche prodotte potessero contribuire a ridurre una dilagante disinformazione, spesso sostenuta da interessi e finalità dissonanti con le finalità statutarie della SIA da sempre orientate a sensibilizzare ad una maggiore consapevolezza dell’impatto sanitario e sociale delle problematiche connesse all’uso e all’abuso di alcol e a promuovere ed organizzare, oltre a workshop e riunioni scientifiche, iniziative di più ampio respiro da rivolgere all’intero territorio nazionale per supportare una “cultura alcologica”, un informazione ed una formazione sempre più adeguate a rispondere ai bisogni sociali, professionali, individuali.
L’Alcohol Prevention Day ha inaugurato, in tal senso, il “new deal” della SIA e, pur tra grandi difficoltà iniziali, si è imposto all’attenzione della vasta ed importante audience dei decisori e dei programmatori politici sociali e sanitari, dei media e della cittadinanza anche grazie a sapienti alleanze strategiche con l’Istituto superiore di sanità (ISS) e con le associazione degli utenti, il mondo del terzo settore, quello dell’auto e mutuo aiuto, le organizzazioni di advocacy come Eurocare. Oggi l’Alcohol prevention day ed il Mese di prevenzione alcologica rappresentano un riferimento centrale ed un insostituibile catalizzatore istituzionale rispetto alle azioni svolte a livello nazionale, regionale e locale ricevendo il riconoscimento Organizzazione mondiale della sanità che ha inserito nella “Framework on Alcohol Policy in the European Region” l’organizzazione di tali iniziative nell’ambito delle buone pratiche da attuare in tutta la regione europea.
La notorietà della SIA ha raggiunto nel corso degli ultimi anni una capacità di penetrazione anche nel mondo della rete informatica anche grazie ad uno sforzo costante di aggiornamento dei siti che collaborano ad alimentare la massa critica delle evidenze scientifiche e dei “prodotti” SIA e a mantenere elevato il livello di qualificazione dell’informazione scientifica anche grazie alla collaborazione formale della SIA in ambito istituzionale con l’ Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’ISS e del Centro dell’OMS per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcolcorrelate.
Una semplice ricerca attraverso la parola chiave “Società Italiana di Alcologia” con un qualsiasi motore di ricerca genera come risultato migliaia di riferimenti frutto del lavoro costante dei gruppi di lavoro e dei soci e dell’arricchimento culturale in campo alcologico che la società persegue nella sua articolazione statutaria e che non è superfluo qui richiamare:
ART. 3 – L’associazione opera in maniera specifica, e si pone lo scopo di contribuire allo sviluppo dell’alcologia nel suo più esteso significato:
- riunendo nel proprio ambito associativo persone fisiche o giuridiche idonee a contribuire, sotto qualsiasi aspetto, all’attuazione dell’oggetto sociale;
- contribuendo alla promozione e allo sviluppo di strumenti e iniziative, basate su evidenze scientifiche, atte e favorire:
- la promozione della ricerca e degli studi riguardanti l’alcol;
- la diffusione dell’informazione;
- la promozione del dibattito scientifico;
- la promozione di valutazione tecnico – scientifico;
- la produzione di valutazioni tecnico – scientifiche e professionali;
- il sostegno alla crescita di una cultura di tutela della salute in campo alcologico;
ART. 4 – Per perseguire gli scopi sopraindicati, l’associazione:
Una Società scientifica moderna, dunque, passata attraverso aspri dibattiti che hanno delineato una nuova “anima” della SIA e sostenuto un rinnovato ruolo dell’articolazione regionale che ha visto nel corso degli ultimi anni arricchirsi di nuove realtà in precedenza mai attivate; una società scientifica capace di ricevere, accogliere e tesaurizzare il “feedback” attraverso un confronto a volte anche critico con alcune delle società scientifiche afferenti alla Consulta del settore delle Dipendenze rispetto alle quali ha sempre mantenuto aperto un canale di comunicazione e collaborazione mai perdendo e anzi rafforzando la propria identità, la propria autorevolezza, la specificità e la vocazione di società scientifica per lo studio delle relazioni individuo-alcol, mai perdendo di vista la centralità del ruolo dell’individuo rispetto a quello svolto dalla sostanza. Un confronto che ha comunque dato i suoi frutti come testimoniato dalla recente “Carta di Venezia” . Charter per formulare anche in Italia una politica del settore dell’uso delle sostanze psicoattive e/o dei comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute” elaborata da Erit e dalla SIA sulla base di una sostanziale condivisione di principi e fatta propria da un considerevole numero di agenzie italiane che si occupano di dipendenze.
Non, quindi, “solo” una Società scientifica delle dipendenze ma “anche” una Società scientifica delle dipendenze, di più ampio respiro, dinamica, multiprofessionale e sicuramente molto più articolata rispetto a quella che i “padri fondatori” avevano tracciato come modello e che, ancora oggi, rappresenta un importante ed indissolubile punto di riferimento e di stimolo costante nella riscoperta di vecchie e nuove sfide che si affacciano nell’arena scientifica.
Un rinnovamento che ha comportato e ancora comporta nuove difficoltà gestionali per la mole dei contributi che la Società è chiamata a produrre e per la costante esiguità delle risorse da destinare alle attività di promozione della ricerca in una Nazione che non favorisce e non destina risorse alla ricerca sull’alcol.
La disponibilità della Rivista italiana di alcologia che con questo numero si ripropone in una nuova veste editoriale riconsegna alla comunità scientifica un importante strumento di divulgazione e di confronto, di condivisione di esperienze, di aggiornamento periodico rispetto alle molteplici priorità che la ricerca e lo studio delle interazioni individuo-alcol propongono.
E’ una nuova sfida, non priva di difficoltà, alla quale è comunque indispensabile partecipare nella consapevolezza che comunicare (communis agere), mettere in comune e valutare i risultati delle esperienze di settore fornirà il “carburante” di cui si sente la necessità: una cultura partecipata per una alcologia più vicina al territorio e alle sue peculiarità, consonante rispetto alle grandi strategie di prevenzione, di promozione della salute e di riabilitazione, come il Piano nazionale alcol e salute e il programma di governo “Guadagnare salute” che nel corso dei prossimi anni richiederanno una forte attivazione della Società italiana di alcologia ed un sostanziale impegno nell’ottica del sostegno ad una auspicabile, significativa riduzione delle patologie e dei problemi alcol correlati in Italia.