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Il Club, il futuro e anche un po’ più in là : XVII Congresso dei Club degli Alcolisti in Trattamento, Monopoli( Bari) 3 – 4 – 5 ottobre 2008 - Conclusioni

 

a cura di Aniello Baselice (Presidente AICAT – Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento)

 

Il XVII Congresso Nazionale che si è tenuto presso l’Hotel Porto Giardino è stato promosso dall’AICAT (Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento), organizzato dall’Associazione regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (ARCAT) della Puglia, e patrocinato dalla Presidenza della Regione Puglia, dall’Assessorato alla Salute della Regione Puglia, dalla Provincia di Bari, dal Comune di Monopoli, dal Comune di Taranto Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili, dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Foggia, dalla Clinica Medica A. Murri Università degli Studi di Bari, dal Centro di Alcologia Universitario di Foggia, dal Centro di Pedagogia delle Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Foggia e dal Centro servizi al Volontariato San Nicola di Bari.

Si ringrazia per essere intervenuti il Presidente della Regione Niki Vendola, l’Assessore regionale alla Salute Alberto Tedesco, il Vescovo della Diocesi di Lucera-Troia S.E. Mons. Domenico Cornacchia, il Prof. Giuseppe Palasciano, il Prof. Fabio Folgheraiter, il Dottor Renzo Buttolo e il Dott. N. Lazic.

Hanno la partecipato tutte le ARCAT con una presenza di circa 1600 persone in rappresentanza dei Club italiani, erano inoltre presenti rappresentanti dei Club di Norvegia, Croazia, Albania, Grecia, Slovenia, Kenya e Romania.

Il Congresso è stato organizzato grazie al lavoro ed alla collaborazione delle famiglie e dei servitori insegnanti dei Club di tutte le APCAT e le ACAT della Puglia, ed è stato svolto con rigore e leggerezza in un clima sereno e di grande amicizia.

Il Congresso si è aperto ricordando la Prof.ssa Visnja Hudolin, scienziata attenta e rigorosa che dopo la morte del marito Prof. Vladimir Hudolin, ha continuato a sostenerci. Il ricordo che avremo di loro è di una famiglia unita che ha vissuto soprattutto nell’amore. Arrivederci con onore.

I lavori delle plenarie e delle tavole hanno creato un costruttivo dibattito, lo scambio delle esperienze riportate e la condivisione dei temi discussi hanno fatto emergere le seguenti conclusioni, che rappresentano un impegno da portare avanti per il prossimo anno fino al nuovo Congresso:

  1. Il Club è un nodo della rete sociale, in questo senso esso è “autonomo”, cioè indipendente dalle ideologie politiche, sociali e religiose presenti nelle comunità e nella società più vasta, ma è parte integrante della comunità ed è in grado di modificare la cultura sociale. Le esperienze riportate dalle famiglie attestano che i Club per la loro stessa natura fanno parte della rete di tutti i Club e della rete sociale della comunità di appartenenza e con il loro lavoro possono migliorare la spiritualità antropologica della comunità stessa.

  2. Il Congresso ha preso atto della necessità di modificare la denominazione dei Club adeguandola all’evoluzione del processo culturale in atto, ponendo l’accento sulla centralità della famiglia con problemi alcolcorrelati, sul superamento dei concetti di alcolista e di alcolismo e sulla combinazione multidimensionale dei pac con gli altri problemi. Il Club si apre a tutte le problematiche antropospirituali indotte dal consumo dell’alcol nell’intera comunità, senza con questo smettere di occuparsi dei problemi più estremi e più seri, che sin qui abbiamo associato all’etichetta “alcolismo”. Questa discussione da qui al Congresso di Lignano Sabbiadoro deve avvenire in ogni Club e in ogni Associazione territoriale. Si auspica inoltre che in ogni momento di confronto e di formazione a tutti i livelli si lasci spazio alla discussione sul tema. Si demanda alla presidenza AICAT di stimolare e monitorare l’andamento del dibattito. Pertanto è necessario che da oggi al XVIII Congresso possa esserci un ampio e creativo e costruttivo confronto sulla questione, per poi demandare alla prossima Assemblea AICAT la decisione ultima.

  3. Dai lavori del Congresso si è evidenziata anche la necessità affinché si superino il distacco o le contrapposizioni tra Club e Associazioni locali. In tal senso occorre avviare una forte riflessione a livello nazionale sul senso dell’essere Associazione, tenendo ben presente che le sue modalità di organizzazione e di funzionamento devono privilegiare la metodologia e la centralità del lavoro del Club, al cui servizio deve porsi ogni Associazione.

  4. Nel Congresso e nell’Assemblea generale si è proposto ed accettato di promuovere la grande campagna nazionale “Un Club una Scuola” per superare il ritardo nello sviluppo delle Scuole Alcologiche Territoriali, di tutti e tre i moduli, secondo un criterio di giustizia e di equità. Pertanto tutte le ARCAT sono invitate ad organizzare nell’ambito delle quattro macro aree Nord-Est, Nord-Ovest Centro e Sud i corsi per la motivazione all’insegnamento a sostegno della campagna. Tali corsi sono la priorità dei processi formativi del sistema dei Club: nel corso della loro prima sperimentazione essi hanno infatti dimostrato una soddisfacente capacità di stimolare servitori insegnanti e di motivarli a tenere le Scuole stesse.

  5. L’ Assemblea Generale di sabato quattro ottobre ha ratificato la decisione del Direttivo AICAT sui temi della formazione ed è in quest’ottica che è stata attivato come strumento di ampia partecipazione il “Forum permanente della formazione” a partire dalla prima edizione che si terrà a S.Cerbone (Lucca) il 13 e 14 dicembre prossimi. Secondo l’insegnamento di Hudolin la formazione è parte integrante del sistema e valorizza la centralità del Club come comunità di famiglie inserite nella comunità locale. Il Congresso riconosce l’importanza degli incontri dei direttori.

  6. Si propone che l’esperienza della maratona organizzata dall’ACAT Prato, “Sulle strade della sobrietà”, diventi una buona consuetudine che porti sulle vie di tutta Italia un messaggio di promozione e protezione della salute.

  7. E’ apparso evidente in questo Congresso il lavoro che in Puglia i Club hanno fatto nel sensibilizzare e motivare i decisori politici nei confronti dell’Approccio Ecologico Sociale e nei programmi di promozione e protezione della salute. E’ auspicabile che l’esempio della Puglia venga seguito dalle altre realtà territoriali per un maggior sviluppo dei programmi.

  8. E per finire il Congresso augura a tutto il sistema dei Club di rimanere semplici, di essere ottimisti, motivati e connessi.

 

Il documento delle conclusioni verrà mandato alla rivista “Camminando Insieme”, alla stampa locale e nazionale, agli organizzatori e patrocinatori, ai promotori, ai collaboratori del Congresso a tutte le ARCAT e a tutti i Club nel mondo, per darne la massima diffusione e metter in atto le indicazioni dei lavori del Congresso.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Gennaio 2009 15:30