Umberto Nizzoli ( Direttore Programma Aziendale Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, AUSL di Reggio Emilia), Roberta Barozzi (Psicologa ricercatrice, AUSL di Reggio Emilia - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
La ricerca psicosociale, e la ricerca azione in particolare come metodologia di intervento mira non solo ad accrescere la conoscenza e la comprensione dei fenomeni che va a indagare, ma anche e soprattutto ad agire sui fenomeni stessi attivando le risorse in gioco che riconosce come significative. Un esempio importante e significativo di come questo processo possa innescarsi ci porta all’incontro con i genitori degli studenti della scuola media Boiardo Vallisneri del comune di Scandiano (RE).
La serata, promossa dalla scuola stessa, in collaborazione con l’Amministrazione comunale locale, l’Azienda Usl e l’associazione di volontariato Forum Genitori, rappresenta il risultato della partecipazione della scuola alla Ricerca Azione provinciale sui nuovi stili di consumo diretta da Umberto Nizzoli, direttore del Programma Aziendale Salute Mentale e Dipendenze Patologiche.
Alla serata in questione hanno partecipato i principali interlocutori locali: Angela Zini Vicesindaco del Comune di Scandiano, Antonio Nicolaci Responsabile del Sert locale e Alberto Grazioli per la sezione provinciale di Lega Italiana Lotta contro i Tumori, oltre a Umberto Nizzoli direttore della ricerca e Roberta Barozzi ricercatrice assegnata al territorio di Scandiano.
La serata ha costituto un importante precedente: il coinvolgimento e la partecipazione attiva di una scuola media inferiore ad un progetto di ricerca sul tema del consumo di sostanze. Nel giugno 2007 è infatti iniziata la Ricerca Azione provinciale sui nuovi stili di consumo, nata sotto l’egida del Tavolo Dipendenze e Coesione Sociale istituito presso l’Amministrazione Provinciale, che l’ha voluta proprio come strumento per l’incremento di una competenza e di una cultura preventiva sul tema del consumo di sostanze tra i giovani, proponendosi quindi un miglioramento dell’efficacia delle azioni prese localmente. Infatti di fronte al crescente consumo di sostanze psicoattive e alla diffusione di “nuovi stili di vita e di consumo” non solo tra le fasce disagiate della popolazione ma anche nella popolazione generale ed in particolare in gruppi che mostrano, almeno apparentemente, un buon adattamento sociale, le Amministrazioni, i servizi sanitari e sociali, gli educatori che a vario titolo entrano in contatto con i giovani sono chiamati ad un’assunzione di responsabilità. Si è identificata quindi la realizzazione di una ricerca – azione come risposta alle esigenze di comprendere meglio i fenomeni, attivare risorse e stimolare risposte appropriate nel territorio, dare sostegno alle famiglie e agli individui, promuovere l’empowerment della comunità locale.
Queste le finalità generali:
a) Approfondire e migliorare la conoscenza dei fenomeni, rispetto ai quali si dispone di dati parziali su campioni ristretti o non rappresentativi. Si sente la necessità di esplorare in modo più sistematico la realtà locale, certamente caratterizzata da nuovi stili e trend di consumo, che vanno però quantificati in modo più preciso e meglio compresi attraverso una puntuale ricostruzione di scenario.
b) La conoscenza diffusa dei fenomeni è finalizzata ad attivare la capacità di risposta delle comunità locali. Esse, acquisiti e letti criticamente i dati descrittivi degli stili di consumo, possiedono elementi conoscitivi e dispongono delle potenzialità necessarie per promuovere iniziative, stimolare la riflessione, attivare le risorse educative, allo scopo di mettere a punto risposte appropriate.
c) Rinforzo della coesione sociale.
L’ingaggio e l’impegno sinergico di tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni alle agenzie educative, socio-sanitarie, ricreative e alla cittadinanza tutta, ciascuno con la propria specificità di ruoli e compiti, rappresentano una prima modalità di risposta condivisa a questi fenomeni. Il consumo di sostanze e i comportamenti a rischio ad essi frequentemente associati presentano aspetti disgreganti e invalidanti per l’individuo e per la società e richiedono la creazione e il potenziamento dell’alleanza della rete, come forma di comprensione non semplicistica e di contenimento di realtà complesse e multiformi. Un obiettivo della ricerca – azione è consolidare modalità di comunicazione e collaborazione tra gli attori sopra citati, al fine di rinforzare la coesione sociale e potenziare una logica “di rete”, in grado di offrire sostegno e risposte di sistema in situazioni problematiche e di difficile gestione per il singolo e per la famiglia.Durante la prima fase della ricerca il lavoro dei ricercatori è finora consistito nell’acquisire le informazioni sulla percezione del fenomeno da parte delle istituzioni e degli educatori, nei vari territori. Dalla analisi dei dati ottenuti, è stato possibile rilevare alcuni punti di forza e di debolezza rispetto alla capacità degli Attori Territoriali di contrastare il fenomeno di consumi di sostanze psicoattive legali ed illegali. Di particolare rilievo, per lo sviluppo futuro della ricerca-azione, è la fotografia emersa, territorio per territorio: essa inquadra sia le risorse attive che quelle attivabili sui vari territori e delinea le dinamiche di comunicazione e di collaborazione esistenti nelle reti locali. Le reti locali, ed in particolare la conoscenza di come i soggetti in esse aggregati si interconnettono, rappresentano la base da cui partire per promuovere ulteriori azioni specifiche di contrasto alla diffusione di sostanze (o implementare quelle già avviate).
Nella seconda fase della ricerca i ricercatori hanno cominciato a raccogliere dati quantitativi e qualitativi attivando direttamente i principali destinatari, i giovani, somministrando questionari e costruendo focus group sia nei contesti istituzionali come la scuola sia in quelli meno formali come gruppi parrocchiali, gruppi sportivi, del volontariato, ecc. I diversi territori e le istituzioni hanno risposto in maniera differente, dando più o meno disponibilità, attivandosi in maniera massiccia o superficiale. Un dato importante sul territorio di Scandiano è stato l’ingaggio entusiasta della scuola media che ha coinvolto i ragazzi e le ragazze di terza in un percorso educativo sul tema dell’alcol e del tabagismo attivando varie iniziative tra loro integrate e coordinate. La serata del 5 maggio è stata quindi un’occasione per fare il punto della situazione, per restituire alle famiglie gli esiti del lavoro svolto durante l’anno e per discutere di un fenomeno (il consumo di alcol tra i giovanissimi), che non sempre è riconosciuto o considerato preoccupante.
Di seguito si riportano alcuni dati emersi dalla somministrazione di questionari anonimi somministrati a tutte le classi terze della scuola media Boiardo Vallisneri. Campione:
| MASCHI | FEMMINE | TOTALE |
| ||
| 79 | 94 | 173 |
| ||
| Si tenga presente che, essendo l’unica scuola media presente nel Comune di Scandiano, questo campione può essere considerato rappresentativo dei giovani 13enni del territorio. | |||||
| NEL GIRO DEI TUOI AMICI/CHE SAI SE QUALCUNO HA USATO ALCUNE DELLE SOSTANZE SOTTO RIPORTATE?Solo provata, usata saltuariamente, usata in modo regolare(segue elenco delle principali sostanze legali e illegali) |
| ||||
| SI | No |
| |||
| 53,7% | 46,2% |
| |||
| QUALI? (possibile più di una risposta) | Frequenza |
| Solo fumo di sigaretta | 15 |
| Solo alcol | 7 |
| Alcol e sigaretta | 49 |
| Acidi (in associazione con almeno un’altra sostanza) | 6 |
| Hashish/marijuana (in associazione con almeno un’altra sostanza) | 6 |
| Cocaina (in associazione con almeno un’altra sostanza) | 6 |
| Eroina (in associazione con almeno un’altra sostanza) | 3 |
| Ecstasy (in associazione con almeno un’altra sostanza) | 6 |
Si nota quindi che le sostanze legali come alcol e sigaretta sono quelle nominate più spesso, ma una minoranza entra in contatto diretto o indiretto anche con sostanze illegali.
| HAI MAI CONSUMATO PER INTERO (ad esempio un bicchiere di vino, una birra, un cocktail, ecc.) UNA BEVANDA ALCOLICA? | |
| SI | NO |
| 60,7% | 39,3% |
Dato sorprendente (soprattutto per i genitori) è l’alta percentuale di ragazzi e ragazze che hanno consumato una bevanda alcolica in così giovane età almeno una volta.
| NEGLI ULTIMI 12 MESI, CON CHE FREQUENZA HAI BEVUTO ALMENO UN BICCHIERE DI BEVANDA ALCOLICA? N=105 | ||
| MAI | OCCASIONALMENTE | REGOLARMENTE |
| 6 | 90 | 9 |
Da questo dato si ipotizza un trend di consumo occasionale, probabilmente concentrato in determinati contesti o momenti (ad esempio durante il week end); stupisce poi la presenza di giovani adolescenti che si definiscono “consumatori abituale” di alcol. Il consumo di bevande alcoliche durante il fine settimane è un trend noto negli adolescenti più grandi e negli adulti, ma è probabile che questo stile di comportamento cominci ad instaurarsi in un’età precoce, che va poi consolidandosi con l’aumentare dell’età.I dati quantitativi rappresentano uno spunto importante per approfondire la conoscenza del fenomeno attraverso lo svolgimento di focus group nelle classi coinvolte, dove i ragazzi avranno la possibilità di parlare e di discutere liberamente del loro vissuto quotidiano e del rapporto con le sostanze. La serata del 5 maggio, che ha visto la partecipazione di numerose famiglie, insegnanti e anche degli studenti, può essere considerata non tanto l’esito finale di un percorso educativo-formativo ma un punto di partenza di un nuovo modo di concepire la prevenzione al consumo di sostanze, che vede la partecipazione attiva e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, in un’ottica di accrescimento delle conoscenze e di empowerment di comunità. Questo grazie all’utilizzo di un potente mezzo a volte poco sfruttato che è la ricerca azione.