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La strategia comunitaria sull’alcol

Tiziana Codenotti (Eurocare Italia e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Il 24 ottobre 2006 la Commissione europea ha adottato la Strategia europea per la riduzione dei danni correlati all’alcol (COM 2006, 625, 24.10.2006). L’adozione della Strategia rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo che ha finalmente portato il tema dei danni alcol correlati nell’agenda europea. Nel 2001 il Consiglio aveva adottato una Raccomandazione sull’uso di alcol da parte dei giovani, in particolare bambini ed adolescenti, che invitava la Commissione a seguire, valutare e monitorare le misure prese, e riferire sulla necessità di ulteriori azioni. Anche nelle Conclusioni del 5 giugno 2001 il Consiglio aveva invitato la commissione a presentare proposte per una strategia Comunitaria globale, allo scopo di ridurre i danni alcol correlati a completamento delle politiche nazionali. Le Conclusioni del Consiglio su Alcol e i giovani del giugno 2004 hanno reiterato tale invito. Infine, la Strategia è stata oggetto di una Risoluzione del Parlamento Europeo in data 3 settembre 2007 (INI 2007/2005).

Il documento evidenzia l’urgenza di contrastare i danni derivanti dall’uso dell’alcol. Il rapporto europeo alla base della Strategia, Alcohol in Europe: A Public Health Perspective [1] ha sottolineato l’impatto economico, sanitario e sociale dell’alcol in Europa in termini di disabilità , mortalità e morbilità che possono essere evitate o diminuite a fronte di interventi e azioni multi-settoriali e multi-professionali.

La Strategia Comunitaria ha identificato cinque aree prioritarie di intervento che sono rilevanti per tutti gli Stati Membri e per i quali le azioni di Comunità a completamento delle politiche nazionali e la coordinazione di azioni nazionali hanno un valore aggiunto:

  • Proteggere i giovani, i bambini ed il nascituro;
  • Ridurre gli infortuni e le morti da incidenti stradali alcol correlati;
  • Prevenire il danno alcol correlato fra gli adulti e ridurne l’impatto negativo nei luoghi di lavoro;
  • Informare, educare ed elevare la consapevolezza dell’impatto del consumo di alcol rischioso e dannoso e sui modelli di consumo appropriati;
  • Sviluppare e mantenere una base comune di evidenza a livello dell’Unione Europea.

In termini generali, la Strategia riconosce esplicitamente che i problemi alcolcorrelati sono molto diffusi e pervasivi nelle società.

Essi non riguardano solo una minoranza della popolazione ma possono avere effetti e conseguenze su tutti gli individui. Le azioni e gli interventi vanno quindi indirizzati alla popolazione generale. In quest’ottica viene anche enfatizzato il concetto del “bere passivo”, in altri termini dei danni provocati dall’alcol a terzi, ad esempio al nascituro nella condizione della gravidanza o nell’ambito degli incidenti stradali alcol correlati.

Il documento europeo sottolinea la necessità di valutare l’impatto delle politiche sviluppate da altre Direzioni Generali della Commissione Europea in riferimento ai danni provocati dal consumo di alcol. In ambito lavorativo, per citare un documento recentemente approvato, la Community Strategy for Health and Safety at Work 2007- 2012 non contiene raccomandazioni in riferimento al consumo di alcol, che rappresenta invece un fattore di rischio importante per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

 

La Strategia risulta in qualche modo poco incisiva sulla possibilità di armonizzare la legislazione, soprattutto in alcune aree che hanno valenza transnazionale, ad esempio la guida in stato di ebbrezza, la pubblicità e le strategie di marketing delle bevande alcoliche, il commercio oltre frontiera. Su questi temi gli Stati membri incontrano oggettive difficoltà ad implementare politiche efficaci in modo isolato dagli altri paesi.

Gli obiettivi della Strategia europea includono l’istituzione del Forum Alcol e Salute, un organismo rappresentativo di tutti gli stakeholders, i quali si impegnano a portare il proprio contributo in termini di azioni concrete per ridurre i danni alcolcorelati.

Il Forum è stato ufficialmente istituito il 7 giugno 2007 a Bruxelles, dove più di 40 organizzazioni nongovernative e operatori economici hanno sottoscritto la Charter del Forum e si sono impegnati di conseguenza a impegnare tempo e risorse in azioni significative e rilevanti per prevenire e ridurre i problemi alcol correlati. Oltre ai rappresentanti degli Stati Membri, il Forum prevede il coinvolgimento di un gruppo di esperti indipendenti nominati dalla Commissione per valutare l’evidenza scientifica delle proposte e degli impegni presi all’interno del Forum.

L’adozione della Strategia da parte della Commissione europea rappresenta un primo passo fondamentale di un lungo e difficile processo per ridurre i danni alcol correlati in Europa. In questo processo sarà importante mobilitare il mondo delle organizzazioni non governative e della società civile per contribuire al successo di una strategia di salute pubblica sull’alcol, i cui esiti dovranno essere costantemente monitorati. Le istituzioni e le organizzazioni nazionali impegnate per l’implementazione della strategia giocano un ruolo fondamentale per contribuire ad accrescere la consapevolezza dei problemi alcolcorrelati e per costruire un forte consenso sulle politiche più efficaci che possono ridurre i danni alcol correlati.

 

Il Commissario Europeo Markos Kyprianou, in occasione di un seminario di presentazione della Strategia, ha espresso da un lato l’importanza dell’adozione della Strategia, e dall’altro la necessità di valutare il processo di implementazione:A mio giudizio, uno dei risultati più importanti dell’adozione di questa strategia è il riconoscimento dell’esistenza dei danni provocati dall’alcol, cioè del fatto che il problema esiste.Per trovare la soluzione ad un problema bisogna prima riconoscerne l’esistenza.Questa è la prima strategia, la prima iniziativa a livello europeo che cerca di affrontare i problemi alcolcorrelati; dovrebbe essere considerata un primo passo nella giusta direzione.Questa strategia, a mio avviso, adotta un approccio pragmatico, che potrà essere rivisto e cambiato, se la situazione non dovesse migliorare.L’alcologia in Italia
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Maggio 2011 12:33