Dal 26 al 31 maggio si è svolto a Lucca, il Corso di sensibilizzazione all’Approccio ecologico-sociale ai Problemi alcolcorrelati e complessi.
Al corso hanno partecipato 29 corsisti provenienti dalle province di Lucca, Livorno, Pistoia, e dalla zona della Garfagnana e di Viareggio.
La partecipazione dei corsisti, le discussioni dei gruppi con conduttore ed autogestiti, i contenuti trasmessi nelle lezioni, il clima di condivisione, solidarietà e amicizia sperimentato nelle comunità e nei momenti informali hanno permesso di trarre le seguenti conclusioni.
Al centro dell’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi vi è la comunità multifamiliare definita Club degli alcolisti in trattamento.
Il Club degli Alcolisti in Trattamento è una comunità multifamiliare che riconosce le seguenti regole:
Il Club degli alcolisti in trattamento è autonomo, appartiene alla comunità locale e si apre in una relazione di cooperazione con quanti nella comunità locale si impegnano a sostenere il processo di autotutela e autopromozione della salute che ogni membro del Club cerca di realizzare nel suo cammino di crescita e maturazione.
Il Club può essere aperto ogni volta che 2 o più famiglie con un problema alcolcorrelato chiedono ad un servitore-insegnante di iniziare gli incontri, o un servitore-insegnante può proporre l’apertura di un Club a 2 o più famiglie con problemi alcolcorrelati.
Solo le famiglie dei Club degli alcolisti in trattamento possono scegliere l’inizio o l’interruzione del loro rapporto con il servitore-insegnante. L’ACAT può sollecitare o stimolare ma non imporre ai Club l’inizio o l’interruzione di questo rapporto. Nel Club possono entrare famiglie con un problema alcolcorrelato e complesso/multidimensionale purché accettino di comunicarlo ai membri del club e sia rispettata la proporzione di due famiglie con problema alcolcorrelato complesso ogni dodici famiglie.
E’ compito degli alcolisti in trattamento e le loro associazioni l’autotutela e autopromozione della salute e non la produzione o offerta di servizi che rappresentano un compito delle istituzioni pubbliche e private con le quali il club può collaborare attraverso l’associazione o il Centro alcologico territoriale funzionale.
Ogni famiglia che entra nel Club deve iniziare con un colloquio al primo incontro o prima della seduta o subito dopo o anche durante la seduta del Club. Tale colloquio non ha la natura clinica e prosegue nel corso del lavoro pratico del Club. Durante il colloquio la famiglia deve essere informata circa le regole di vita del Club. Le famiglie dei Club vengono informate del nuovo ingresso.
Per favorire il lavoro del Club nella comunità è necessario seguire una formazione continua attraverso l’attivazione delle scuole alcologiche territoriali di primo, secondo e terzo modulo.
Ogni Club è un nodo attivo, autonomo e non asservito alle logiche di potere, purtroppo oggi prevalenti nelle Associazioni. Queste stesse possono diventare strutture di servizio come dovrebbero essere solo se si concepiscono come uno dei tanti nodi della rete e non come un livello sovraordinato ai Club e che decide per loro.
La comunità multifamiliare deve essere inserita nella comunità locale e di conseguenza tutti i gruppi, anche facenti riferimento all’approccio ecologico sociale, che vengono svolti in carcere, nei servizi pubblici, nelle comunità terapeutiche o in altre strutture di recupero, non possono essere considerati Club. Nonostante i risultati che questi gruppi possono ottenere le associazioni dei Club non devono favorire queste esperienze a scapito dell’apertura di nuovi Club.
L’alcol è scientificamente riconosciuto come una droga della quale non si conoscono livelli di consumo sicuro. Anche le quantità minime di alcol assunte durante i pasti principali indicate dall’ OMS sono a basso rischio ("low risk"):
L’alcolismo non è una malattia né una condizione definita da rigidi confini: è un processo che inizia con il primo bicchiere e che si complica progressivamente nel tempo e con le quantità. Non può essere consigliato ad alcuno di consumare bevande alcoliche. Il bere moderato, il bere responsabile, il bere sociale, il bere normale, sono categorie morali che hanno come unico scopo la difesa del bere e la diversità negativa degli alcolisti.
All’interno delle associazioni dei Club degli alcolisti in trattamento le cariche e i membri che le rivestono dovrebbero ruotare regolarmente e sistematicamente; nessuno deve avere interessi specifici, ma essere rappresentante dello spirito del movimento dei club inserito nella comunità locale.
Lo scopo della metodologia non è l’astinenza, che può essere un punto di partenza, ma la sobrietà che è l’accettazione della ricaduta coniugata alla disponibilità di cambiare il comportamento ed il proprio stile di vita. Consapevoli dei propri limiti ed aperti alla relazione di amore solidarietà ed amicizia che viene costruita nella famiglia e nella comunità multifamiliare dei club.
Il lavoro dei Club si caratterizza per una dimensione antropo-spirituale che presta attenzione all’etica della responsabilità, alla solidarietà ed all’empatia. Per questi aspetti un particolare momento di riflessione è rappresentato dal congresso nazionale di Assisi che nel 2008 si è tiene tutti gli anni nel mese di maggio.
I Club fin dalla loro nascita hanno sempre parlato del presente guardando al futuro. Focalizzarsi sul passato può significare vivere in esso e fermare la crescita e la maturazione, tuttavia il vissuto deve essere ricordato per non perdere l’identità personale e l’appartenenza alla comunità.
E’ da incentivare in tutte le realtà locali l’organizzazione di Interclub, momenti di condivisione nei quali i club di una determinata zona si incontrano invitando le famiglie della comunità locale e le istituzioni per renderle partecipi della vita del Club.
I Club nella loro autonomia si incontrano annualmente nel Congresso nazionale della famiglie e dei servitori insegnanti che si terrà nel 2008 a Monopoli (Ba) dal 3 al 5 ottobre. Altre occasioni di incontro tra le famiglie sono i Congressi Regionali e gli interclub organizzati dalle ACAT locali o dai club stessi che operano nella comunità locale.
L’ACAT deve provvedere all’aggiornamento dei servitori- insegnanti e delle famiglie, organizzando almeno un aggiornamento l’anno.
I servitori-insegnanti devono incontrarsi in una riunione mensile di autosupervisione, dove avviene il confronto sulle difficoltà del lavoro pratico, senza svolgere alcuna attività di supervisione sulle famiglie. L’autosupervisione deve riguardare un numero massimo di 10-12 servitori-insegnanti e deve rientrare nell’autonomia del lavoro del club.
Per quanto riguarda lo specifico della realtà di Lucca si auspica:
I corsisti che hanno completato regolarmente il corso sono invitati a l’interclub organizzato dall’ ACAT di Lucca il giorno 1 luglio alle ore 19 presso la chiesa di San Concordio per definire la loro disponibilità con le famiglie. Quanti riceveranno il Diploma di servitori insegnanti saranno segnalati ai Club che potranno richiederne la disponibilità.
I servitori insegnati che sono attivi in aree diverse da quelle di Lucca saranno invitati a sviluppare relazioni di solidarietà, cooperazione e amicizia con i club più vicini: Garfagnana, Viareggio, Pistoia, Livorno.
Si inviano le presenti conclusioni all’AICAT, al CESVOT, all’ARCAT Toscana, alla rivista Camminando insieme, al Centro alcologico regionale della toscana, alla Rivista italiana di alcologia, ai quotidiani La Nazione ed Il Tirreno e saranno disponibili sul sito internet di www.alcolonline.it, insieme al materiale del corso.
Un ringraziamento particolare va alle Suore del Convento di San Cerbone per l’ospitalità e la disponibilità dataci.
Si ringrazia inoltre Tiziana Fanucchi per il tutoraggio, Pietro Benetti, Giancarlo Cecchi, Ilaria Sforzi, Paola Fambrini, Roberta Beggia, Mirella Tanca per l’attività di Segreteria, il Direttore del Corso Valentino Patussi, il co-direttore Lamberto Scali, i docenti: Jannis Anifantakis, Aniello Baselice, Guido Intaschi, Franco Marcomini, Lorella Pardini, i conduttori dei gruppi: Flaviano Bardocci, Carlo Battaglia, Mara Tallini, Mara Palla e i co-conduttori: Paolo Bonsignori, Ivano Centrone, Claudio Donati, Gabriele Passotti, Pier Franco Severi, Franca Verdigi.