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Conclusioni del corso

Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico - sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi “Metodologia Hudolin” (26-31 maggio 2008, presso Convento San Cerbone (Massa Pisana Lucca)

Dal 26 al 31 maggio si è svolto a Lucca, il Corso di sensibilizzazione all’Approccio ecologico-sociale ai Problemi alcolcorrelati e complessi.

Al corso hanno partecipato 29 corsisti provenienti dalle province di Lucca, Livorno, Pistoia, e dalla zona della Garfagnana e di Viareggio.

La partecipazione dei corsisti, le discussioni dei gruppi con conduttore ed autogestiti, i contenuti trasmessi nelle lezioni, il clima di condivisione, solidarietà e amicizia sperimentato nelle comunità e nei momenti informali hanno permesso di trarre le seguenti conclusioni.

Al centro dell’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi vi è la comunità multifamiliare definita Club degli alcolisti in trattamento.

Il Club degli Alcolisti in Trattamento è una comunità multifamiliare che riconosce le seguenti regole:

  • la puntualità e la regolarità settimanale degli incontri del Club;
  • la partecipazione da due a dodici famiglie e un servitore insegnante che abbia attivato il suo servizio al Club da non più di due anni di distanza dalla sua partecipazione alla settimana di sensibilizzazione. All’ingresso della tredicesima famiglia il Club si moltiplica: sarebbe comunque auspicabile la moltiplicazione almeno una volta l’anno per favorire la nascita di un nuovo Club;
  • i membri del Club si impegnano a mantenere una assoluta riservatezza su quanto discusso durante l’incontro e di non trasmetterlo all’esterno. Nel Club non sono previsti volontari, tirocinanti, visitatori, accompagnatori, osservatori, tranne che per la visita dei corsisti durante le settimane di sensibilizzazione;
  • non si fuma durante la seduta del Club. Altre abitudini e tradizioni di ogni singolo Club non possono essere considerate regole di funzionamento, ma possono essere accettate, purchè non in contraddizione con le regole sopra elencate.

Il Club degli alcolisti in trattamento è autonomo, appartiene alla comunità locale e si apre in una relazione di cooperazione con quanti nella comunità locale si impegnano a sostenere il processo di autotutela e autopromozione della salute che ogni membro del Club cerca di realizzare nel suo cammino di crescita e maturazione.

Il Club può essere aperto ogni volta che 2 o più famiglie con un problema alcolcorrelato chiedono ad un servitore-insegnante di iniziare gli incontri, o un servitore-insegnante può proporre l’apertura di un Club a 2 o più famiglie con problemi alcolcorrelati.

Solo le famiglie dei Club degli alcolisti in trattamento possono scegliere l’inizio o l’interruzione del loro rapporto con il servitore-insegnante. L’ACAT può sollecitare o stimolare ma non imporre ai Club l’inizio o l’interruzione di questo rapporto. Nel Club possono entrare famiglie con un problema alcolcorrelato e complesso/multidimensionale purché accettino di comunicarlo ai membri del club e sia rispettata la proporzione di due famiglie con problema alcolcorrelato complesso ogni dodici famiglie.

E’ compito degli alcolisti in trattamento e le loro associazioni l’autotutela e autopromozione della salute e non la produzione o offerta di servizi che rappresentano un compito delle istituzioni pubbliche e private con le quali il club può collaborare attraverso l’associazione o il Centro alcologico territoriale funzionale.

Ogni famiglia che entra nel Club deve iniziare con un colloquio al primo incontro o prima della seduta o subito dopo o anche durante la seduta del Club. Tale colloquio non ha la natura clinica e prosegue nel corso del lavoro pratico del Club. Durante il colloquio la famiglia deve essere informata circa le regole di vita del Club. Le famiglie dei Club vengono informate del nuovo ingresso.

Per favorire il lavoro del Club nella comunità è necessario seguire una formazione continua attraverso l’attivazione delle scuole alcologiche territoriali di primo, secondo e terzo modulo.

Ogni Club è un nodo attivo, autonomo e non asservito alle logiche di potere, purtroppo oggi prevalenti nelle Associazioni. Queste stesse possono diventare strutture di servizio come dovrebbero essere solo se si concepiscono come uno dei tanti nodi della rete e non come un livello sovraordinato ai Club e che decide per loro.

La comunità multifamiliare deve essere inserita nella comunità locale e di conseguenza tutti i gruppi, anche facenti riferimento all’approccio ecologico sociale, che vengono svolti in carcere, nei servizi pubblici, nelle comunità terapeutiche o in altre strutture di recupero, non possono essere considerati Club. Nonostante i risultati che questi gruppi possono ottenere le associazioni dei Club non devono favorire queste esperienze a scapito dell’apertura di nuovi Club.

L’alcol è scientificamente riconosciuto come una droga della quale non si conoscono livelli di consumo sicuro. Anche le quantità minime di alcol assunte durante i pasti principali indicate dall’ OMS sono a basso rischio ("low risk"):

  • 0-20 grammi per le donne;
  • 0-40 grammi per gli uomini.

L’alcolismo non è una malattia né una condizione definita da rigidi confini: è un processo che inizia con il primo bicchiere e che si complica progressivamente nel tempo e con le quantità. Non può essere consigliato ad alcuno di consumare bevande alcoliche. Il bere moderato, il bere responsabile, il bere sociale, il bere normale, sono categorie morali che hanno come unico scopo la difesa del bere e la diversità negativa degli alcolisti.

All’interno delle associazioni dei Club degli alcolisti in trattamento le cariche e i membri che le rivestono dovrebbero ruotare regolarmente e sistematicamente; nessuno deve avere interessi specifici, ma essere rappresentante dello spirito del movimento dei club inserito nella comunità locale.

Lo scopo della metodologia non è l’astinenza, che può essere un punto di partenza, ma la sobrietà che è l’accettazione della ricaduta coniugata alla disponibilità di cambiare il comportamento ed il proprio stile di vita. Consapevoli dei propri limiti ed aperti alla relazione di amore solidarietà ed amicizia che viene costruita nella famiglia e nella comunità multifamiliare dei club.

Il lavoro dei Club si caratterizza per una dimensione antropo-spirituale che presta attenzione all’etica della responsabilità, alla solidarietà ed all’empatia. Per questi aspetti un particolare momento di riflessione è rappresentato dal congresso nazionale di Assisi che nel 2008 si è tiene tutti gli anni nel mese di maggio.

I Club fin dalla loro nascita hanno sempre parlato del presente guardando al futuro. Focalizzarsi sul passato può significare vivere in esso e fermare la crescita e la maturazione, tuttavia il vissuto deve essere ricordato per non perdere l’identità personale e l’appartenenza alla comunità.

E’ da incentivare in tutte le realtà locali l’organizzazione di Interclub, momenti di condivisione nei quali i club di una determinata zona si incontrano invitando le famiglie della comunità locale e le istituzioni per renderle partecipi della vita del Club.

I Club nella loro autonomia si incontrano annualmente nel Congresso nazionale della famiglie e dei servitori insegnanti che si terrà nel 2008 a Monopoli (Ba) dal 3 al 5 ottobre. Altre occasioni di incontro tra le famiglie sono i Congressi Regionali e gli interclub organizzati dalle ACAT locali o dai club stessi che operano nella comunità locale.

L’ACAT deve provvedere all’aggiornamento dei servitori- insegnanti e delle famiglie, organizzando almeno un aggiornamento l’anno.

I servitori-insegnanti devono incontrarsi in una riunione mensile di autosupervisione, dove avviene il confronto sulle difficoltà del lavoro pratico, senza svolgere alcuna attività di supervisione sulle famiglie. L’autosupervisione deve riguardare un numero massimo di 10-12 servitori-insegnanti e deve rientrare nell’autonomia del lavoro del club.

Per quanto riguarda lo specifico della realtà di Lucca si auspica:

  • l’organizzazione, in collaborazione con il Centro Alcologico Regionale della Toscana, di un convegno sul tema “Alcol e Giovani” da realizzarsi entro l’anno 2009 e di uno sul tema “Alcol e Guida”, entro la fine del 2008, come emerso durante la prima giornata del corso con le istituzioni presenti in sala;
  • la continuazione del rapporto di collaborazione tra l’ACAT Lucca ed enti pubblici e privati creato nell’ambito del Forum sulle dipendenze istituito dalla Prefettura di Lucca e che ha portato alla stesura di un protocollo sul tema “Alcol e giovani” all’interno del quale è stato possibile coinvolgere le scuole guida. Questa esperienza ha permesso all’ACAT Lucca di avere una presenza attiva sul territorio rendendo i club realmente parte della comunità locale. Il Forum sulle dipendenze, come coordinamento tra le varie realtà locali, può diventare punto di riferimento per il Centro Alcologico Territoriale Funzionale che dovrà essere creato a Lucca;
  • la realizzazione entro la fine dell’anno 2008 di una S.A.T. di 1° modulo, una S.A.T. di 2° modulo, una S.A.T. di terzo modulo e di due interclub;
  • che l’ACAT Lucca si impegni a trovare una sede alternativa per almeno uno dei due club che si svolgono all’interno della comunità Crisalide del CEIS di Altopascio.19.

I corsisti che hanno completato regolarmente il corso sono invitati a l’interclub organizzato dall’ ACAT di Lucca il giorno 1 luglio alle ore 19 presso la chiesa di San Concordio per definire la loro disponibilità con le famiglie. Quanti riceveranno il Diploma di servitori insegnanti saranno segnalati ai Club che potranno richiederne la disponibilità.

I servitori insegnati che sono attivi in aree diverse da quelle di Lucca saranno invitati a sviluppare relazioni di solidarietà, cooperazione e amicizia con i club più vicini: Garfagnana, Viareggio, Pistoia, Livorno.

Si inviano le presenti conclusioni all’AICAT, al CESVOT, all’ARCAT Toscana, alla rivista Camminando insieme, al Centro alcologico regionale della toscana, alla Rivista italiana di alcologia, ai quotidiani La Nazione ed Il Tirreno e saranno disponibili sul sito internet di www.alcolonline.it, insieme al materiale del corso.

Ringraziamenti

Si ringraziano le famiglie ed i servitori insegnanti dei Club degli Alcolisti in Trattamento che hanno accolto i partecipanti del corso alle loro riunioni settimanali. Per l’organizzazione si ringraziano l’ACAT di Lucca, l’ACAT Garfagnana, l’ACAT Viareggio, l’AICAT, l’ARCAT Toscana, il CESVOT (Centro Servizi per il Volontariato della Toscana), la Provincia di Lucca, l’USL2 di Lucca e il Centro Alcologico Regionale della Toscana. Per il patrocinio si ringraziano il Comune di Lucca e il Comune di Capannori, la Croce Verde di Lucca, il Ceis di Lucca, l’Associazione Don Baroni, l’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada, l’Associazione Filo di Lana.Si ringrazia inoltre l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana e in particolare al Responsabile P.O. “Prevenzione e Cura delle Condotte di Abuso delle Dipendenze” Dr. Arcangelo Alfano e il Dipartimento delle Dipendenze dell’ A.S.L.2 di Lucca e in special modo la Dr.ssa Ellena Pioli.

Un ringraziamento particolare va alle Suore del Convento di San Cerbone per l’ospitalità e la disponibilità dataci.

Si ringrazia inoltre Tiziana Fanucchi per il tutoraggio, Pietro Benetti, Giancarlo Cecchi, Ilaria Sforzi, Paola Fambrini, Roberta Beggia, Mirella Tanca per l’attività di Segreteria, il Direttore del Corso Valentino Patussi, il co-direttore Lamberto Scali, i docenti: Jannis Anifantakis, Aniello Baselice, Guido Intaschi, Franco Marcomini, Lorella Pardini, i conduttori dei gruppi: Flaviano Bardocci, Carlo Battaglia, Mara Tallini, Mara Palla e i co-conduttori: Paolo Bonsignori, Ivano Centrone, Claudio Donati, Gabriele Passotti, Pier Franco Severi, Franca Verdigi.

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Dicembre 2011 18:28