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I Club nel mondo, il mondo nei Club : osservando il cambiamento

di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (psicologo, Università degli studi di Firenze)

Alcol e provenienza

 

In alcologia si distinguono le culture in base alla loro relazione con l'alcol. Esistono culture in cui l'alcol non è presente o, almeno, in termini di consumo diffuso e continuativo; culture in cui il consumo è vietato e sanzionato; culture in cui lo stesso consumo non solo è accettato, ma ancche promosso.

Appare evidente che relazionarsi con persone provenienti da culture così diverse, deve necessariamente prevedere approcci altrettanto diversi.

Alcune considerazioni in merito alla provenienza riguardano le seguenti aree:
  • rapporto tra individuo e gruppo sociale di riferimento;
  • rapporto di genere;
  • rapporto tra persona e dipendenza/malattia;
  • rapporto tra persona/famiglia e trattamento terapeutico.

La ricerca: alcune caratteristiche dei rispondenti

 

Sono state intervistate 14 persone individuate dalle liste dei testimoni privilegiati e/o figure significative delle diverse etnie del Comune di Vicenza, della Prefettura e della Caritas Diocesana. Le nazionalità contattate sono: albanese, algerina, brasiliana, cinese, filippina, indiana, marocchina, rumena, senegalese, serba, srilankese e tunisina. I livelli medi di scolarizzazione sono scuola media superiore o laurea.

La percezione del bere nel paese d’origine: alcuni risultati

  • Eterogeneità pratiche di consumo: culture permissive (Paesi dell’est, Filippine, Brasile, Sri Lanka) vs. culture proibizioniste (India e paesi magrebini).
  • Accessibilità e luogo di consumo sono correlati alla legalità (ovunque vs. locali specifici).
  • Uso di alcol nelle campagne e nelle città (culture permissive), in città e lontano dalla famiglia (culture proibizioniste).
  • Le bevande sono: vino, birra, Superalcolici (soprattutto di produzione locale nei paesi permissivi).
  • La popolazione che beve alcolici è soprattutto maschile (in particolare nelle culture proibizioniste).
  • Si tratta di giovani, celibi e non praticanti (area magrebina).
  • Presenza di tradizioni, detti popolari che favoriscono il consumo (nei paesi permissivi).
  • Rito di passaggio, fascino dell’occidente (area magrebina).
  • Diverse sono le occasioni di consumo: feste, cerimonie, vacanze … (in alcuni paesi: India valore d’uso anche “psicofarmacologico”).
  • Gli interventi specifici sono limitati e non diffusi in tutti i paesi (inesistenti in India, Marocco, Tunisia, Filippine).
  • Le persone con problemi alcolcorrelati sono viste negativamente anche se esistono sfumature differenti a seconda della cultura considerata (peccatore, causa di disonore ecc, area magrebina).
  • La popolazione con problemi alcolcorrelati è costituita per lo più da maschi.

(Immigrazione e problemi alcolcorrelati / S. Gasparotto, L. Zoncheddu (a cura di). Pomi : S.N., 2006)

Progetto Alcolmeet: Intervento e prevenzione per le famiglie con problemi alcolcorrelati in attività di cooperazione internazionale 1.09.05 – 30.09.06

ANPAS Solidarietà Internazionale ha collaborato per vari anni sul fronte della prevenzione e trattamento dei problemi alcol-correlati a livello internazionale. Il progetto Alcolmeet, finanziato da CESVOT, ha aperto un percorso innovativo di cooperazione internazionale caratterizzato da:

  1. Formazione e sensibilizzazione degli operatori e volontari italiani, greci e bielorussi;
  2. Creazione - progettazione di nuovi servizi;
  3. Sensibilizzazione della cittadinanza attraverso azioni mirate alla preparazione di medici, psicologi e volontari che operano all’interno del territorio di Gomel e della Grecia.

Le azioni del progetto sono state svolte quasi interamente sul territorio fiorentino, anche se i risultati si sono avuti nella regione di Gomel e in Grecia. I Club già esistenti e quelli realizzati durante questo progetto sono stati supportati da un periodo di tutoraggio a distanza e in loco svolto anche dai volontari della cooperazione internazionale di ANPAS ONG. L’utilizzo di tecnici esperti italiani ha permesso un passaggio di know-how, ma allo stesso tempo la creazione, attraverso l’interazione, di una metodologia di lavoro nuova, adatta alla realtà locale e alle leggi dello Stato.

La presenza di realtà greche ha permesso di potenziare gli aspetti di sensibilizzazione alla popolazione con la realizzazione del Mese di Prevenzione Alcologica.

Obiettivi del progetto

A breve termine:

  • Acquisizione di conoscenze e metodologie sull’argomento e sulla integrazione tra servizi pubblici/privati e volontaristici presenti sul territorio italiano.
  • Acquisizione di competenze sul metodo ecologico-sociale.
  • Attivazione di uno scambio di conoscenze e di metodologie tra paesi diversi.
  • Diffusione di queste conoscenze in Bielorussia e in Grecia.

A lungo termine:

  • Implementazione dei servizi con la specifica di intervento sull’alcol nei due paesi interessati dal progettoApertura di 10 nuovi Club per Alcolisti in Trattamento secondo il metodo Hudolin.
  • Realizzazione di campagne di sensibilizzazione per la popolazione sui rischi connessi al consumo sia in Grecia che in Bielorussia.

Destinatari

Destinatari diretti:

  • Operatori del centro di Nadezhda e di altri servizi di Gomel,
  • operatori di Firenze (Ospedale Careggi e Ausl del territorio),
  • partecipanti al Master di Alcologia dell’Università, operatori greci.

Destinatari indiretti:

  • Persone che fruiranno della implementazione dei servizi a Gomel e del materiale utilizzato nelle campagne di prevenzione

Azioni

  1. Corso di sensibilizzazione all’approccio Ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi 05-10 Settembre 2005 presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi – Firenze.
  2. Stage Formativo Firenze, 12-16 Settembre 2005 Centro Alcologico Regionale, Villa dei Pini, Interclub Sesto Fiorentino.
  3. Corso di sensibilizzazione all’approccio Ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi 22-27 Maggio 20006, Gomel, Bielorussia.
  4. Conoscenza del territorio.
  5. Supervisione delle attività attraverso un tutoraggio a distanza e in loco.
  6. Attivazione di iniziative di sensibilizzazione per la popolazione in Grecia

Conclusioni

  • Il progetto Alcolmeet ha permesso di iniziare un percorso di integrazione tra le realtà greche, bielorusse e italiane nel problema dell’alcol.
  • Ha permesso una formazione specifica di un alto numero di persone straniere.
  • La sensibilizzazione delle popolazione greche e bielorusse sui problemi alcolcorrelati.

Obiettivi per il futuro

  • Creare nuovi momento di confronto e di formazione tra questi tre paesi.
  • Lavorare insieme nella ricerca di un linguaggio comune, sviluppando la possibilità di individuare dei materiali creati da tecnici appartenenti a questi tre paesi.
  • Realizzare in questi tre paesi un mese (aprile) specifico per la sensibilizzazione della popolazione generale sui temi connessi al consumo di alcol e ai problemi alcolcorrelati.

La costituente della WACAT (World Association of the Clubs of Alcoholics in Treatment)

Il 17 Ottobre 2007 si è costituita a Udine l’assemblea mondiale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (Wacat), che raccoglie 150 delegati da 20 nazioni. L’assemblea, ha approvato la carta costituente della Wacat e ha realizzato un workshop sull’approccio ecologico e sociale, sulla formazione e l’aggiornamento degli Servitori Insegnanti e sulle prospettive future di sviluppo dei Club nel mondo.

Gli scopi della Wacat sono:

  1. Essere al servizio di tutti i Club degli Alcolisti in Trattamento.
  2. Promuovere e stimolare la crescita e la diffusione dei Club nel mondo.
  3. Assicurare l’omogeneità nell’applicazione dell’approccio ecologico sociale nel mondo.
  4. Favorire e proteggere l’autonomia dei Club, e nel contempo coniugarla con uno stimolo alla cooperazione e solidarietà fra le varie associazioni dei Club.
  5. Promuovere lo sviluppo di un sistema formativo e di aggiornamento, attraverso l’accreditamento dei formatori che hanno già sufficiente esperienza internazionale e individuare norme per la formazione a livello nazionale.
  6. Stimolare la creazione di una rete fra le varie associazioni e programmi e stabilire contatti con istituzioni internazionali.
  7. Promuovere la diffusione dell’approccio ecologico sociale nel mondo.
  8. Assicurare che le specifiche procedure siano le stesse in tutto il mondo.

Le sfide che è chiamata ad affrontare oggi la Wacat riguardano l’equilibrato sviluppo della metodologia di Hudolin nelle varie parti del mondo, adeguandola alle loro specifiche esigenze, ma senza perdere l’essenza che l’hanno portata ad essere così utile ed importante: l’amorel’amicizia e la solidarietà.

Oggi i Club nel mondo sono chiamati ad affrontare le nuove esigenze che la società moderna gli pone di fronte: i nuovi modelli familiari, le famiglie immigrate, le diverse modalità di consumo. Considerando che i Club nascono nella diversità e nella complessità che presenta la loro stessa natura, cioè la comunità multifamiliare, avrebbero (hanno) tutti gli strumenti necessari per affrontare queste nuove situazioni.Come ci insegnano i sistemi complessi, non esiste uno che sa tutto ed un’altro che non sa niente, ma il sapere e la conoscenza nasce con la relazione e con scambio.

In tal senso la Wacat rappresenta una grande occasione di apprendimento e di riflessione, ma anche di progettualità per quello che riguarda la metodologia ecologio-sociale. Abbiamo un gran patrimonio da gestire e da portare avanti, per poter camminare meglio, uno accanto all’altro, sulla strada della sobrietà.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Dicembre 2011 18:30