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Chronic care model e intensità di cure in alcologia

 

Ugo Corrieri, responsabile Unità funzionale Dipendenze Area grossetana


Riassunto


Il Chronic Care Model (CCM) si pone l’obiettivo di controllare le malattie di lunga durata e promuovere la salute sviluppando l’empowerment delle persone. L’Autore applica il CCM in alcologia – arricchito dal concetto evolutivo dell’intensità di cure – distinguendo 3 livelli di assistenza: 1) l’alta intensità, per pazienti altamente complessi, circa il 3%, a cui è attribuito un “case Manager” che coordina i molteplici interventi specialistici; 2) il “Disease Management”, dove utenti a rischio di scompenso, circa il 15-20%, ricevono cure di intensità media (mediche, psicoterapiche, psicosociali); 3) la bassa intensità, per i pazienti a basso rischio di scompenso, circa il 70-80%, che in regime di “supporto all’autocura” proseguono la terapia avversivante, gli incontri programmati coi Servizi e la partecipazione a gruppi di auto mutuo aiuto, specialmente ai Club degli Alcolisti in Trattamento.
L’Autore infine riassume le recenti conoscenze neuro scientifiche della dipendenza patologica e i meccanismi neurobiologici che permettono la guarigione per mezzo delle relazioni interpersonali e dei gruppi di auto mutuo aiuto.
Parole chiave: Chronic Care Model, CCM, Intensità di cure, dipendenze patologiche, alcologia, alcol, SerT, Centro alcologico, modello di cura, empowerment, autocura, auto mutuo aiuto, Neuroscienze, Neurobiologia, relazioni interpersonali.
 

Abstract

 

The Chronic Care Model (CCM) aims to control long-term illnesses and promote health by developing the empowerment of people.
The author applies CCM to Alcohology – enriched by the evolutive concept of Intensity of Care – outlining three levels of care: 1) high intensity, where highly complex patients, approximately 3%, are assigned a “Case Manager” that coordinates the great deal of specialized treatments; 2) the “Disease Management”, where patients at risk of failure, approximately 15-20%, receive medium intensity treatments (medical, psychotherapeutic, psychosocial ones); 3) low intensity, the so called “supported self-care”, where patients at low risk of failure, about 70-80%, go on with adversive therapy, scheduled meetings with Public Service’s workers and participating in Self-Help groups, especially the “Club of Alcoholics in Treatment” ones.
The Author then summarizes the recent neuroscientific discoveries about addiction and the neurobiological mechanisms that allow healing by means of interpersonal relationships and Self-Help groups.
Keywords: Chronic Care Model, CCM, Intensity of Care, Addiction, Alcohology, Alcohol, SerT, Alcoholism Center, Model of Care, Empowerment, Self-Care, Self-Help, Neuroscience,Neurobiology, Interpersonal Relationships.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 15:04