Alcolonline

LOADING
Photo Title 1Photo Title 2Photo Title 3Photo Title 4
Sei qui: Home - Rivista di Alcologia - 2009 - Il problema del bere giovanile, le sue motivazioni psicologiche e le sue conseguenze sull'autostima

Il problema del bere giovanile, le sue motivazioni psicologiche e le sue conseguenze sull'autostima

Francesco Corlito*, Giuseppe Corlito**, Giovanni Battista Modonutti***

*Laureato in Psicologia, Tirocinante ASL 9 Grosseto, **Coordinatore DSM Area Vasta Sud Est Toscana, ***Professore Università di Trieste, Istituto di Igiene

 

RIASSUNTO

Di fronte all’allarme sociale sul bere giovanile c’è difficoltà a ridurre il fenomeno ai concetti tradizionali di alcolismo e di dipendenza. Le teorie sulle motivazioni psicologiche dell’uso di alcol (uso sperimentale; uso sociale e ricreativo; uso strumentale; uso espressivo) “sfumano” tutte verso la dimensione sociale. C’è viceversa una sicura relazione tra uso dell’alcol e percezione dell’autostima.
La ricerca-intervento, svoltasi negli Istituti Superiori della Provincia di Grosseto (2004), è stata promossa dall’Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento di Grosseto e finanziata dal CESVOT con l’obbiettivo di verificare i consumi di alcol dei giovani, di studiare i rapporti tra consumo di alcolici e percezione dell’autostima e di aumentare la consapevolezza degli stili di vita a rischio.
Sono stati coinvolti nello studio 1002 studenti, a cui è stata somministrata in forma anonima la Scheda Questionario di Modonutti e il Test Multi-dimensionale dell’Autostima di Bracken. Del campione, composto da 555 femmine (55,4%) e 447 maschi (44,6%), il 53% risultava essere “bevitore” (assumeva almeno una unità standard di alcol al giorno), in prevalenza femmine (57.7%). I maschi dichiaravano di assumere poco meno di 2 unità standard al giorno, prevalentemente ai pasti; le femmine assumevano meno di una unità. Ciò indica l’uso familiare dell’alcol, anche tra i giovani, secondo lo stile “mediterraneo”. La dichiarazione di essersi ubriacato almeno una volta negli ultimi 12 mesi ha un andamento crescente nel tempo (dal 30% degli studenti della prima classe al 65% di quelli di quinta). Tale indicatore del bere problematico si correla al basso rendimento scolastico. C’è una stretta relazione tra l’essere bevitori a rischio e la percezione dell’autostima: coloro che non si sono ubriacati hanno mediamente maggior autostima di coloro che lo hanno fatto (46.3 vs. 38.9), hanno una più alta autostima positiva (2.7 vs. 0.7) e una minor autostima negativa (30.1 vs. 38.4).
Il bere giovanile si conferma di per sè una condotta di rischio elevato indipendentemente da una diagnosi di alcolismo. Mentre i programmi di prevenzione basati sulla deterrenza non hanno dato risultati sensibili, i programmi futuri potrebbero basarsi sul potenziamento dell’autostima dei giovani per evitare l’ instaurarsi di un circolo vizioso tra bassi livelli d’autostima ed uso problematico dell’alcol.

PAROLE CHIAVE: ricerca-intervento; bere giovanile; formazione del costrutto dell’autostima; prevenzione


ABSTRACT

In face of the social emergency of youth-drinking, it’s difficult reducing this phenomenon to the traditional concepts of alcoholism and dependence. All of the theories concerning the psychological motivations related to the use of alcohol (experimental use, social and recreational use, instrumental use, expressive use) go towards a social dimension. Contrariwise it exists a certain relation between alcohol use and self-esteem perception.
The Intervention-research, realized in the Secondary Institutes of Grosseto district (2004), was supported by the Treated  Alcoholics Club Association of Grosseto and financed by CESVOT with the aim of verifying the consume of alcohol among young people, studying the relation between alcoholics consumption and self-esteem perception and increasing the awareness of the dangerous life styles.
The study involved 1002 students, that have been requested to compile in anonymous form the Modonutti’s Questionnaire and the Bracken’s Multi-dimensional Test of Self-esteem. The 53% of the sample group, formed by 555 females (55,4%) and 447 males (44,6%), turned out to be a drinker (assuming daily at least one standard unit of alcohol), mostly female (55,7%). Men declared they drank quite less than two units every day, mainly during the meals; women assumed less than one unit. That reveals the existence of a familiar use of alcohol, among the young people too, according to the “Mediterranean style”. The percentage of students asserting that they have been drunk at least one time in the lasts 12 months, follows an increasing development in the time (the 30% of the students of the first class respect the 65% of those of the fifth class).
This type of problematic drinking is correlated to scarce school results. There is a close relationship between being drinkers at risk and the perception of self-esteem: those who don’t get drunk have in general more self-esteem respect those who have do it (46.3 vs 38.9), have an higher level of positive self-esteem (2.7 vs 0.7) and lower level of negative self-esteem (30.1 vs 38.4).
The youth-drinking confirms to be itself an high risk conduct regardless of a diagnosis of alcoholism. Whereas the prevention programs based on deterrence didn’t product considerable results, the future programs could be based on youth self esteem strengthening, to avoid the establishment of a vicious circle between low self-esteem and problematic use of alcohol.

KEYWORDS: Intervention research, youth- drinking, formation of self-esteem construct, prevention
 


 
Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 16:32