Il mare, in questo caso, è quello dell’informazione, on line e non, da cui sempre di più ci sentiamo travolgere, dove si rischia di affogare se siamo senza bussola e carte nautiche.
Da sempre Informalcol cerca di favorire il rapporto tra gli operatori dell’alcologia e l’informazione. Questa rubrica è uno spazio in più per parlarne, per affrontare tutti quei temi collegati al vasto, seppur specializzato, mondo dell’informazione alcologica: quali sono le risorse informative specializzate? Come utilizzare le potenzialità delle tecnologie per migliorare la comunicazione e l’aggiornamento? Questi e altri temi saranno l’oggetto della nostra “navigazione” in questo mare di cui imparare a conoscere le minacce, ma anche la dolcezza.
Per scrivere a … E il naufragar m’è dolce in questo mare: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Da qualche tempo sembra che gli italiani si siano messi tutti a bere. I giornali e i lanci dei notiziari radio e TV riportano sempre più frequentemente l’aggettivo ”ubriaco” associato alle persone coinvolte in incidenti, crimini, omicidi, violenze. Anche la prima Conferenza nazionale sull’alcol (Roma, 20-21ottobre 2008), organizzata, in un momento di grande attenzione sul tema, ha avuto una buona copertura mediatica. Non mancano i dibattiti sugli effetti positivi del bere moderato, con il loro strascico di polemiche [1] .
Un vero e proprio mare di immagini, parole, informazioni che dovrebbero spiegare e che, sedimentandosi, andranno a costruire rappresentazioni sociali dei problemi connessi al consumo di alcol.
In un'intervista del ’95, ma per certi versi ancora attuale, il filosofo Pierre Levy utilizza una metafora molto efficace. Parla infatti di “diluvio dell’informazione”: "Il primo diluvio è stato di acqua, il secondo è dell’informazione. Il problema è capire cosa dobbiamo salvare" [2]
Questa metafora è assolutamente centrata: come per salvarsi dal diluvio universale, sono state portate sull’arca le specie viventi da salvare, così la selezione delle informazioni è l’unica strategia per leggere una serie di dati che, solo se interconnessi, acquisiscono un significato [3] .
Le “arche” delle informazioni, ovvero gli strumenti che organizzano dati e documenti e consentono l’accesso, secondo criteri predefiniti e normalizzati, sono tradizionalmente i cataloghi bibliografici e le banche dati (bibliografiche e fattuali).
Per analizzare il modo in cui l'alcol ed i problemi alcolcorrelati, vengono rappresentati, strumenti di questo tipo sono indispensabili; altrimenti ci si trova di fronte ad una “massa di notizie, in cui ogni tipo di analisi è praticamente impossibile.
La realtà italiana dell'alcologia e delle dipendenze, su questi temi è ancora agli inizi, ma è senza dubbio interessante prendere in considerazione due esperienze.
Dal punto di vista del monitoraggio delle notizie sulla stampa un servizio estremamente puntuale è svolto da Alessandro Sbarbada con la sua Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici, inviata tramite posta elettronica. La news letter segnala quotidianamente gli articoli usciti sulla stampa, con un breve abstract. L'archivio è disponibile sul sito web di European consumers, un'associazione di difesa dei consumatori e contiene la raccolta, in ordine cronologico, delle news letter [4].
Proprio perché si tratta di un lavoro prezioso, sarebbe importante sfruttarlo al massimo, facendo confluire in un database il materiale raccolto. Questo consentirebbe una molteplicità di accessi e possibilità di ricerca (per autore, titolo, data, soggetto o argomento della notizia, fonte della notizia ecc.) e filtri, per operare ulteriori selezioni: per fonte (un quotidiano specifico tra quelli spogliati; la loro diffusione, nazionale o locale); per area tematica (incidenti stradali o investimenti, crimini violenti, ecc. Laddove possibile si dovrebbe poter accedere alla fonte primaria (l'articolo).
E' ovvio che si tratterebbe di un progetto ambizioso. In questa sede l'ipotesi è funzionale a tracciare un percorso che parte dal flusso disorganizzato delle notizie, prosegue con l'avvio della loro “canalizzazione”, per continuare ad utilizzare la metafora dell'acqua, in un repertorio tematico (la news letter), fino ad una loro organizzazione sistematica in una banca dati.
In tempi di vacche magre può sembrare un'ipotesi assolutamente astratta, eppure un esempio concreto esiste ed è rappresentato dal progetto Staedycam del Centro documentazione e ricerca audiovisiva con sede ad Alba, attivo dal 2000. Il centro monitora quotidianamente i programmi televisivi (talk show, videoclip, film, spot pubblicitario, ecc.) relativamente alle tematiche delle dipendenze e del mondo adolescenziale e giovanile. Alcune tipologie di programmi (rubriche di informazione, talk show, programmi di inchiesta, ecc.) sono monitorate in maniera continuativa; per altri prodotti (film, videoclip, spot, ecc.) viene effettuata la registrazione solo se la tematica trattata è attinente. Ogni programma archiviato ha il proprio record che lo descrive e che è consultabile attraverso una banca dati on line. Le possibilità di ricerca sono molteplici:
Alcuni programmi sono visibili direttamente on line (in streaming).
Sul sito è attiva anche una guida TV con le anticipazioni di programmi televisivi e film su tematiche del mondo adolescenziale e giovanile.
Sicuramente Steadycam è uno strumento con molte potenzialità per chiunque voglia fare progetti di intervento o ricerca sui temi della comunicazione (alcuni dei quali segnalati sul sito).
Insomma dal diluvio dell'informazione (qui si è parlato solo di notizie circolanti sui media, ma la quantità è ovviamente molto maggiore) è possibile tentare di salvarsi.
Due piccole arche, non sono certo sufficienti. D'altra parte localizzarne altre è uno degli scopi di questa rubrica.
[1] L’ultima polemica, in ordine di tempo, è stata quella intorno alla trasmissione Elisir del 9 novembre 2008, in cui si è parlato degli effetti preventivi del vino rispetto al cancro (presente l’oncologo Umberto Veronesi). Si vedano su questo: l’appello del 17/11/2008 alla trasmissione dell’ALIA (Alleanza nazionale alcol) e la lettera del 10/11/2008 di Emanuele Scafato (Istituto superiore di sanità).
[2] L'intelligenza collettiva / Pierre Levy. Intervista rilasciata in occasione dell'European IT Forum, Parigi 04/09/1995.
[3] Sono significative a questo proposito due definizioni terminologiche che riprendiamo dal Grande dizionario Garzanti della lingua italiana (1988):
Informazione: Elemento che consente di avere conoscenza
Conoscenza: La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità, informazioni ottenuti attraverso l’esperienza o l‘apprendimento […], l’introspezione […]. La conoscenza è l‘autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un'utilità inferiori.
"Conoscenza" è un termine che ha significati diversi a seconda del contesto, ma che ha in qualche modo a che fare comunque con i concetti di significato, informazione, istruzione, comunicazione, rappresentazione, apprendimento, stimolo mentale.
[4] Mancano sul sito, e sarebbero inveve interessanti, informazioni sulle modalità di lavoro e la possibilità di iscriversi on line alla news letter. Da evidenziare la scarsa formattazione del testo (mancanza di a capo e scarsissimi grassetti). Si tratta evidentemente di un problema tecnico, che rischia però di inficiare la leggibilità on line.