| Carta di Venezia |
Per formulare anche in Italia una politica del settore dell’uso di sostanze psicoattive e/o dei comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di saluteL’uso di sostanze psicoattive, lecite ed illecite ha assunto proporzioni di massa, in continua, rapida e pericolosa crescita.
È innegabile che:
danneggia non soltanto il singolo ma l’intera società. È in ambiti di solitudine, o di eccessiva competizione, o di sfruttamento e disgregazione sociale, ovvero in contesti “normali” o quanto meno molto diffusi che le sostanze o pericolosi comportamenti hanno la loro subdola capacità di infiltrarsi nella vita delle persone e di determinare la dipendenza, e con essa l’emarginazione o la sofferenza di chi a volte reputa di poter risolvere disagi o particolari difficoltà attraverso l’uso di sostanze legali ed illegali o con altri comportamenti additivi.Si tratta allora di uscire da una cultura centrata su sterili contrapposizioni, che si illude che esistano facili soluzioni al problema e di iniziare un percorso fatto da piani concreti di intervento capaci di contrastare questo fenomeno. L’intenzione dichiarata dal Governo di predisporre un Piano nazionale sulle dipendenze va nella giusta direzione. L’auspicio è che i livelli di governo regionali, nazionali ed europei possano supportare l’adozione di linee programmatiche condivise che giungano ad assicurare livelli omogenei di assistenza su tutto il territorio europeo, nel pieno rispetto delle caratteristiche autonome locali ma nel comune intento di contribuire a diminuire ed azzerare le disuguaglianze di salute ed i gradienti che contraddistinguono aree geografiche spesso anche limitrofe. È tempo di elaborare strategie di empowerment a livello sociale. È tempo di innescare iniziative e misure che possano attribuire realmente a tutti i cittadini ed ai loro rappresentanti un ruolo centrale insieme alla responsabilità, le competenze ed il potere di costruire contesti sociali maggiormente solidali, capaci di contribuire a contrastare la diffusione e l’uso delle droghe e a modificare l’accettazione sociale e la stessa cultura dell’uso improprio delle sostanze psicoattive, come ad esempio l’alcol, che determinano dipendenza o condizioni problematiche relazionali, collettive e di salute. Si rende inoltre necessario diffondere anche le competenze sul piano del sapere, saper fare e saper essere, tanto ai singoli cittadini quanto alle diverse componenti sociali ed istituzionali.
Il Piano nazionale dovrebbe ispirarsi ai seguenti principi e metodi:
1) Ogni cittadino dl qualunque età, sesso, religione, orientamento sessuale, appartenenza etnica, culturale, nazionale ha diritto di vivere in un ambiente che promuova stili di vita sani e che lo protegga dalle conseguenze negative dell’uso di sostanze psicoattive e/o da comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute:
3) La famiglia e la rete delle relazioni di comunità rappresentano i contesti educativi e di crescita centrali e le risorse sociali più significativi, sia per prevenire che per favorire l’approccio di comunità ad una gestione partecipata e solidale dei problemi che derivano dall’uso di sostanze psicoattive e da comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute. 4) I contesti di vita e di lavoro devono essere protetti dalle conseguenze negative che derivano dall’uso di sostanze psicoattive e/o da comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute, con la partecipazione attiva dei cittadini alla predisposizione e gestione dei piani di azione in un processo di salutogenesi, autopromozione e autotutela della salute. 5) Le comunità locali, le regioni, lo stato devono predisporre misure, attivare strumenti e rendere disponibili programmi di promozione della salute, garantendo adeguati finanziamenti, al fine di proteggere i cittadini dalle sollecitazioni e dalle conseguenze di strategie di comunicazione, pubblicità e marketing basate su messaggi, promozioni, sponsorizzazioni proposti attraverso tutti i canali di distribuzione (stampa, radio, giornali, internet, sms, ecc…) che indirettamente o direttamente incoraggiano, stimolano o inducono il consumo di sostanze psicoattive e/o l’adozione di comportamenti che possano determinare condizioni di dipendenza o l’insorgenza di condizioni problematiche sociali e di salute. 6) Il sistema dei servizi pubblici e privati per le dipendenze ha urgente necessità di essere rapidamente riorientato attraverso un processo attivo di definizione di obiettivi, risorse ed indicatori coerenti con una programmazione basata sull’analisi e la soddisfazione dei bisogni, sulla centralità della persona e non su quella delle prestazioni o delle remunerazioni. È necessario passare dalla definizione dei servizi alla individuazione dei programmi incentivando la collaborazione tra pubblico e privato purché assoggettati a standard di accreditamento e di qualità omogenei. In questo senso la carta si auspica e promuove attivamente l’applicazione su tutto il territorio nazionale dell’accreditamento come buona prassi da privilegiare all’interno di un processo di programmazione partecipato. L’attuazione di questo nuovo processo si integra e si completa con la necessità di garantire una formazione adeguata alle professioni impegnate nel settore, oggi troppo spesso trascurate, e che rappresentano le risorse essenziali al fine di garantire l’intera strategia di prevenzione. Venezia, 11 giugno 2007 / Versione quattordicesima |
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Agosto 2008 17:28 ) |