Introduzione

Internet e il world wide web in particolare (che sarà l'oggetto del nostro corso) hanno introdotto grandi novità nel nostro modo di produrre e fruire informazioni:

  • rendendo facilmente accessibili risorse informative diversificate (siti web, banche dati, periodici, biblioteche, ecc.)
  • rendendo possibile a chiunque in modo facile ed economico di diventare produttore di informazioni
  • creando comunità virtuali, fatte da persone e gruppi che condividono interessi comuni, in cui la conoscenza cresce attraverso la condivisione e lo scambio.

 

Il Digital divide

Digital divide è il termine tecnico utilizzato in riferimento alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della cosiddetta “società dell’informazione”. Divario, disparità, disuguaglianza digitale significano in sostanza la difficoltà da parte di alcune categorie sociali o di interi paesi di usufruire di tecnologie che utilizzano una codifica dei dati di tipo digitale rispetto ad un altro tipo di codifica precedente, quella analogica.

Con la crescita delle possibilità di comunicare, cercare e produrre informazioni cresce anche il rischio di discriminazioni legate a possibilità e competenze. Per molti cercare informazioni sul web significa perdersi in una miriade di dati, che creano un rumore assordante, tra cui è difficile fare una selezione. Le strategie di ricerca e di selezione dell’informazione, sono infatti competenze specifiche, che comportano un processo di apprendimento.

Interessante a questo proposito la riflessione di Stefano Rodotà in un'intervista dal titolo Sviluppo telematico e democrazia: "[…]Come in passato c'era un processo di esclusione, anche formalizzato, per cui chi non sapeva leggere e scrivere non poteva votare, così oggi esiste il rischio che i nuovi analfabeti, cioè coloro i quali non conoscono l'uso di queste tecnologie, rimangano esclusi da processi che sono socialmente rilevantissimi e che poi politicamente possono diventare determinanti. Insomma c'è il concreto pericolo che si scavi un fossato tra chi è in grado di usare le nuove tecnologie e chi non è in grado di utilizzarle. Lo stesso accade a livello di Stati. Ci sono Stati in cui si concentra questa capacità di conoscenza, questo patrimonio informativo, e paesi che ne sono lontani, che sono costretti anzi a delegare la stessa gestione delle loro informazioni ad altri, per mancanza di strumenti, di cultura…”.

Se pensiamo alla nostra esperienza o di chi ci sta vicino vediamo come questo processo ci riguardi. (dall’intervista a Stefano Rodotà, Sviluppo telematico e democrazia, in Mediamente, 1996).

L'eccesso di informazione

In un'intervista il filosofo Pierre Levy utilizza una metafora molto efficace, parla infatti di diluvio dell’informazione: "Il primo diluvio è stato di acqua, il secondo è dell’informazione. Il problema è capire cosa dobbiamo salvare".

(dalle interviste a Pierre Levy pubblicate su http://www.mediamente.rai.it)

Giuliano da Empoli nel suo Overdose : la società dell'informazione eccessiva (Marsilio, 2002) parla della paura della disconnessione, dell'essere tagliati fuori dal flusso incessante di notizie che percorre la società delle reti, tracciando un quadro delle cause e delle conseguenze dell'overdose cognitiva.

Sempre Levy fa alcune affermazioni di estremo interesse:

  • Non potendo sapere tutto si è necessariamente costretti a fare appello ad altri.
  • Nel cyberspazio le informazioni più utili sono quelle che aiutano a trovare riferimenti, ad orientarsi. Quelle che hanno meno valore sono quelle che aumentano la massa senza dare visibilità o trasparenza alle conoscenze disponibili.
  • E' un falso mito pensare che si possa avere accesso a tutte le informazioni. In realtà è vero il contrario: oggi sappiamo che non avremo mai questa possibilità. Nessun gruppo può più controllare l’insieme delle conoscenze.

 

Obiettivi del corso

Queste considerazioni saranno lo sfondo del nostro corso che ha gli obiettivi di insegnare a cercare, selezionare, ottenere informazioni sul web, impostando correttamente strategie di ricerca, individuando gli strumenti più adeguati per rispondere a specifici bisogni informativi. Si rifletterà altresì sulle fonti informative in ambito alcologico e sul loro migliore utilizzo a scopo di studio e lavoro.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Aprile 2010 14:33 )