RELAZIONE DELLE ATTIVITA’ GENNAIO - DICEMBRE 2006
Il Centro Alcologico Regionale è stato istituito con deliberazione del Consiglio
Regionale della Toscana del 15 settembre 1998, n. 281 “Organizzazione dei servizi
alcologici”.
Come Centro di riferimento regionale ha mantenuto le linee guida di cui alla
delibera regionale istitutiva, sviluppandone i percorsi suggeriti dalla Regione.
Nel corso del 2006 il CAR ha monitorato, implementato e sviluppato le numerose
attività inerenti le aree della: Prevenzione, Valutazione del trattamento, Ricerca,
Formazione, ed Epidemiologia, ed ha fatto da riferimento tecnico-scientifico nell’attività di
progettazione sia regionale che nazionale (Progetti Ministeriali).
Il modello di lavoro a cui il CAR si è ispirato nello sviluppo delle attività è quello dell’
elevata interazione tra diversi soggetti che nella regione e sul territorio nazionale sono
attivi in campo alcologico.
Il CAR ha svolto una intensa attività di coordinamento e di consulenza tecnicoscientifica
con tutte le equipe alcologiche della regione Toscana.
Il CAR ha inoltre collaborato con le varie Agenzie Regionali, e ha mantenuto rapporti di
collaborazione con l’Osservatorio su Fumo, Alcol e Droga (OSFAD), con WHO
Collaborating Center for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related
Health Problems, con il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione
della Salute del reparto Salute della Promozione e suoi determinanti dell’Istituto Superiore
di Sanità, e con Società scientifiche, sia a livello nazionale, Società Italiana di Alcologia,
ISS, ANMeLP (Associazione Nazionale Medici del Lavoro), S.I.M.G. (Società Italiana
Medicina Generale), S.I.G.E. (Società Italiana Gastroenterologia), S.I.M.I.(Società Italiana
Medicina Interna), AGGEI (Associazione Giovani Gastroenterologi ed Endoscopisti
Italiana), Fondazione Luigi Gruccione, FISICO, cha a livello internazionale,
Organizzazione Modiale della Sanità (O.M.S.), Kettil Bruun Society e con le associazioni
del terzo settore e del volontariato (AICAT, ARCAT, AA, AlAnon, Alteen, Anpas Toscana,
Anpas O.N.G. Solidarietà Internazionale, Cesvot, Ceis, Comunità Genitori Incontro)
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Centro Alcologico Regionale.
Azienda Ospedaliero-Universitaria
Careggi.
Viale Morgani 85, 50134 Firenze
Tel/fax 0557949650
ELENCO DELLE ATTIVITA’
A) Gruppi di lavoro attivati:
A.1 Alcol e Patenti di Guida:
il gruppo formato dai rappresentanti delle Equipe Alcologiche della Toscana, nominati dai
propri responsabili in base alle loro competenze specifiche e alla loro esperienza, ha
elaborato un protocollo operativo per la valutazione dell’ idoneità alla guida nei soggetti
segnalati per guida in stato di ebbrezza alcolica art. 186, consegnato in data 31 ottobre
2005 alla segreteria Assessore Sanità Regione Toscana Dott. Rossi.
La Regione ha proposto modifiche a questo documento che sono state apportate dal
gruppo di lavoro, raggiungendo una stesura ultima del Protocollo Regionale sulle patenti di
guida.
Attualmente il Protocollo Regionale sulle patenti è in corso di valutazione presso la
Commissione Medico Legale del settore Igiene Pubblica della Regione Toscana.
A.2 Alcol e Carcere:
Dopo il primo momento di confronto tra le esperienze dei professionisti della Sanità
Toscana ed una prima mappatura delle esperienze da loro effettuate di sensibilizzazione e
prevenzione, oltre che di formazione alle PAC in questo settore, risultò indispensabile che
detto tavolo vedesse la presenza degli operatori che nelle Istituzioni Penitenziarie
operano.
Pertanto è stato chiesto al Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria
della Toscana, nella persona del Dr. De Pascalis, di nominare un rappresentante del
PRAP per gli Istituti di pena e, dal momento che era stata rilevata una presenza di PAC in
detenuti in Esecuzione Penale esterna, un rappresentante per questo settore. Il
Provveditore, condividendo l’interesse per la tematica proposta e alla luce della
collaborazione esistente da sempre tra la Regione Toscana e il Provveditorato Regionale
dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana, ha nominato i dottori Franco Scarpa,
Direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino e il Dr. Roberto
Grippo Direttore dell’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Firenze come
rappresentanti dell’Amministrazione Penitenziaria al tavolo.
Fin dai primi incontri si concordava come il fenomeno costituito dai Problemi Alcol
Correlati fosse di estremo interesse e motivo di allarme per gli operatori che lavorano in
tali ambiti è fosse stato più volte evidenziato dal Dipartimento dell’Amministrazione
Penitenziaria stesso. Nel contempo emergeva la difficoltà a definire la portata reale del
problema, data la mancanza di dati epidemiologici a riguardo e la complessità che il
fenomeno assume nello specifico contesto.
La presenza dei rappresentanti del PRAP della Toscana e in particolare del Dr Grippo ha
portato subito ad utilizzare le competenze del tavolo di lavoro del CAR per la stesura di un
opuscolo che il Progetto Monitoral dell’UEPE di Firenze prevedeva rivolto ai detenuti in
Esecuzione Penale Esterna e finanziato dal progetto stesso (di cui allego una relazione
specifica). Gli operatori del Tavolo di lavoro hanno elaborato i contenuti scientifici riferiti
alle PPAC. Questa sinergia ha fatto sì che si producesse un materiale specifico riferito al
contesto in questione, ma che ricalcava per i contenuti di alcologia generale quello che la
Relazione Attività 2006 3
Regione Toscana, con il CAR e il Ministro hanno prodotto per la popolazione generale o
altri contesti specifici (P.ES. Alcol e Lavoro). Molti degli esperti del tavolo di lavoro hanno
partecipato alla giornata finale del progetto Monitoral. Il Dr Grippo ha chiesto che il nome
del Gruppo di Lavoro fosse modificato da “Alcol e carcere” e “Alcol. Carcere ed
Esecuzione Penale esterna”. La proposta è stata accettata.
Scopo del nostro Tavolo di lavoro è stato quello di portare un contributo in questo settore,
proponendo linee guida di intervento e progetti nel campo della prevenzione, trattamento,
formazione e ricerca onde affrontare il fenomeno costituito dai PAC nello specifico
contesto con strumenti e modalità sempre più idonee.
E’ stato proposto di organizzare una giornata di Sensibilizzazione al problema “Alcol.
Carcere ed Esecuzione Penale Esterna” a livello Regionale da effettuarsi su proposta del
Dr Scarpa presso L’OPG di Montelupo Fiorentino nel 2007 che raccolga le esperienze del
gruppo di lavoro e presenti negli Istituti della Toscana con sinergia tra le equipe
alcologiche e le direzioni dei carceri nonché il contributo degli UEPE.
Si sta raccogliendo ed elaborando protocolli circa il trattamento dei PAC negli istituti sia sul
versante farmacologico, che psicologico, sociale e sui gruppi di auto-aiuto.
Il gruppo di lavoro è coordinato dal Dott. Massimo Cecchi, Responsabile del Servizio
Alcologico Territoriale dell’UFMSERT/A dell’Azienda Sanitaria di Firenze, in quanto
membro del CAR, esperto in PAC, e con una lunga esperienza di lavoro all’interno dell’
Istituzione Penitenziaria anche nel campo della formazione al personale sui PAC.
A.3 Alcol e terzo settore:
gruppo formato dai rappresentati delle associazioni di auto mutuo aiuto (ARCAT, AA,
AlAnon, Alateen), Anpas Toscana e Ceart, Ceis, Associazione Nautilus con l’ obiettivo di
affermare a livello regionale il lavoro del volontariato e del terzo settore in ambito
alcologico, creando una rete formale di collaborazione tra i servizi territoriali e queste
realtà, fondamentali nella prevenzione, nel trattamento e nella formazione relativamente
alle problematiche alcol correlate.
Il CAR ha sostenuto sia da un punto di vista economico che tecnico scientifico le varie
iniziative che le associazioni hanno proposto sul territorio (corso di sensibilizzazione
all’approccio ecologico sociale-metodologia Hudolin, scuole di primo, secondo, terzo
modulo, interventi di prevenzione, interventi di formazione).
A.4 Alcol e Sport:
gruppo che ha l’obiettivo di osservare il fenomeno dell’ uso di alcol nei contesti sportivi e di
implementare azioni che favoriscono la prevenzione e il trattamento delle PPAC attraverso
la promozione di attività sportive sul territorio regionale in collaborazione con gli enti
istituzionali e non preposti alla gestione delle strutture ove si svolgano tali attività.
E’ in corso di stesura un progetto regionale che prevede il coinvolgimento degli enti
federali sportivi e del CONI, per la formazione e la sensibilizzazione degli allenatori e degli
educatori sportivi alle problematiche alcol correlate, facendo riferimento sia ai connotati
specifici dell’attività sportiva, sia alla promozione di stili di vita sani nel contesto generale.
E’ stato realizzato un focus group ai ragazzi dai 14 ai 20 anni facenti parte di 2 gruppi
sportivi del territorio di Pistoia per capire quali fossero le conoscenze rispetto all’alcol e le
percezioni che i ragazzi hanno, legata anche alla loro attività sportiva: Gruppo atletica
Pistoia e Campo Bastogi – Bottegone Ass. sportiva Virtus giovanissimi A- 1992.
Un ulteriore focus group si è svolto con un gruppo di giovani atlete di Lione, con il cui
Centro per le tossicodipendenze si è instaurato uno scambio reciproco di esperienze:
Artedanza Orange France.
Dalle informazioni pervenute attraverso i focus sono stati elaborati i contenuti e lo slogan
di un volantino informativo che verrà creato graficamente e stampato e verrà distribuito in
tutti i centri sportivi della Regione.
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A.5 Alcol e Immigrazione:
gruppo di lavoro regionale che ha dato vita ad un coordinamento nazionale attraverso la
collaborazione con diverse realtà provenienti anche da fuori Toscana, in particolare dal
Veneto, che ha un suo coordinamento regionale già attivo rispetto a questa tematica.
Lo scopo del gruppo di lavoro è l’arricchimento reciproco attraverso le buone prassi
elaborate e applicate anche in altri contesti, che hanno abbracciato il problema
precedentemente.
La collaborazione del gruppo di lavoro “alcol e immigrazione” è attiva con l’Associazione
Medici dell’Inmmigrazione e “l’Albero della salute” dell’ASL 4 di Prato, con lo scopo di
creare nuovi strumenti per la gestione delle problematiche alcolcorrelate delle popolazioni
straniere e di rafforzare le buone prassi in precedenza adottate dai partner più esperti.
Il gruppo ha elaborato una ricognizione dei progetti svolti e in corso nel mondo
dell’immigrazione, ha favorito lo scambio di materiali in lingua e sta lavorando alla
progettazione di interventi futuri per la prevenzione alle PPAC ai cittadini immigrati.
A.6 Alcol e valutazione trattamenti:
gruppo regionale costituito dagli esperti delle equipe alcologiche territoriali e dai referenti
tecnici del CAR. Al momento si sta occupando delle patologie a eziologia alcolica specifica
per promuovere integrazione e lavoro di rete tra equipe e strutture ospedaliere, volto
anche allo sviluppo di percorsi di continuità terapeutica tra territorio e ospedale.
Sarà fondamentale l’analisi delle dimissioni ospedaliere e dei quadri eziopatologici in cui
vengono inseriti i pazienti con problemi alcol correlati all’interno del sistema sanitari
regionale.
A.7 Hospital Promoting Health Alcol:
gruppo regionale costituitosi attraverso il già esistente network “hph-ospedali che
promuovono la salute”. Capofila della rete regionale è l’Ospedale Majer.
Il network porta avanti da 5 anni nel sistema sanitario pubblico attività di promozione della
salute attraverso progetti che sottolineino l’importanza di stili di vita più sani. L’ospedale
diventa non solo il luogo deputato alla cura, ma anche alla prevenzione, in un’ottica di
presa in carico della salute dei cittadini a 360°.
In questo contesto dal 2006 ha preso vita un sottogruppo specifico di lavoro, coordinato
dal CAR, che cerca di portare avanti all’interno dei contesti ospedalieri la sensibilizzazione
alle PPAC, sia per il personale sanitario che per l’utenza. I primi attraverso la
progettazione di momenti formativi specifici in modo da rendere più diffuso lo screening
precoce dei bevitori a rischio (secondo le indicazioni dell’OMS) e l’invio ai servizi dei
pazienti con una problematica ai servizi territoriali o ospedalieri di competenza, i secondi
attraverso materiale informativo e indicazioni che sottolineino che l’alcol in tutte le sue
forme commercializzate è una sostanza pericolosa e la sua assunzione, anche in minima
quantità, comporta dei rischi.
La prima azione portata avanti dal gruppo è stata la realizzazione del manifesto, ad opera
di “La sterpaia” by Oliviero Toscani, “Ospedali liberi da alcol”, promosso all’interno del
Mese di Prevenzione Aprile 2006.
All’interno delle singole aziende ospedaliere e delle ASL regionali si stanno
implementando micro-progetti sempre sulle medesime tematiche.
Relazione Attività 2006 5
B) Area della Formazione
Il CAR, in collaborazione con le equipe alcologiche, e gli altri attori dell’alcologia
toscana, ha contribuito ad incrementare fortemente l’offerta di formazione in ambito
alcologico, in risposta anche alla richiesta proveniente dagli operatori ed in un’ottica di
interazione tra il servizio pubblico e le agenzie del privato sociale
In questa area il CAR sta cercando di razionalizzare i vari livelli formativi di cui la
Regione toscana è ricca per arrivare a definire un Progetto Formativo Regionale in
campo alcologico; nel 2006 il CAR ha promosso e supportato le seguenti iniziative:
B.1 Settimana Prevenzione sui Problemi e Patologie alcol Correlate dal titolo: “La
Prevenzione Alcologica” dal 3 al 7 Aprile 2006, con, il Centro di Alcologia dell'Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Careggi, il Master Universitario di I Livello in Problemi e
Patologie Alcol Correlati dell'Università degli Studi di Firenze e la Società Italiana di
Alcologia. Rivolta ai medici, laureati non medici, infermieri, tecnici sanitari anche tecnici di
psichiatria, pediatri di libera scelta.
Sede del seminario: Casa dello Studente-Residenza Calamandrei, Viale Morgagni 51,
Firenze; orario: dalle 9:00 alle 13:00, dalle 14:00 alle 18:00 con accreditamento ECM.
B.2 Seminario "Lavoro sicuro senza Alcol: parlarne per capire": 20 Aprile 2006 in
collaborazione con Usl 12 Versilia, presso l' Auditorium Ospedale Versilia, via aurelia 335,
Lido di Camaiore.
Formazione rivolta alla sensibilizzazone all’utilizzo di bevande alcoliche nei luoghi di
lavoro, attività coordinata dal progetto nazionale “Alcol e Lavoro” di cui la Regione
Toscana è capofila.
B.3 Giornata di sensibilizzazione "Alcol e Medicine Complementari" 5 maggio 2006
in collaborazione con la Formazione AOUC c/o Sala Cinema della Residenza Universitaria
Calamandrei di Viale Morgagni 51. Firenze. Sono state riportate le esperienze del gruppo
di lavoro nazionale della SIA ed è stato presentato lo stato dell’arte della ricerca in questo
ambito. Gli operatori del mondo della medicina non tradizionale e dell’alcologia si sono
incontrati perché l’esperienze dell’uno siano proficue per il lavoro dell’altro, nell’ottica
dell’implementazione di più strumenti per il benessere delle persone.
B.4 Convegno “Dipendenze al femminile-donne e sostanze d’abuso” 12 Maggio
2006 in collaborazione con il Sert di Volterrra ASL 5 Pisa. Sala Convegni Centro Studi
“Santa Maria Maddalena” - Via Persio Flacco, Volterra (PI).
Giornata dedicata al variegato mondo delle dipendenze al femminile. Diagnosi,strumenti e
trattamento delle patologie d’abuso nelle donne.
B.5 Convegno "La Cooperazione Sanitaria Internazionale nel trattamento in
alcologia - Alcolmeet: intervento e prevenzione sulle famiglie in attività di
cooperazione internazionale" 27 Settembre 2006 presso la Piastra dei servizi - Azienda
Ospedaliera Universitaria di Careggi – Firenze.
Convengo conclusivo del Progetto “Alcolmeet” portato avanti dall’Anpas ong per lo
sviluppo in Bielorussia, nella Comunità di Gomel, di 11 club degli Alcolisti in trattamento
che collaborino con i Centri Sociali per il recupero e il trattamento delle persone dipendenti
da alcol.
Relazione Attività 2006 6
B.6 Master “Patologie e problemi alcol correlati” dell’Università degli Studi di
Firenze.
Il CAR ha collaborato con l’Università degli Studi di Firenze nella realizzazione del master
di primo livello sulle PPAC..
Le discipline afferenti al master sono di area medica, psicologica e sociale. Gli studenti
provengono dall’intero territorio nazionale con diverse professionalità (psicologica, medica,
infermieristica, sociale). Ogni anno il Master forma circa 12 operatori l’anno. Attivato il
master per l’anno 2005-2006 in cui sono previste due borse di studio per due operatori
delle equipe alcologiche della Regione Toscana (AUSL Pisa, AUSL Pistoia).
B.7 Corso vele: per la creazione di competenze di ricerca e utilizzazione
dell’informazione negli ambiti della salute, con particolare riferimento all'alcologia
Nei mesi di febbraio e marzo 2006 Informalcol ha realizzato la prima edizione del corso
Vele per la creazione di competenze di ricerca e utilizzazione dell’informazione negli
ambiti della salute, con particolare riferimento all'alcologia, rivolto agli operatori
dell'équipe alcologiche toscane. Al corso, svolto in aula attrezzata per un totale di 30 ore,
hanno partecipato 10 operatori toscani. Alla base dell’attività formativa c’è la convinzione
che le competenze nella ricerca, il recupero, la selezione, l’utilizzazione dell’informazione
sono ‘strumenti’ di lavoro troppo spesso appresi sul ‘campo’, in modo discontinuo. La
padronanza di queste tecniche rappresenta un requisito per la creazione di servizi di
qualità e per la crescita della ricerca e della produzione scientifica. La prossima edizione
sarà organizzata nella primavera 2007 a Follonica.
C) Area della Prevenzione
Nel corso del 2006 il CAR è stato impegnato in molti interventi di prevenzione rivolti
sia alla popolazione generale che a popolazioni specifiche, sostenendo da un punto di
vista tecnico scientifico che economico alcune delle iniziative proposte.
C.1 Il Mese di Prevenzione Alcologica
Le finalità del Mese di prevenzione alcologico attengono a due aspetti:
- sensibilizzare ed informare la popolazione sui rischi generici connessi
all’assunzione di bevande alcoliche e offrire indicazioni scientificamente corrette sui
comportamenti da adottare rispetto a particolari soggetti o momenti della vita
(donne in gravidanza, anziani, minori, persone che assumano farmaci, persone che
hanno o hanno avuto problemi di alcoldipendenza;
- creare una rete a livello italiano tra i principali attori che operano in questi ambiti.
Il Mese di Prevenzione Alcologica ha stimolato una maggiore comunicazione tra le realtà
locali e ha creato una più stretta collaborazione tra soggetti rappresentativi di specifici
aspetti connessi all’alcol e appartenenti agli scenari della prevenzione, del trattamento e
del supporto al singolo individuo e alla famiglia come ad esempio i servizi territoriali, le
associazioni, i Comuni e le Province.
L’obiettivo è stato quello di fornire strumenti informativi rivolti alla popolazione
generale rispondenti a linee guida internazionali e nazionali rispetto alla prevenzione in
ambito alcologico, che ciascuna equipe alcologica può utilizzare e personalizzare, in modo
da ottenere una omogeneità di informazioni sul territorio, e di sviluppare e supportare le
diverse iniziative territoriali.
La realizzazione del mese è stata resa possibile grazie all’aiuto e alla collaborazione
delle diverse Equipe alcologiche presenti nel territorio, alla SIA, all’ISS, all’AICAT, del
Movimento dei dodici passi, alle Organizzazioni del privato sociale, all’Università di
Firenze, alla Regione Toscana e agli Enti locali.
Relazione Attività 2006 7
Nella regione Toscana sono state effettuate iniziative in cui la popolazione è stata
sensibilizzata ai problemi alcol-correlati mediante distribuzione di materiale informativo,
sono stati realizzati momenti di formazione per operatori socio-sanitari, dibattiti e
convegni su temi specifici.
Materiale informativo prodotto:
Il materiale è stato curato da un gruppo tecnico–scientifico del CAR, revisionato ed
approvato da: Istituto Superiore di Sanità, Società Italiana di Medicina Generale,
Organizzazione Mondiale della Sanità, Alcolisti Anonimi e Associazione Italiana Club
Alcolisti in Trattamento.
1. Libretto Blu “Alcol…sai cosa bevi?” rivolto alla popolazione generale, con il
quale si vuole invogliare la popolazione a prendere informazioni sulla sostanza alcol
e sulle conseguenze di un suo consumo. In questo libretto sono trattati molti altri
temi come ad esempio la patente a punti; inoltre sono discussi alcuni luoghi comuni
connessi alla birra o ad altre sostante alcoliche;
2. Libretto Arancio “Guida Utile all’ Identificazione e alla diagnosi dei problemi
alcol-relati”:rivolto agli operatori socio-sanitari nei servizi e negli ospedali e ai
medici di medicina generale con lo scopo di consegnare strumenti utili per la
diagnosi e l’ identificazione precoce delle patologie alcol correlate nella popolazione
afferente ai diversi ambiti del servizio sanitario nazionale.
3. Libretto Verde “ Decidi di cambiare. Un percorso guidato per uno stile di vita
più sano”: rivolto ai bevitori a rischio e fornisce nella prima parte informazioni
derivate dalle attuali conoscenze scientifiche riguardante gli effetti che il consumo di
bevande alcoliche possono esercitare sullo stato di salute e nella seconda parte un
percorso guidato per facilitare la diminuzione del consumo di alcol o addirittura, se
necessario, la completa astinenza dalla sostanza, come strumento di un Intervento
Breve.
4. Libretto Rosso “ Alcol e Lavoro: scegli la sicurezza, più sai, meno rischi!”:
nasce dal progetto Ministeriale Alcol e Lavoro di cui la Toscana è la regione
capofila e cerca di dare informazioni ai lavoratori riguardanti gli effetti del consumo
di alcol sulla salute, volte alla prevenzione degli incidenti e sui luoghi di lavoro.
Vengono evidenziate le norme legali che regolano il consumo di alcol nei contesti
lavorativi, i rischi che si corrono, i percorsi che si possono intraprendere nel
momento che si sceglie di smettere di bere.
5. Locandina del Mese di prevenzione alcologico: in cui poter inserire i loghi dei
partner locali e la descrizione delle iniziative realizzate sul territorio;
6. Volantino fronte/retro del Mese di prevenzione alcologico: a colori e in
bianco/nero in cui si danno alcune informazioni di primo livello sul rischio connesso
al consumo di alcol e in particolare sulle condizioni in cui non si deve bere; di
questo materiale sono state create due versioni una con il logo del CAR per tutte le
iniziative tenutesi in toscana, una senza logo del CAR per le altre regioni.
7. Regolo in cartoncino verde: questo strumento utile per un primo contatto con la
popolazione, ha sortito una elevata richiesta e soprattutto molto interesse da parte
del target giovanile. Serve per controllare il proprio tasso alcolemico a seconda del
numero di unità alcoliche ingerito (1 unità alcolica 12g di alcol circa)
8. Etilotest Monouso Contralco: è il palloncino monouso che serve per controllare
se il tasso alcolemico è superiore al limite dello 0,5 consentito dalla legge per la
guida di veicoli. Viene soprattutto utilizzato per la sensibilizzazione ai giovani nelle
iniziative nelle discoteche e nei locali notturni, in collaborazione con le forze dell’
ordine.
9. Manifesto realizzato dal CAR con Rete HPH “Ospedali liberi da alcol”
La nuova “Ospedali liberi da alcol” nasce all’interno del Mese di Prevenzione
alcologica 2006. Il manifesto nasce all’interno del progetto “HPH”, network europeo
Relazione Attività 2006 8
che ha suoi organi operativi sia a livello nazionale che regionale e affonda le sue
ragioni di essere nella presenza all’interno dell’opsedale di strutture che vendono
alcol e tabacco: Il manifesto voleva sottolineare i seguenti aspetti:
1. l’uso di alcol in un contesto di lavoro, come per molti è l’ospedale, e le
conseguenze che si possono verificare: inadeguatezza della prestazione
sanitaria, alto rischio per i pazienti.
2. l’alta accessibilità della sostanza in un luogo deputato alla cura e alla
promozione del benessere, rischia di rendere incoerenti i messaggi legati
alla salute che i medici e il personale sanitario ogni giorno raccomandano ai
pazienti.
3. la vendita di alcol negli ospedali contraddice l’obiettivo della rete HPH che
cerca di definire l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche di
prevenzione e promozione della salute.
L’immagine scelta è il frutto di una serie di incontri tra operatori del Centro di Alcologico
Regionale CAR, e l’agenzia grafica “La Sterpaia” di Oliviero Toscani.
Il manifesto è stato diffuso in tutta Italia attraverso gli enti, i servizi che partecipano al
Mese di Prevenzione, alle equipe alcologiche della Toscana, è stato spedito a tutte le sedi
ARCAT regionali per una diffusione all’interno del Club degli Alcolisti in trattamento, alla
sede generale degli Alcolisti Anonimi. Ha avuto spazio su varie riviste nazionali e regionali.
L’obiettivo è quello di raggiungere la più ampia diffusione sul territorio.
Sono stati comunque riproposti e utilizzati gli slogan della Campagna 2004 “Conta i
bicchieri perché loro contano” e della campagna 2005 “Alcol e Disabilità” creati nei
precedenti Mese di Prevenzione in quanto ha avuto un’ importante risonanza e un impatto
considerevole su tutto il territorio nazionale. Ciò ha permesso di caratterizzare e
individualizzare ancora di più l’ iniziativa del Mese di prevenzione nella popolazione
generale.
Inoltre la SIA ha inserito sui siti di www.alcolonline.it e di www.dfc.unifi.it/sia il
materiale che è visionabile in formato pdf e può essere richiesto in formato stampabile
alla segreteria organizzativa.
Sono stati distribuiti circa 300 cd-rom con dentro le versioni pdf e in formato
stampabile di tutto il materiale proposto, in modo tale che gli enti, le associazioni e i
servizi.
Sul sito inoltre sono state inserite l’elenco delle iniziative di cui abbiamo avuto
notizia svolte durante il mese di aprile, al fine di promuoverle e allo stesso tempo fare
una mappatura di come il territorio italiano si stava attivando.
Elenco analitico delle attività svolte nella Regione Toscana
· 28-29-30 Marzo 2006 "Campus" Salone dello Studente, presso la Stazione Leopolda Firenze.
· 29 Marzo 2006 ore 9:30 Seminario Finale Progetto Monitoral presso l'Istituto degli Innnocenti.
· Prima settimana di Aprile Scuola di terzo modulo con ass.Genitori Democratici.
· 1 Aprile Ce.I.S. di Lucca, in occasione della giornata della pastorale giovanile, organizza uno
stand dedicato alla prevenzione sull'abuso di alcool. Alla giornata hanno partecipato circa 1.200
giovani ed è stata dedicata al trentennale dell'Associazione.
· Dal 3 al 7 Aprile 2006 Settimana di Prevenzione proposta dell' Azienda Ospedaliera
Universitaria Careggi, Università degli Studi di Firenze-Master di I livello PPAC, Centro Alcologico
Regionale, c/o Casa dello Studente Viale Morgagni 51, Firenze.
· 4 Aprile 2006: Acat di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio. Mercatino di Solidarietà in Piazza
Sesto Fiorentino (Firenze)
· 18 Aprile 2006: Acat di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio Interclub "Partecipazione e
Frequenza" ore 21:00 Centro Civico, Via Leopardi 72, Sesto Fiorentino
Relazione Attività 2006 9
· 20 Aprile 2006: Polisportiva Quasar Onlus, AGCI Onlus, UISP Pistoia e Prato, CAR, Provincia di
Pistoia hanno organizzato Circuito AlcolOut torneo di Volley Misto per le Scuole Superiori Classi
IV E V di Pistoia e Provincia. Finale c/o Autidorium ore 10:00. Musica-Sport e Promozione alla
Salute
· 20 Aprile 2006: Usl 12 Versilia, Centro Alcologico Regionale della Toscana hanno proposto
seminario "Lavoro sicuro senza Alcol: parlarne per capire" Presso l' Auditorium Ospedale Versilia,
via aurelia 335, Lido di Camaiore.
· 22 Aprile 2006 "Un Pomeriggio a Giocare" Torneo di Pallavolo organizzato da Acat di Prato, con
il Contributo dell' assessorato allo Sport della Provincia di Prato e la collaborazione del Comune di
Prato e della Circoscrizione Nord. Inizio torneo ore 14:30 presso Palestra Scuole Lippi, Prato.
· 22 Aprile 2006 Polisportiva pallavolo a.c.a.t “un pomeriggio a giocare insieme” con ass.Aurora
com.Incontro ass.Nadir,.
· Sabato 29 Aprile 2006 aggiornamento per servitori insegnanti.
· 5 maggio 2006: Giornata di sensibilizzazione "Alcol e Medicine Complementari" Centro
Alcologico Regionale in collaborazione con la Formazione AOUC c/o Sala Cinema della Residenza
Universitaria Calamandrei di Viale Morgagni 40. Firenze
· 12 maggio 2006: Convegno "Alcol e donne" Sert di Volterra. Volterra.
· Carnevale 2006: ASL 12 di Viareggio, Croce Verde, Coop. Concorso "Non la bevo".
C.2 Attività di informazione e sensibilizzazione in piazza S. Spirito, 29 Agosto 2006
Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze, Quartiere 1. Serate rivolte ai giovani,
con concerti e dj session.
C.3 Attività di informazione e sensibilizzazione in piazza Indipendenza, 26 Luglio
2006 Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze, Quartiere 1. Serate rivolte ai
giovani, con concerti e dj session, Ambasciata di Marte.
D) Area Epidemiologia
In questo anno il CAR, tenendo conto della legge 125/01 che prevede il monitoraggio
dei dati relativi all’abuso di alcol e ai problemi alcolcorrelati, da realizzare secondo
modalità che garantiscano l’elaborazione e la diffusione degli stessi a livello regionale e
nazionale, ha raccolto informazioni riguardo alle attività delle diverse equipe alcologiche
sul territorio regionale, secondo lo schema di seguito riportato:
· Iniziative adottate per favorire l’accesso ai trattamenti e migliorare la qualità
degli stessi;
· Iniziative adottate per favorire l’informazione, la prevenzione e l’educazione
sui danni alcocorrelati;
· Iniziative adottate per garantire adeguati livelli di formazione e aggiornamento
del personale addetto;
· Iniziative adottate per promuovere la ricerca universitaria;
· Iniziative adottate per favorire le associazioni di auto mutuo aiuto e le
associazioni del privato sociale no profit;
· Strutture di accoglienza realizzate;
· Protocolli di collaborazione e protocolli stipulati;
· Attività di collaborazioni con le autorità competenti in materia di
regolamentazione della pubblicità (vendita in autostrada, tasso alcolemico)
· Attività o progetti messi in atto per assicurare la sicurezza nei luoghi di lavoro;
· Provvedimenti per assicurare erogazione di farmaci anticraving per l’alcolismo
a carico del SSN;
· Dettagliata illustrazione di un progetto realizzato.
Relazione Attività 2006 10
In attesa che venga implementata la scheda alcologica informatizzata, è stato
elaborato un questionario (basato sulle schede alcologiche del Ministero della Salute per
facilitarne la compilazione da parte dei diversi servizi) che possa permettere un
censimento delle equipe alcologiche, relativo all’anno 2005, le cui aree di indagine sono di
seguito elencate:
· Dati anagrafici della struttura
· Organizzazione del servizio
· Personale addetto
· Tipologia di utenza
· Programmi di trattamento.
Il CAR ha partecipato alle riunioni del gruppo di lavoro costituito presso il Ministero
della Salute. A tal fine ritiene essenziale implementare a livello regionale un sistema di
monitoraggio degli indicatori che si correlano ai più importanti problemi posti dall’uso e
abuso di alcol, che consenta di aggiornare con adeguata periodicità la base conoscitiva
che dovrebbe orientare le attività istituzionali di prevenzione, trattamento e riabilitazione
dei problemi alcolcorrelati a livello regionale.
Rispetto ai consumi è in corso l’elaborazione dei dati di uno studio longitudinale su un
campione di popolazione statisticamente significativa che indaga le variazione dei consumi
in un decennio.
Sono stati prodotti i primi risultati dell’indagine svolta sulle patologie alcol-correlate,
basati sulle schede di dimissione ospedaliera, con i dati aggregati per età e genere, forniti
dal Ministero della Salute per l’anno 2003-2004, sia a livello regionale che nazionale, per
ricoveri effettuati sia in regime ordinario che day hospital. Si prevede, entro il 2007, di
fornire i dati sulle patologie alcolcorrelate dall’anno 1999, in modo da poter creare dei
trend annuali, e poter fare dei confronti anche con altre patologie, allo scopo di fornire
informazioni più dettagliate sull’impatto che il fenomeno alcol ha sul SSN. La prospettiva
futura è quella di riuscire ad attuare un monitoraggio continuo delle patologie
alcolcorrelate, non solo di quelle ad eziologia alcolica specifica, ma anche di quelle
parzialmente alcolattribuibili, per le quali si sta reperendo letteratura scientifica che
permetta una stima della percentuale alcolattribuibile dei ricoveri ospedalieri effettuati.
L’aspetto sopra descritto è seguito dal gruppo regionale “Alcol e Monitoraggio”.
Stiamo lavorando per realizzare un report generale come risultato di un’attività di
monitoraggio che tenga conto dell’impatto ampio e diffuso che l’uso di alcol ha sulla
popolazione, dai consumi alle patologie, dagli incidenti alla disabilità.
E’ in fase di implementazione un Osservatorio dei contesti familiari degli alcolisti in
collaborazione con il Dipartimento di Psicologia Clinica della AUOC di Careggi.
E) Area della Ricerca
Gli studi si sono orientati da un lato sulla ricerca di base e dall’altro ad indagini socioepidemiologiche.
E.1 Ricerca di base
Negli ultimi due anni notevoli sforzi della ricerca hanno messo in evidenza importanti
conseguenze metaboliche ed immunologiche dell'eccessivo consumo di etanolo che
condizionano la patogenesi dell'epatopatia alcolica, i meccanismi di interazione tra
metaboliti ossidativi dell'etanolo e controllo trascrizionale rimangono ancora poco chiari.
In particolare recentemente è stato dimostrato che una ampia classe di recettori nucleari
della superfamiglia dei recettori steroidei sono ampiamente coinvolti nel danno da alcol.
Tra questi di grande interesse si sono dimostrati i recettori per gli attivatori della
proliferazione dei perossisomi PPARs. Questo gruppo di fattori trascrizionali descritti
Relazione Attività 2006 11
inizialmente come importanti modulatori dell'omeostasi lipidica (2,3) recentemente si
sono dimostrati coinvolti nella regolazione a livello epatico del processo infiammatorio, e
fibrogenetico (4,5).
A livello epatocitario studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato come l'etanolo attraverso il
suo metabolita ossidativo l'acetaldeide, inibisca l'attività trascrizionale dell'isoforma alfa
(PPARa) contribuendo allo sviluppo della steatosi alcolica (6, 7). Recentemente in
modelli sperimentali di fibrosi epatica, abbiamo dimostrato che le cellule stellate epatiche
esprimono le tre diverse isoforme di PPAR, a, d, g, e che in particolare quest'ultima
svolge un ruolo centrale nel mantenimento del fenotipo quiescente(8). Inoltre sia studi in
colture cellulari che in modelli animali hanno dimostrato come l'attivazione di PPARy
attraverso specifici ligandi inibisca la deposizione di collageno e l'attivazione delle cellule
stellate, suggerendo questa via trascrizionale come possibile target della terapia
antifibrotica.
Gli obbiettivi principali dello studio che verranno sviluppati, in base alla ricerca condotta
in questi due anni sono:
· Studiare l’effetto dell’etanolo e del suo metabolismo sul controllo trascrizionale delle
tre isoforme dei recettori PPARs in quattro diversi modelli cellulari epatici coinvolti
nel processo infiammatorio e fibrogenico quali le cellule stellate (HSC), le cellule di
Kupffer (KC), le cellule endoteliali sinusoidali (SEC) e gli epatociti (EC).
· Valutare l’effetto dell’attivazione delle diverse isoforme di PPARs in modelli murini
di epatopatia alcolica
· Analisi dei meccanismi fibrogenetici ed infiammatori alcol correlati in animali
geneticamente deficienti dei singoli PPARs
· Studio dei livelli di espressione ed attivazione dei PPARs in biopsie epatiche di
pazienti con epatopatia con etiologia alcolica
In considerazione ai diversi polimorfismi dimostrati per le diverse isoforme dei PPARs lo
screening genetico per la valutazione dei singoli polimorfismi verrà testata in pazienti
alcolisti cronici e correlata all’entità del danno.
E.2 Ricerca psico-sociale
E.2.1 PROGETTO PRISMA -Progetto Nazionale per la Promozione di Strategie
di Prevenzione Precoce dell’alcoldipendenza per la riduzione del danno
alcolcorrelato nei settings e nei servizi sociosanitari di base
Il CAR ha supportato il progetto PRISMA, fornendo consulenza tecnico scientifica.
Il Progetto è coordinato a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità, e viene
realizzato grazie ad una partnership tra il Centro di Alcologia dell’Azienda Ospedaliero-
Universitaria di Careggi e l’ACAT di Sesto Fiorentino e Campi con la collaborazione del
Comune di Sesto Fiorentino-Assessorato alle Politiche Sociali.
E’stato individuato il Comune di Sesto Fiorentino, la stessa area dove era già stato
realizzato in precedenza la Fase pilota dello Strand III del programma dell’OMS Drink-
Less, analizzando attitudini e competenze dei MMG dell’area Nord Ovest di Firenze (v.
report della Fase IV).
Il progetto PRISMA è stato allargato a tutta la comunità al fine di massimizzare le
strategie di identificazione precoce dei bevitori a rischio, pur riconoscendo al MMG un
ruolo chiave sia all’interno della comunità che come tramite per il Sistema Sanitario.
Relazione Attività 2006 12
Il progetto si pone in continuità con le azioni di comunità realizzate da progetti
precedenti nel territorio di Sesto Fiorentino e seguendo le indicazioni del Piano Sanitario
Regionale e della Società della Salute, della Legge Regionale 56/99’ “Azione
Programmata” che sottolinea lo sviluppo di azioni specifiche per alcune aree di attenzione
come l’alcol:“…occorre inoltre promuovere interventi di educazione per una maggiore
consapevolezza nella popolazione, al fine di prevenire i danni provocati dall’eccessivo uso
di alcol, intervenire per ridurre i rischi alcol correlati in relazione alle abitudini di vita in
specifici ambienti…”.
In accordo con le linee guida del “Consorzio Società della Salute”, il progetto cerca
di coinvolgere i sistemi sanitari e sociali direttamente nella loro interazione con i cittadini,
come importanti elementi determinanti lo stato di benessere di un’intera comunità.
Rispetto agli interventi precedenti il progetto si pone in linea di sviluppo con il
progetto :“Intervento di prevenzione, informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi
all’alcol, e strategie di promozione della salute rivolte ai giovani della comunità locale ed
ad alcune figure chiave dell’area nord ovest di Firenze comprendente i comuni di:
Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa e
Vaglia” che ha realizzato un intervento rivolto alla popolazione generale realizzando un
corso di sensibilizzazione ai problemi alcol correlati mediante metodologia Hudolin, e uno
rivolto alla popolazione giovanile coinvolgendo le terze classi dell’Istituto d’Arte.
Metodologia
La metodologia utilizzata dal progetto è quella della ricerca-azione che consiste in un
processo ciclico che implica diverse fasi (Lewin, 1951).
L’impianto della ricerca-azione del PRISMA prevede: Area conoscitiva, area di
intervento, area di valutazione
FASI ATTUATIVE
Fase 1) Individuazione delle organizzazioni leader e sviluppo di alleanze strategiche
Obiettivi da raggiungere: individuare le organizzazioni leader, le figure chiave, i decisori
politici e creare alleanze strategiche
Fase 2) Elaborare politiche di prevenzione di problematiche alcolcorrelate e
promozione della salute
Obiettivi da raggiungere: sondare la percezione dei decisori politici e agli sketeholders
riguardanti le problematiche alcolcorrelate
La metodologia utilizzata è quella dell’intervista semistruttura che ha permesso di poter
raccogliere informazioni da parte dell’intervistato su alcune aree predefinite, ma anche di
poter lasciare uno spazio alla narrazione che ci poteva consentire di raccogliere le
percezioni che sono presenti negli intervistati.
Le aree indagate dall’intervista sono:
1) conoscenze relative alla sostanza
2) conoscenze relative alle normative vigenti
3) percezione dei comportamenti a rischio
4) percezione dell’incidenza dei PPAC nella comunita’ in analisi
5) percezione della necessita’ di formazione e/o informazione riguardante le
PPAC
b. Analisi delle interviste
c. Programmazione degli interventi
In base alle richieste effettuate dagli stakholders durante le interviste sono stati
programmati i seguenti interventi di formazione (da realizzare nel 2006) che saranno
rivolti alle seguenti figure della comunità:
Relazione Attività 2006 13
· MMG
· Farmacisti
· Vigili urbani
· Operatori della Coop Ugnano per il reinserimento detenuti
· Volontari dell’associazione sportiva Associazionismo Sestese
Fase 3) Conoscenza dei consumi della popolazione
Obiettivo: avere delle statistiche sui consumi di bevande alcoliche nella comunità oggetto
di indagine e poterli comparare a livello nazionale ed internazionale
a. Campionamento della popolazione
Il campionamento sul Comune di Sesto Fiorentino è stato effettuato sulla base del numero
dei residenti, risultante dalle liste comunali al 31 dicembre 2003.
Si è pensato di utilizzare la tecnica del campionamento stratificato, e la stratificazione è
stata fatta secondo tre variabili:
Età, Genere, Zona di residenza
b. Realizzazione e somministrazione del questionario
Le aree che vengono indagate dal questionario sono le seguenti:
a. Dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, genere, cittadinanza, stato
civile)
b. Informazioni relative alla situazione economico-familiare (numero componenti,
numero componenti con reddito proprio, abitazione)
c. Condizione professionale (titolo di studio, attività professionale)
d. Abitudini e stili di vita (consumo di bevande alcoliche, di caffè, di fumo di
tabacco)
e. Percezioni sulle bevande alcoliche e sul consumo di bevande alcoliche
Fase 4) Formazione specifica alla figure di riferimento: MMG, Farmacisti, Polizia
Municipale, Gestori dei Locali, rappresentanti delle associazioni culturali e di
volontariato.
Obbiettivi da raggiungere: informare e sensibilizzare i professionisti sanitari affinché
siano in grado di attuare uno screening precoce delle problematiche alcol correlate e
mettere in atto la metodologia del Brief Intervention nei loro ambulatori.
Informare e sensibilizzare le figure deputate al controllo sociale per la realizzazione di
nuove strategie di comunicazione per i rischi legati all’uso di alcol.
Fase 5) Organizzazione convegno finale
E’ in corso l’organizzazione del Convegno conclusivo che si svolgerà il 13 Gennaio 2007
presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.
E.2.2 Progetto nazionale “Programma di sensibilizzazione informazione e
consulenza finalizzato alla prevenzione dell’uso inadeguato di alcol, diretto al
personale dipendente di aziende” (Alcol e lavoro).
Regione Capofila: Toscana
Regioni partner: Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Provincia Autonoma
di Trento, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche ,
Abruzzo, Umbria, Calabria, Sicilia.
Relazione Attività 2006 14
Il progetto è promosso dal Ministero della Salute che coinvolge 13 regioni di cui la
Toscana è capofila. Nella regione sono coinvolte, oltre ad alcune grandi aziende private
Mukky latte, Cooperativa Facchinaggio e Trasposti (CFT), Ansaldo Breda, Lonza Chimica,
Sunchemical, anche due Aziende Sanitarie (AUSL 2 di Lucca, e AUSL 10 di Firenze).
La finalità del progetto è l’individuazioni e la sperimentazione di un modello di
prevenzione dei problemi alcol correlati nei luoghi di lavoro. Per raggiungere tale fine il
Comitato tecnico scientifico del progetto, costituito dai referenti delle regioni partner, da
esperti in alcologia, rappresentanti delle organizzazioni sindacali (CGIL; CISL UIL), dalle
parti datoriali, da operatori dei dipartimenti della prevenzione, ha definito alcuni obiettivi.
Gli obiettivi prioritari del progetto sono:
1. la formazione di figure chiave delle aziende coinvolte,
2. la formazione di formatori delle regioni partner,
3. la formazione dei medici competenti e del lavoro rispetto ai rischi alcol correlati
4. la sensibilizzazione dei lavoratori delle aziende partner,
5. l’individuazione precoce ed il trattamento breve dei problemi alcol correlati nelle
aziende,
6. l’acquisizione di informazioni sulle conoscenza e percezioni dei lavoratori rispetto
ai rischi alcol correlati nei luoghi di lavoro
7. l’individuazione di un modello di intervento per il trattamento integrato di lavoratori
che presentano un problema alcol correlato
8. la realizzazione di una banca dati epidemiologica e documentale
Allo stato attuale è stata realizzata, in quasi la totalità delle aziende individuate nella
Regione Toscana la formazione delle figure chiave (datore di lavoro, medici competenti,
RLS, RSPP, RSU; delegati sindacali e preposti). In relazione a tale attività è stato
realizzato un manuale per la formazione delle aziende con relativo materiale didattico.
Analogamente è stato realizzato un manuale per la formazione dei formatori,
anch’esso corredato da materiale didattico specifico.
E’ in corso di realizzazione la formazione dei formatori in una delle regioni partner
(Marche).
E’ inoltre stata deliberata, da parte del Comitato Tecnico Scientifico, la
realizzazione, nel Mese di Febbraio 2005, del Convegno Nazionale Alcol e Lavoro, rivolto
in particolare agli operatori delle regioni partner del progetto.
In un buon numero delle aziende coinvolte è stata completata o è in fase di
attuazione la sensibilizzazione dei lavoratori. A tale scopo è stato realizzato un opuscolo
informativo rivolto ai lavoratori. E’ in fase di realizzazione un video della durata di circa 15
minuti che è parte integrante del materiale per sensibilizzare i lavoratori al problema.
E’ in fase di definizione la sperimentazione, in una delle regioni partner, dell’azione
volta all’individuazione precoce e all’intervento breve dei lavoratori. La sperimentazione
avrà lo scopo di valutare la possibilità di trasferire il modello del Brief Intrvention, rivolto ai
bevitori a rischio, ed attualmente in sperimentazione negli ambulatori dei Medici di
Medicina Generale, negli ambulatori dei medici competenti durante le visite di idoneità.
Per quanto concerne l’acquisizione di informazioni sulle conoscenza e percezioni
dei lavoratori rispetto ai rischi alcol correlati nei luoghi di lavoro, sono stati elaborati 3094
questionari. Al termine della ricerca è prevista l’elaborazione di circa 10.000 questionari
distribuiti sul territorio nazionale.
Dai dati elaborati ad oggi emerge che il 70% degli intervistati consuma abitualmente
bevande alcoliche, in prevalenza vino e birra. La quota di consumatori è sovrapponibile a
quella emersa da indagini nazionali (indagine multiscopo ISTAT 2003). In relazione alle
percezioni e conoscenze relative agli effetti dell’alcol emerge un quadro di incertezza e
confusione. Gli intervistati sono a conoscenza dei rischi dell’assunzione di alcol nei luoghi
Relazione Attività 2006 15
di lavoro, tuttavia ritengono che è possibile assumere modiche quantità di alcol senza
incorrere in rischi per sé e per i colleghi. Inoltre non emerge una chiara conoscenza delle
regole che gestiscono il consumo di alcolici nei luoghi di lavoro. Infine il luogo di lavoro
non è percepito come una risorsa per affrontare eventuali problemi alcol correlati.
Inoltre il progetto ha in corso l’implementazione di una banca dati alcol e lavoro
realizzata rendendo omogenei i dati provenienti oltre che dalla ricerca menzionata, dalle
ricerche effettuate in analoghi progetti nelle regioni Emilia Romagna e Lombardia.
Nel corso della realizzazione del progetto, è emersa chiaramente la necessità di
individuare un modello di intervento integrato per i lavoratori con problemi alcol correlati e
di dipendenza, tra i servizi della medicina del lavoro, i medici competenti e i servizi di
algologia, al fine di rendere più efficace e maggiormente tutelante, per il lavoratore,
l’attuazione di un programma di trattamento. A tale scopo è in fase di realizzazione la
sperimentazione di protocolli di intesa tra la medicina del lavoro ed il SerT dell’Azienda
Sanitaria di Arezzo.
Realizzazione di strumenti adatti alla rilevazione precoce del disagio lavorativo:
In collaborazione con il SerT di Rovigo e l’Istituto Superiore di Sanità è stato portato a
termine la formazione per il brief-intervention nei luoghi di lavoro.
L’intervento di formazione ha visto il coinvolgimento di 25 medici competenti e medici del
lavoro pubblici sensibilizzati alla tematica e con una formazione di base in alcologia, che
sta effettuando una sperimentazione nelle aziende in cui svolgono la loro attività.
La sperimentazione ha prodotto:
· la realizzazione di un questionario rivolto ai lavoratori sulle proprie abitudini e stili
di vita;
· la realizzazione di un corso di formazione di 8 ore per l’acquisizione di
competenze necessarie ad effettuare l’intervento breve;
· la lettura congiunta del medico competente e del lavoratore di quanto emerso dal
questionario;
· la formulazione da parte del medico competente di indicazioni e consigli su come
modificare abitudini e stili di vita a rischi per la salute;
· la valutazione a sei mesi dell’efficacia dell’intervento.
Ovviamente particolare attenzione sarà posta nella rilevazione alle abitudini alcoliche e dei
comportamenti alcolcorrelati.
E’ da precisare che il progetto pilota non potrà prevedere in alcun modo l’utilizzazione dei
risultati al fine di stabilire l’idoneità o meno alla mansione del lavoratore da parte del
medico competente. Attualmente hanno aderito alla sperimentazione 12 aziende del
territorio, sia pubbliche che private. Dalle prime valutazioni emerge che la scheda
somministrata ai lavoratori sia compatibile con i tempi e le procedure adottate dai medici
competenti nello svolgimento della loro attività di valutazione dell’idoneità al lavoro.
Attualmente il progetto è attivo in tutte le regioni partner: Valle D'Aosta, Trentino Alto
Adige, Provincia Autonoma di Trento, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna,
Marche, Abruzzo, Calabria, Sicilia, Umbria, Puglia.
E.2.3 Progetto Ministeriale “Impatto dei problemi alcolcorrelati nella
popolazione afferente alle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere: epidemiologia,
valutazione dei programmi in trattamento e costi” in collaborazione con la AUSL 5 di
PISA
Fondo nazionale per la lotta alla droga
Regioni Capofila: Toscana e Lombardia
Relazione Attività 2006 16
Regioni partecipanti: Piemonte, Liguria, Veneto, Abruzzo, Umbria, Marche, Calabria,
Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Basilicata
Gli obiettivi generali sono:
- - Stimare l’impatto socio-sanitario della patologia alcolica e alcol-attribuibile nei
servizi/reparti delle Aziende Sanitarie territoriali e ospedaliere delle aree regionali
coinvolte;
- Individuare e diffondere, attraverso il confronto attivo tra i vari programmi di
prevenzione secondaria messi in pratica dai servizi, modelli di buona pratica per la
riduzione del danno alcolcorrelato;
- Valutare, in termini di rapporto costo/efficacia, i programmi di trattamento integrato
(farmacologico-psico-sociale) degli alcoldipendenti;
- Migliorare le competenze e le abilità tecniche del personale dei servizi pubblici per
la presa in carico dei soggetti con problemi e patologie alcolcorrelate;
- Realizzare una scheda di rilevazione di tipo individuale, centrata sul singolo
soggetto, anche ai fini di adeguamento agli standard richiesti a livello europeo per i
soggetti dipendenti ed al fine di consentire l’accrescimento di una base conoscitiva
per orientare, nel tempo, una valida attività istituzionale di prevenzione, trattamento
e riabilitazione dei soggetti con problemi alcolcorrelati.
Gli obiettivi specifici sono:
· Realizzare una scheda di rilevazione individuale al fine di consentire
l’accrescimento di una base conoscitiva atta ad orientare nel tempo le attività
istituzionali di prevenzione, trattamento e riabilitazione di persone con problemi
alcolcorrelati (cartella centrata sul singolo soggetto con standard analoghi a quanto
richiesto a livello europeo per i dipendenti da sostanze illecite);
· Individuare e diffondere modelli di buona pratica per la riduzione del danno
alcolcorrelato, anche attraverso un confronto tra i vari programmi messi in pratica
dai servizi;
· Valutare, anche in termini di rapporto costo/efficacia, i programmi di trattamento
integrato (farmacologico-psico-sociale) degli alcoldipendenti;
· Migliorare le competenze e le abilità tecniche del personale dei servizi per la presa
in carico di soggetti con problemi e patologie alcolcorrelate;
· Stimare l’impatto socio-sanitario della patologia alcolica ed alcolattribuibile sulle
aziende sanitarie, territoriali e ospedaliere, delle aree regionali coinvolte
· Diffusione e pubblicazione dei risultati del progetto
Le Regioni capofila rispettivamente presiederanno alle seguenti azioni progettuali:
Regione Toscana
messa a punto di una cartella alcologica sperimentale e sua informatizzazione.
Le Regioni partner, ove lo ritengano opportuno, potranno acquisire l’applicativo
unitamente alla relativa formazione come successivamente indicato.
ricerca tramite banche dati ed osservatori per la valutazione ed il monitoraggio
dell’impatto delle patologie alcolattribuibili nella popolazione afferente ai servizi
pubblici;
sviluppo abilità tecniche degli operatori dei servizi alcologici.
Regione Lombardia:
messa a punto di un sistema di valutazione dei programmi di trattamento e di
riabilitazione, anche in termini di rapporto costo/benefici;
Relazione Attività 2006 17
sviluppo competenze degli operatori in ordine alla valutazione dei programmi di
trattamento e di riabilitazione.
E’ stato altresì ravvisato il comune intento di portare a completamento il progetto
nazionale realizzando le seguenti azioni in cooperazione diretta tra Regioni capofila e
partner:
messa a punto di indicatori epidemiologici, di performance e di efficacia;
rilevazione dati e calcolo degli indicatori;
eventuale individuazione di standard di riferimento;
valutazione e perfezionamento in itinere del progetto;
diffusione dei risultati.
Le azioni coordinate dalla Regione Toscana
Azione 1: Atti propedeutici
Azione 2: Realizzazione cartella clinica alcologica preposta alla gestione di pazienti con
abuso/dipendenza da alcol e patologie alcolcorrelate e ad un’informatizzazione
caratterizzata dalla rilevazione analitica delle attività alcologiche.
Azione3: Rilevazione analitica delle attività alcologiche in servizi ospedalieri e territoriali,
pubblici e/o del privato accreditato, individuati dalle Regioni aderenti al progetto nei
rispettivi ambiti territoriali.
Azione 4: Valutazione dell’ impatto delle patologie alcol attribuibili dei servizi pubblici e del
privato accreditato
Azione 5: Formazione su:
- epidemiologia e prevenzione alcologica, primaria e secondaria;
- evidence based medicine: abuso/dipendenza da alcol, patologie alcolcorrelate,
-concomitante abuso/dipendenza da altre sostanze, legali e non, in particolare da fumo di
tabacco e da cocaina;
- gestione dei pazienti e correlazioni con i sistemi informativi.
La formazione, destinata a professionisti dei servizi, sarà realizzata mediante:
- revisione sistematica della letteratura;
- predisposizione del pacchetto formativo;
- formazione formatori delle equipes alcologiche delle Regioni aderenti;
- diffusione linee guida;
- monitoraggio dei formatori.
Azione6: Indicatori Standard, percorso di autoformazione con il CTSN
Azione7: Diffusione dei risultati
E.2.4 Progetto regionale MONITORAL Monitorare il fenomeno alcoldipendenza
nell’ esecuzione penale esterna.
Il CAR collabora e fornisce consulenza tecnico-scientifica all’interno del Progetto
MONITORAL
Soggetto proponente: PRAP-TOSCANA Ufficio Esecuzione Penale Esterna
Soggetti che collaborano al progetto: Regione Toscana, Centro Alcologico AUO
Careggi, Servizi per le tossicodipendenza delle ASL regionali.
Sintesi del Progetto:
La legge quadro n 125/2001 in materia di alcol e problemi alcolcorrelati individua tra
le proprie finalità la promozione della ricerca e delle iniziative volte a garantire adeguati
Relazione Attività 2006 18
livelli di formazione e aggiornamento del personale che si trova ad operare nel settore
delle alcoldipendenze; azione volta a favorire l’ accesso delle persone che abusano di
bevande alcoliche e superalcoliche e dei loro familiari ai trattamenti sanitari assistenziali
necessari.
Si riscontra infatti nell’ ambito del settore dell’ esecuzione penale esterna una
specifica criticità rispetto all’ emersione del fenomeno dell’ abuso di tali sostanze,
problematicha che spesso viene individuata dagli operatori , o durante la prima fase di
conoscenza del soggetto o in quelle successive, ma in merito alla quale si riscontra una
carenza di strumenti adeguati che possano facilitare l’ accettazione, il riconoscimento e,
quindi, un processo di consapevolezza circa il proprio stato da parte del soggetto.
Il Progetto MONITORAL si pone l’ obiettivo di sensibilizzare gli operatori dei CSSA,
dei servizi territoriali e il volontariato rispetto al fenomeno, prevedendo anche un’ azione
formativa congiunta costituita da un modulo di 25 ore che andrà dall’ apprendimento della
normativa di settore agli aspetti legati alla cultura, all’ epidemiologia, agli ambiti sociali,
fisici-organici e psicologici-relazionali e quindi all’ apprendimento di strumenti operativi per
la rilevazione e l’ emersione del fenomeno; nonché una riflessione sulla correlazione tra
alcoldipendenza e commissione di reati e un’ analisi delle PPAC con riferimento alla
doppia diagnosi e poliassunzione. Alla fine del corso sarà previsto un monitoraggio per la
misurazione della validità degli strumenti operativi formiti ai partecipanti.
Il progetto si occuperà inoltre di sviluppare una ricerca tramite un questionario da
sottoporre all’universo degli affidati per la valutazione del rischio alcol tra gli utenti dei
CSSA. La restituzione degli esiti della ricerca e del percorso formativo avverrà attraverso
una giornata di seminario che prevederà anche un momento di studio e confronto guidato.
Finalità e obiettivi:
1. Emersione del Fenomeno alcoldipendenza fra gli affidati
2. Incrementare la capacità di diagnosi del problema da parte degli operatori
3. Conoscere gli strumenti di intervento
4. Mettere a punto procedure che favoriscano l’ emersione del problema ed il
ricorso ai servizi competenti.
E.2.5 Progetto “Divertimento Sicuro-Promozione di una cultura della sobrietà
nei contesti di socializzazione giovanile/ Il Pilota-Regione Toscana, AUSL 5 Pisa,
Istituto Superiore di Sanità.
Il CAR collabora e implementa le attività maturate all’ interno del Progetto Regionale
Divertimento Sicuro.
Nell’ambito del progetto Nazionale Droghe Sintetiche attivato dall’Istituto Superiore
di Sanità finalizzato alla prevenzione della diffusione del consumo delle droghe sul
territorio nazionale il Progetto "Divertimento sicuro - Formazione del personale delle
discoteche" ha l’obiettivo di attivare un percorso di formazione e aggiornamento del
personale delle discoteche, delle Aziende USL regionali e degli Enti locali attraverso:
Adeguate informazioni e strumenti per rapportarsi correttamente al mondo dei
giovani evidenziando il ruolo di “ attori della prevenzione”.
Adeguate informazioni sui comportamenti a rischio nell’ambito dei
comportamenti di abuso
Al fine di attivare all’interno dei locali :
spazi dedicati all’informazione
Relazione Attività 2006 19
una “ritualità” dello spettacolo integrata da specifiche azioni che favoriscano un
divertimento più sicuro
Il Progetto ha individuato come ambito di intervento la discoteca e altri luoghi di
aggregazione per il divertimento, con l’obiettivo comune di aumentare il benessere dei
giovani frequentatori e la qualità del divertimento attraverso la formazione delle risorse
umane, coniugando obiettivi di prevenzione e di riduzione del danno , valorizzando le
professionalità presenti nel contesto dei luoghi del divertimento notturno. In Toscana il
Progetto vede coinvolte la Regione Toscana e diversi Ser.T. (ASL capofila Azienda USL 5
di Pisa - Dipartimento delle Dipendenze).
In virtù degli obiettivi comuni il progetto regionale ha implementato nelle discoteche della
Toscana il Programma “Il Pilota”, realty show sulla sicurezza stradale girato in discoteca e
trasmesso sulla tv satellitare di sky.
Il Programma il Pilota, nato nel 2004, dopo 2 anni di test su tutto il territorio nazionale, si è
confermato ad oggi, uno dei programmi di prevenzione e sensibilizzazione più efficaci
nell’ambito dell’abuso di alcol tra i giovani nelle discoteche, a salvaguardia degli stress e a
riduzione delle stragi del sabato sera.
Questo per la sua alta pregnanza alle modalità comunicative che i giovani stessi
utilizzano, lontane dalle logiche proibizioniste verso un messaggio che vuole essere
responsabilizzante e che induca alla presa di coscienza.
Gli incidenti stradali nel fine settimana sono una delle prime cause di morte per i giovani
dai 16 ai 30 anni e nonostante questo sia un dato conosciuto e preoccupante, solo negli
ultimi anni si è iniziato a cercare di fare qualcosa per arginare questo terribile fenomeno.
Gli interventi di promozione della salute e prevenzione all’uso di bevande alcoliche volti
alla sicurezza nelle strade si sono sviluppati in ambiti diversi e con modalità differenti, a
seconda dell’ente promotore e degli obiettivi in atto; senza dubbio niente appare superfluo,
in quanto bere non è solo una scelta in autonomia, ma è una cultura antropologica sociale,
un condizionamento commerciale, una modalità di condividere il tempo. “Il Pilota” vuole
essere non certo l’unico modo per informare e sensibilizzare, ma appare sicuramente un
format pensato sui giovani e per i giovani, in grado di far pensare anche gli adulti.
E.2.6 Progetto Girasole progetto di ricerca intervento sui giovani e creazione
di uno strumento specifico.
Soggetto titolare: Società Italiana di Alcologia (SIA)
Enti e Istituzioni coinvolte: Centro Alcologico Regionale, Equipe alcologiche della
Toscana, Coordinamento Toscana Sud-Est, Istituto Superiore di Sanità-Osservatorio
alcol, fumo e droghe, Università degli Studi di Firenze, Associazione Regionale dei Club
degli Alcolisti in Trattamento della Toscana (ARCAT)
Il Car ha affiancato la Società Italiana di Alcologia nella presentazione di un
progetto di ricerca intervento nell’ ambito dell’ integrazione socio-sanitaria; il lavoro
consiste in un’ indagine conoscitiva in Toscana mirata all’ analisi delle abitudini dei
giovani in merito ai problemi alcolcorrelati.
Motivazioni:
Relativamente ai consumatori al di sotto dell’ età legale (16 anni) si osserva nel
2002 una diminuzione dei giovani che dichiarano di consumare bevande alcoliche (-3,6%)
che sono stati stimati nel 2002 essere pari a 723.5000 circa; il calo appare maggiormente
sostenuto dalla diminuzione del numero delle teen-agers.
Relazione Attività 2006 20
E’ stato rilevato, relativamente alle singole età considerate (14,15 e 16 anni) un
incremento isolato del numero di 14 enni(+ 9,2% rispetto ai livelli di base del 1998)
Ed è anche nelle fasce più giovanili (14-17 e 24 anni) che si registrano incrementi
del numero di consumatori e consumatrici di bevande alcoliche fuori pasto come di seguito
indicato:
Incremento 1998-2000 per 14-17enni: M = +20.5% F= +18%
Incremento 1998-2000 per 18-24enni: M = +4.6% F= +27.6%
Obiettivi:
Svolgere una ricerca mirata alla raccolta di dati su giovani residenti in Toscana al
fine di svolgere un’indagine conoscitiva mirata all’analisi delle abitudini dei giovani in
merito ai problemi alcolcorrelati:
- Drop-out scolastico
- incidenti stradali e prevenzione
- indagine sulle abitudini del divertimento per la fascia 15/25 anni
- indagine sulla concezione del consumo di alcol in questo target giovanile.
La ricerca si baserà su un’iniziale raccolta di tutte le iniziative connesso al mondo
giovanile e l’alcol attuate in Toscana e delle ricerche che sono attive o concluse (Dati
recuperati dal 2001 al 2006). Questo ci permetterà in alcuni casi di aggiornare dati
presenti e in altri di individuarne di nuovi.
Grazie a questa ricerca, che si svolgerà nell’intero anno 2006, sarà pensato e
progettato metodologicamente e artisticamente un nuovo strumento comunicativo e
interattivo per svolgere prevenzione e intervento sui giovani toscani. Lo strumento si
baserà su strumenti metodologici moderni per i giovani come video, reality show, sulla
concezione della peer-education. Questo strumento sarà successivamente proposto a
livello nazionale per essere promosso dopo la sperimentazione in Toscana.
E.2.7 Progetto SKIPPER . Analisi Prevenzione interventi per poliassuntari.
Azioni nel tempo
Il CAR ha affiancato e ha messo a disposizione competenze tecnico-scientifiche per
il progetto Skipper, presentato dal Centro di Solidarietà di Pistoia ONLUS (Ce.I.S.) ad un
progetto in ambito socio-sanitario per il rinforzo della prevenzione, cura e trattamento nei
giovani che fanno uso di sostanze, con particolare attenzione alla dipendenza da cocaina
e alcol nelle giovani generazioni.
Soggetto titolare: Centro di Solidarietà di Pistoia ONLUS (Ce.I.S.)
Finalità:
-rafforzare e consolidare le azioni di prevenzione, cura e riabilitazione nel campo della
dipendenza in generale, con particolare attenzione a quella da cocaina e alcol per le
giovani generazioni.
- Attuare linee strategiche di intervento che siano verificabili in itinere e riproducibili nel
tempo e nel territorio, che assumano caratteristiche di progetto permanente, capace di
svilupparsi in modo progressivo.
Relazione Attività 2006 21
- Ostacolare e arginare l’ insorgenza di situazioni problematiche relative alla dipendenza
da sostanze, particolarmente cocaina e alcol, promuovendo forme di tutela nei singoli eni
gruppi, incrementando le risorse individuali e ambientali.
Obiettivi:
- Promozione della salute con interventi mirati per l’ età adolescenziale, in
collaborazione con le istituzioni che operano per i giovani: scuole, servizi sociali del
Comune, associazioni.
- Diffusione delle iniziative per la prevenzione ed il contrasto del consumo di
sostanze, con particolare attenzione alla cocaina e l’ alcol.
- Sviluppo di interventi e servizi di consulenza e orientamento atti a contrastare la
diffusione dei consumi di sostanze psicotrope e a ridurre i rischi correlati.
- Creazione di servizi ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali per il trattamento
della dipendenza da cocaina e alcol, particolarmente calcol “al femminile”, rivolti ad
un vasto target di riferimento (minori, madri o future madri alcoldipendenti, lavoratori
a rischio di dipendenza)
F) Area Centri di Documentazione
Il centro di documentazione Informalcol è un'interfaccia di mediazione tra
l’informazione e gli operatori delle équipe alcologiche in Toscana.
Il centro ha una collezione di documenti specializzata sui temi connessi all'alcolismo e
alle patologie alcolcorrelate, il cui catalogo è consultabile on line. Inoltre offre altre
tipologie di servizi:
- ricerche bibliografiche o di informazione;
- invio di articoli da periodici (document delivery) e localizzazione di documenti servizi
di informazione basati su profili di interesse degli utenti (alcol e lavoro, alcol e
trattamento, ecc.) ;
- repertorio di siti web sulla dipendenza;
- il sito web Alcolonline (http://www.alcolonline.org) consente l'accesso virtuale ai
servizi.
Periodicamente Informalcol promuove corsi di alfabetizzazione alla ricerca e all’uso
dell’ informazione. Informalcol aderisce a Rete Cedro (www.retecedro.net) dei centri di
documentazione toscani nell'area delle dipendenze.
Dati Attività da Gennaio a Novembre 2006
Nuovi utenti 60
Visite in biblioteca 17
Ricerche di informazione e bibliografiche svolte 60
Consultazione materiali 12
Document delivery (invio articoli) 19
Iscrizioni a SDI (servizio su profili di interesse) 480
Iscrizioni a lista Alcolonline 159
Relazione Attività 2006 22
Servizi attivi:
a. OPAC (On line Public Access Catalog)
Il catalogo del centro di documentazione, specializzato sull’alcol, è accessibile via
Internet (www.alcolonline.org/interno/catalogo.html e www.retecedro.net). La collezione
è stata implementata ed è rappresentata da 2600 documenti specializzati e
difficilmente reperibili in altre biblioteche. Tra questi ci sono spogli (catalogazione di
singoli articoli) della letteratura pubblicata su riviste italiane. Il catalogo acquista valore
in quanto catalogo collettivo oggi della Rete Cedro. Il catalogo è consultabile anche
dalla rete delle biblioteche dell'area di Firenze e dal metaopac della Regione Toscana.
b. I servizi di document delivery (invio) e di prestito
Consentono l'accesso e la consultazione della documentazione. Gli articoli di riviste
possono essere spediti via e-mail (nel caso di documenti elettronici), posta o fax
(document delivery). Il servizio di prestito è stato potenziato attraverso l’adesione a
Librinrete, servizio di prestito interbibliotecario della Regione Toscana, che consente di
ricevere tramite scambio tra biblioteche libri in prestito da qualsiasi parte della regione.
Informalcol ha inoltre aderito a Nilde (Network Inter-Library Document Exchange), un
software che permette alle biblioteche di richiedere e di fornire documenti in maniera
reciproca. Le richieste sono immesse attraverso un modulo web, selezionando la
biblioteca a cui si intende inoltrare la richiesta e indicando i dati specifici del documento.
Allo stesso modo, l'invio di un documento avviene con un successivo modulo web
mediante il quale la biblioteca può selezionare il metodo di invio preferito (per ulteriori
informazioni < http://nilde.bo.cnr.it/ >)
c. Ricerche bibliografiche e di informazione
Su richiesta è possibile richiedere e ricevere (via e-mail, per posta, fax o presenza
diretta) ricerche bibliografiche o di informazioni di tipo fattuale (ad esempio dati).
d. Il sito web Alcolonline (www.alcolonline.it)
In occasione della migrazione sul server della Regione Toscana, si è implementato il sito
web nelle sue funzioni di riferimento regionale. Si è inoltre ampliato il Comitato Tecnico
Scientifico del sito.
CTS:
- Claudio Annovi, Azienda unità sanitaria locale di Modena. Struttura complessa dipendenze patologiche
Area Sud - Modena
- Mauro Ceccanti, Centro di riferimento alcologico Regione Lazio - Roma
- Fabio Caputo, Azienda ospedaliero-universitaria S. Orsola Malpigli di Bologna - Azienda sanitaria di
Bologna. Servizio tossicodipendenze - Bologna
- Massimo Cecchi, Azienda sanitaria di Firenze. Servizio alcologico territoriale UFM Ser.T Q. 1 e 2 -
Firenze
- Paolo Edoardo Dimauro, Azienda sanitaria di Arezzo.Dipartimento delle dipendenze - Arezzo
- Giovanni Greco, Regione Emilia-Romagna. Ufficio tossicodipendenze - Ravenna
- Guido Intaschi, Azienda sanitaria 12 Versilia. Servizio tossicodipendenze - Viareggio
- Gianluca Lippi, Associazione genitori Comunità incontro - Pistoia
- Milo Meini, Dipartimento delle Dipendenze Zona Valdera - Pisa
- Daniela Orlandini, Azienda unità locale sanitaria 12 veneziana. Servizio tossicodipendenze terraferma -
Venezia
- Maria Teresa Salerno, Ospedale policlinico consorziale di Bari. Unità operativa di Medicina interna - Bari
- Emanuele Scafato, Istituto superiore di sanità - Roma
- Valentino Patussi, Centro alcologico regionale toscano - Firenze
- Nicola Paulesu, Fondazione Andrea Devoto
- Ellena Pioli, Azienda sanitaria di Lucca.Servizio tossicodipendenze zona Piana di Lucca – Lucca
- Fabio Voller, Regione Toscana. Agenzia regionale di sanità – Firenze
Relazione Attività 2006 23
Alcolonline è uno strumento di informazione e aggiornamento per gli operatori
dell’alcologia. Oltre alle sezioni già esistenti è stata creata l'area del CAR:
Presentazione del CAR (scopi, documenti di riferimento, staff).
- Sezioni dedicate ai diversi gruppi di lavoro (programma, documenti prodotti, lista di
discussione del gruppo). Si potranno inoltre progettare servizi on line sulla base
delle esigenze espresse dai referenti.
- Lista di discussione del CAR allo scopo di favorire lo sviluppo di momenti di
scambio e confronto on line.
-
e. Selene web
Con accesso da Alcolonline è’ una selezione ragionata di siti web. Informalcol cura la
sezione sulle dipendenze. Infatti internet, ed in particolare il Web, sono una fonte di
informazione ormai imprescindibile. Molto spesso però il problema è l’individuazione di
risorse informative che, oltre ad un elevato livello di qualità, evitino il “rumore” dovuto ad
un eccesso di risposte. Il repertorio raccoglie e descrive risorse informative e le organizza
in una banca dati on line per tipologia e per soggetto. Il modello adottato è quello del
Virtual reference desk della Regione Toscana. Ad oggi la sezione curata da Informalcol
contiene 161 siti.
F.1. Attività di collaborazione con l’Università di Firenze
Informalcol offre agli studenti del Master di I livello in Problemi e Patologie Alcol Correlate
dell'Università di Firenze i seguenti servizi:
· formazione e alfabetizzazione alla ricerca e all’uso dell’ informazione;
· fornitura di bibliografie sui temi delle lezioni;
· ricerche bibliografiche;
· supporto ai corsisti per la ricerca del materiale per la tesina finale;
· catalogazione delle tesi di master.
F. 2 Progetto di ricerca sulle competenze e i bisogni informativi degli operatori
dei servizi di alcologia toscani
Dai corsi di formazione e dalle transazioni informative effettuate dallo stesso centro di
documentazione, si sono potute rilevare:
- una scarsa alfabetizzazione degli operatori dell'Alcologia all'uso delle risorse
informative on line. In particolare le difficoltà riguardano:
o la conoscenza di cataloghi e banche dati esistenti,
o le competenze nella consultazione degli stessi;
- bassa conoscenza delle lingue, in particolare dell'inglese, una barriera enorme
all'aggiornamento permanente;
- la difficoltà a conciliare l'operatività con le attività di studio e aggiornamento
permanenti, che si traducono nella difficoltà ad utilizzare le fonti informative
disponibili come strumenti di lavoro nell'attività clinica.
Per approfondire l’analisi delle problematiche riscontrate e strutturare i servizi di
Informalcol in modo da supportare i reali bisogni informativi degli utenti, si è realizzato
un'indagine che aveva gli obiettivi di:
- valutare le reali competenze degli operatori dell'Alcologia toscani in merito a: ricerca
e utilizzo dell'informazione;
- orientare i servizi di Informalcol allo scopo di favorirne l'uso da parte degli operatori
nell'attività clinica e di aggiornamento permanenti.
Relazione Attività 2006 24
- valutare le reali competenze degli operatori dell'Alcologia toscani in merito a: ricerca
e utilizzo dell'informazione;
- orientare i servizi di Informalcol allo scopo di favorirne l'uso da parte degli operatori
nell'attività clinica e di aggiornamento permanenti.
E’ stato individuato un campione rappresentativo di operatori dei servizi toscani. Il
campionamento è stato effettuato considerando il numero di unità operative suddivise per
qualifica professionale e il numero di utenti nuovi e in carico a ciascun servizio alcologico.
Grazie ad analisi multivariate sono state costruite tipologie di servizi ed è stato selezionato
un servizio per tipologia, tenendo conto anche del territorio di competenza.
La ricerca si è conclusa