L'alcol etilico o etanolo è una sostanza liquida
ed incolore che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri
semplici o per distillazione del mosto fermentato. Le bevande
alcoliche sono tutte quelle che contengono alcol etilico in
una determinata concentrazione indicata per legge nella
etichetta della bottiglia.
Per gli effetti che provoca sull'uomo, l'alcol
è una droga infatti esso:
Ha potere psicoattivo: altera il funzionamento
del sistema nervoso centrale
Può dare dipendenza fisica e psichica:
caratterizzata dall'incapacità di controllare
l'assunzione di alcol nonostante il verificarsi di
conseguenze negative
Dà assuefazione: per ottenero lo stesso
effetto bisogna aumentare costantemente la dose
Ha conseguenze sul piano individuale, sociale, e
familiare.
II consumo di alcol fa parte della nostra storia e cultura,
è diffuso in tutti gli strati sociali e generalmente
è associato al festeggiamento, alla gioia, al
divertimento.
L'Italia è uno dei primi paesi produttori di vino
al mondo, il commercio di alcolici rappresenta una parte
importante del nostro reddito e siamo ai primi posti per il
consumo medio pro capite di alcol anidro.
La nostra cultura ci insegna che quando si parla di alcol
è solo un problema di quantità, ma è
proprio così?
Da trenta anni a questa parte le dosi consentite di
sicurezza continuano a calare, la dose stabilita oggi non va
bene domani; anche la cosiddette piccole quantità
possono produrre danni; è comunque facile aumentare
progressivamente la dose senza quasi accorgersene.
Le nostre tradizioni sono piene di pregiudizi e luoghi comuni
sull'alcol vediamone alcuni:
L'alcol aumenta la forza?
No, in realtà in chi assume bevande alcoliche le
capacità cerebrali e motorie sono da subito
ridotte.
Inoltre tramite una azione diretta sulla muscolatura
scheletrica la sostanza può anche provocare danni
acuti o cronici.
L'alcol fa buon sangue?
Non è vero: tipica degli alcolisti è
l'anemia ovvero carenza di globuli rossi nel sangue.
L'alcol protegge dal freddo?
L'alcol provoca dilatazione dei vasi della cute
ciò provoca una sensazione di calore, ma anche una
maggiore velocità di dispersione del calore
corporeo. La conseguenza è una diminuzione della
capacità del corpo di sopportare il freddo.
L'alcol fa bene in caso di malessere?
No: l'alcol è un vaosodilatatore e può
aggravare i collassi.
L'alcol stimola e dà sicurezza?
In realtà l'alcol deprime il nostro sistema
nervoso centrale.
L'alcol è un cardiotonico?
Secondo la tradizione bere un alcolico migliora la nostra
circolazione sanguigna. E' vero il contrario, bere
piccole quantità a lungo andare aumenta la
pressione arteriosa di 5mmHg e il bere a rischio
può essere causa di “miocardiopatia
alcolica”: una sofferenza del muscolo cardiaco.
L'alcol aumenta la virilità?
Sempre per effetto dell'alcol sul sistema nervoso
centrale abbiamo un calo dell'ormone LH che stimola
ormoni maschili nell'uomo e femminili nella donna;
Inoltre dopo una singola dose di alcol, esiste già
la possibilità di una riduzione dell'ormone
testosterone ed anche della capacità di erezione.
Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni sugli effetti
positivi dell'alcol. Essi generalmente discendono dalla
percezione che si ha degli effetti disinibitori
dell'alcol sul nostro sistema nervoso, e dal fatto che la
nostra cultura del bere ci dice: "Così fanno
tutti", "Così si è sempre
fatto", "Non bere è essere diversi"; e
la pubblicità ci dice che l'alcol è solo un
amico: dà successo e sicurezza..
Secondo alcune stime (Gruppo epidemiologico della
Società italiana di Alcologia) in Italia su
33.000.000 di bevitori ci sono 4.000.000 di persone
che presentano problemi connessi all'uso di
alcol ed 1.600.000 alcolisti.
Il numero dei decessi direttamente collegati all'alcol
è stimato intorno ai 40.000
morti.
L'OMS suggerisce che nei paesi industrializzati
l'alcol sia la causa del 2% della
mortalità complessiva.
Un dato signifcativo è quello legato agli
anni di vita persi a causa di problemi
alcolcorrelati in cui l'alcol incide fino al 10%.
La tabella mette a confronto le diverse sostanze.
Come si può vedere l'alcol pesa maggiormente per
quanto riguarda gli anni di vita persi e gli anni vissuti da
disabili (dove per disabilità si intende la
compromissione di funzioni psicofisiche fondamentali).
Fattore
% decessi totale
% anni di vita persi sul totale
% anni vissuti da disabili sul totale
% disabilità aggiustata per anni di vita persi
sul totale
Spesso si fanno delle distinzioni tra uso e abuso di sostanze
(ad esempio tra una quantità moderata di alcol ed una
eccessiva).
In realtà da sempre esistono discrepanze tra
i vari limiti di moderazione proposti nel corso del
tempo. Nessuno parla oggi di uso moderato ed abuso di eroina,
mentre per l'alcol, in parte viene accettato il concetto
di uso non dannoso.
Questo significa che il concetto di moderazione
è strettamente collegato al contesto
culturale.
Per questo anche l'Organizzazione mondiale della
sanità tende a distinguere tra un uso cosiddetto a
rischio ed un uso ad alto rischio.
Tanto maggiore sarà l'uso della sostanza quanto
più alti saranno i rischi per la salute. Possono essere individuati quattro livelli di
consumo settimanale:
0 grammi di alcol anidro al giorno= sicurezza; <
/FONT> < /FONT>
0-20 grammi di alcol anidro al giorno per le donne e da
0-40 grammi di alcol anidro al giorno per gli uomini =
rischio basso; < /FONT > < /FONT >
Più di 20 grammi di alcol anidro al giorno per le
donne di 40 grammi di alcol anidro al giorno per gli
uomini = rischio elevato/danno< /FONT >
Non devono assolutamente bere:
i bambini e gli adolescenti;
le donne in gravidanza e in allattamento;
gli alcolisti;
chi si mette alla guida di veicoli;
chi assume farmaci e/o è affetto da malattie
croniche;
chi deve effettuare prestazioni che richiedono una
perfetta efficienza fisica e psichica.
Queste indicazioni sono state assunte dal Piano
sanitario nazionale italiano 1998-2000.
Si deve tenere presente che queste hanno solo un
valore indicativo dato che (cone diremo nel
paragrafo successivo) i rischi legati al consumo di alcol
dipendono anche da molte variabili
individuali.
In ogni bottiglia di bevanda alcolica, i gradi
alcolimetrici, presenti per legge su ogni etichetta,
ci dicono in quale percentuale l'alcol è presente
in un litro di prodotto. Vediamo uno schema riassuntivo della
quantità di alcol presente nelle bevande più
diffuse.
Birre chiare 3,0° - 3,5°
Birre scure 3,6° - 8°
Super alcolici 38°-40°
Vino 10°-12°
Cocktails
long drinks
Gli effetti dell'alcol non dipendono solo dal
tipo di bevanda assunta, ma anche da variabili soggettive. Ne
elenchiamo alcune:
età;
sesso;
razza;
peso;
modalità di assunzione (a digiuno o dopo i pasti,
tempo di assunzione: se si è assunto alcol in breve
tempo o diluito in un tempo più lungo);
tempo intercorso dall'assunzione;
entità del pasto consumato;
abitudini alcoliche (consumo quotidiano o saltuario);
stato di salute generale;
affaticamento o stress.
Diamo comunque delle indicazioni, che possono avere solo un
valore generico, dell'effetto dell'alcol sul sistema
nervoso centrale
0,05-0,1 % Stato di euforia: minore
concentrazione, maggiore tempo di reazione,
instabilità emotiva
0,15% Stato di ebbrezza: aumenta la
frequenza del respiro e dei palpiti, stato di
confusione
0,2% Stato di ubriachezza: incoerenza,
mancanza di autocritica, incordinazione motoria,
insensibilità al dolore
0,3% Stato di ubriachezza grave: visione
doppia, rallentamento grave dei riflessi, grave
incordinazione motoria, confusione mentale
0,4% Coma: perdita duratura della
coscienza, assenza di sensibilità e di
riflessi
I problemi e le patologie alcolcorrelati sono tutti quei
disagi dovuti all'assunzione episodica o continuativa di
bevande alcoliche.
Possono essere di varia natura ed influenzano molti aspetti
della vita:
Quando in una famiglia c'è un problema connesso
all'uso di alcol si modificano ruoli e
funzioni, rendendo più difficile lo stare
insieme quotidiano, si comunica con difficoltà e con
rancore, i rapporti e i ruoli cambiano, e i rimproveri, le
colpe, cadono sul familiare accusato di bere che si sente
così escluso e svalutato.
Possono accadere episodi di violenza di vario
tipo, che, in alcuni casi, si protraggono nel
tempo.
Anche il lavoro ne risente: stanchezza,
difficoltà di concentrazione, piccoli incidenti,
distrazioni, assenze dal lavoro rischiano di compromettere il
rapporto con i colleghi e lo stesso ruolo professionale e con
esso rischiano la stabilità economica e sociale
dell'intera famiglia.
Non solo cambiano i ruoli e i rapporti all'interno della
famiglia, ma anche quelli della famiglia con la
comunità . Cominciano a diradarsi i
contatti con gli amici e i colleghi.
Altrettanto succede per le attività sportive o di
svago, che sono da sempre un modo per socializzare e stare
insieme agli altri. Cambia il ritmo e talvolta il tenore di
vita e diventa difficile fare programmi insieme.
La famiglia comincia ad isolarsi e purtroppo viene anche
isolata dalla comunità.
L'effetto di perdita di controllo indotto dall'alcol
è alla base di numerosi episodi di violenza (risse,
aggressioni, ecc.).
Inoltre l'attenuazione dei riflessi può avere
gravissime conseguenze per quanto riguarda incidenti e
infortuni. Si stima che in Italia il 10% (pari a 100.000
infortuni all'anno, di cui 150 mortali) degli incidenti
sul lavoro siano da attribuire all'assunzione di
alcol.
Sulle strade il 46% degli incidenti vede l'alcol come
responsabile principale.
Le posizioni personali nei confronti dell'alcol sono
molto diverse.
Gli astemi: Sono coloro i quali non hanno
mai voluto o potuto bere alcolici. L'assunzione di
bevande alcoliche in molti di loro determina tra l'altro
reazioni fisiche sgradevoli come rossori al volto, capogiri,
nausea.
Gli astinenti: Sono tutte quelle persone che
in passato hanno bevuto bevande alcoliche e che oggi per
motivi diversi hanno invece deciso di astenersi dal bere
qualsiasi bevanda alcolica.
I bevitori moderati: Non esiste un identikit
del bevitore moderato, né dei cosiddetti bevitori
problematici o degli alcolisti.
La nostra cultura accetta il concetto di moderazione
per l'alcol, ma lo rifiuta ad esempio per altre
sostanze, come alcune droghe illegali. Come abbiamo
già detto non è possibile definire la
moderazione, né in termini quantitativi,
né in termini di assunzioni giornaliere. Fra i
bevitori moderati vi sono persone che bevono un bicchiere a
pasto, altri 2-3, altri ancora bevono soltanto in occasione
delle feste particolari. Tutti si considerano moderati, anche se il loro
consumo è diverso!
La risposta individuale alla tossicità delle sostanze
è tra l'altro estremamente diversa. I bevitori moderati, secondo studi
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
rappresentano circa il 60-70% della
popolazione, e riguarda essi il maggior numero di
problemi alcolcorrelati perché pur avendo
questi un minor rischio personale rispetto ai bevitori
problematici e agli alcolisti, rappresentano nell'insieme
un numero ben superiore di persone (in Italia dai 30 ai 35
milioni).
In ognuno di loro il consumo di alcol può
essere causa o concausa di alcune situazioni
negative, (incidenti stradali, sul lavoro, problemi
familiari e sociali). In conclusione si può dire che i
problemi correlati al bere particolare rischiano di aumentare
o diminuire in modo proporzionale alla crescita o alla
riduzione dei consumi individuali e dell'intera
comunità.
Secondo la cultura corrente, le persone con
un forte legame con l'alcol e con numerosi problemi alcol
correlati sembrerebbero appartenere a determinate categorie
sociali, presentare personalità particolari o
addirittura essere geneticamente predisposte. In realtà se il concetto di
ereditarietà è più legato alla
trasmissione ai figli di un determinato comportamento nei
confronti dell'alcol (ereditarietà
comportamentale, non genetica), le ricerche fatte sugli
alcolisti, mostrano che non esistono persone che per
le loro caratteristiche psicologiche sociali, genetiche o di
altra natura sono destinate all'alcolismo.
Chiunque per una serie non prevedibile di fattori può
correre il rischio di presentare problemi alcolcorrelati.
Molte e diverse sono le persone che possono accorgersi
dell'esistenza di un disagio legato al consumo di alcol:
non solo il medico, attraverso gli esami di laboratorio, i
sintomi o le malattie, ma anche tanti altri, (amici,
familiari, parenti, altre figure professionali).
Uno strumento semplice, utilizzabile da tutti, è il
test CAGE il cui nome è formato dalle
iniziali delle domande del test:
C: cut down, (diminuire) Avete pensato
recentemente alla necessità ridurre il vostro
bere?
A: annoyed, (infastidito) Vi siete sentiti
infastiditi dalle osservazioni che vi sono state fatte nel
vostro ambiente di vita riguardo al bere e dai consigli di
diminuire o di smettere di bere?
sì
no
G: guilty, (colpevole) Vi siete sentiti in
colpa per quanto riguarda il vostro bere?
sì
no
E: eye opener, (risveglio del mattino) Avete
bevuto bevande alcoliche di mattina presto per farvi coraggio
e iniziare il lavoro quotidiano?
sì
no
Se rispondi positivamente ad almeno due domande (o
se hai meno di 30 anni e rispondi positivamente ad una sola)
il tuo consumo di bevande alcoliche potrebbe provocarti dei
problemi.
Se vuoi puoi contattare un servizio presente nella tua
regione ( Realtà
italiane ), oppure inviare una mail al gruppo di esperti
di Alcolonline all'indirizzo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La mappa ipertestuale
contiene gli indirizzi regione per regione di servizi, gruppi
di auto aiuto, comunità multifamiliari che si occupano
di problematiche connesse all'alcol.
In Italia esistono i centri alcologici, che
vedono la presenza di professionalità diverse (medici,
psicologi, infermieri) e che lavorano in collaborazione con
altre realtà del territorio (servizi, gruppi di auto
aiuto, comunità multifamiliari, ecc.). Anche i
servizi per le tossicodipendenze devono
attivare per legge al loro interno équipes
specializzate sull'alcolismo.
L'Italia, inoltre, ha una tradizione molto importante per
quanto riguarda le esperienze promosse da persone che hanno
un problema di alcolismo (gruppi di auto aiuto e
comunità multifamiliari).
Le realtà più importanti sono due:
le associazioni dei 12 Passi (Alcolisti anonimi,
Al-Anon, Alateen) : i gruppi che condividono i
principi dei dodici passi e delle dodici tradizioni sono
costituiti da persone che mettono in comune le loro
esperienze di alcolismo al fine di risolvere il problema e
di aiutare gli altri a recuperarsi. Alcolisti anonimi (AA) fu fondata nel
1935 da un agente di cambio di New York e da un chirurgo
dell'Ohio, entrambi alcolisti, con il tempo si sono
diffusi in molte parti del mondo.
Il concetto di anonimato è fondamentale. Si tratta
di una regola che offre una protezione agli alcolisti dal
rischio di essere etichettati dalla società;
permette inoltre di eliminare qualsiasi disuguaglianza
sociale, culturale ed economica, in quanto insegna a porre
i principi al di sopra delle esigenze del singolo.
L'autonomia sotto ogni punto di vista, burocratico,
economico, ecc., costituisce un caposaldo di AA.
I Dodici passi e le Dodici tradizioni costituiscono i
principi spirituali guida che se messi in pratica possono
aiutare ad eliminare l'ossessione del bere.
I parenti degli alcolisti aderiscono ad
un'associazione che si chiama Al Anon
e che segue la stessa filosofia degli AA.
Infine esiste un'altra associazione
Alateen costituita da parenti (figli,
fratelli) o amici adolescenti di alcolisti, anch'essa
si ispira alla filosofia dei Dodici Passi.
L'esperienza degli AA ha fornito un modello di
riferimento per moltissime esperienze di self help, ad
esempio per quelle relative alla tossicodipendenza, ai
disturbi del comportamento alimentare, alle dipendenze
affettive e alla dipendenza dal gioco.
In Italia i gruppi di AA sono 868. Visita
il sito di alcolisti anonimi Italia
i Club degli alcolisti in trattamento :
nati a Zagabria nel 1964 per opera del professor Vladimir
Hudolin, recentemente scomparso.
In Italia il primo club è nato a Trieste nel 1979.
Oggi i club sono diffusi in tutta Italia, sono circa 2.400
e coinvolgono 20.000 famiglie circa.
Nei club si incontrano le famiglie che hanno
problemi alcolcorrelati (da qui la definizione di
comunità multifamiliari).
Infatti la filosofia su cui si basano i club è
quella secondo cui i disagi connessi all'alcol
non riguardano solo il singolo individuo, ma
coinvolgono tutto il nucleo familiare e la
tradizione culturale in cui il bere bevande alcoliche
è diffuso e accettato.
A cura di:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Valentino Patussi è gastroenetrologo e lavora presso
l'Unità operativa di Gastroenterologia del
Dipartimento di Fisiopatologia Clinica, Università
degli Studi di Firenze. Dal 1999 è presidente della
Società italiana di alcologia.