Domande e Risposte sull'alcol

Sezione a cura del Gruppo di lavoro del Centro alcologico regionale della Toscana

 

Indice

Alcol: cosa è

L'alcol etilico o etanolo è una sostanza liquida ed incolore che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. Le bevande alcoliche sono tutte quelle che contengono alcol etilico in una determinata concentrazione indicata per legge nella etichetta della bottiglia.

Per gli effetti che provoca sull'uomo, l'alcol è una droga infatti esso:

  • Ha potere psicoattivo: altera il funzionamento del sistema nervoso centrale
  • Può dare dipendenza fisica e psichica: caratterizzata dall'incapacità di controllare l'assunzione di alcol nonostante il verificarsi di conseguenze negative
  • Dà assuefazione: per ottenero lo stesso effetto bisogna aumentare costantemente la dose
  • Ha conseguenze sul piano individuale, sociale, e familiare.
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Tradizioni e luoghi comuni

II consumo di alcol fa parte della nostra storia e cultura, è diffuso in tutti gli strati sociali e generalmente è associato al festeggiamento, alla gioia, al divertimento.

L'Italia è uno dei primi paesi produttori di vino al mondo, il commercio di alcolici rappresenta una parte importante del nostro reddito e siamo ai primi posti per il consumo medio pro capite di alcol anidro.

La nostra cultura ci insegna che quando si parla di alcol è solo un problema di quantità, ma è proprio così?
Da trenta anni a questa parte le dosi consentite di sicurezza continuano a calare, la dose stabilita oggi non va bene domani; anche la cosiddette piccole quantità possono produrre danni; è comunque facile aumentare progressivamente la dose senza quasi accorgersene.

Le nostre tradizioni sono piene di pregiudizi e luoghi comuni sull'alcol vediamone alcuni:

  • L'alcol aumenta la forza?
    No, in realtà in chi assume bevande alcoliche le capacità cerebrali e motorie sono da subito ridotte.
    Inoltre tramite una azione diretta sulla muscolatura scheletrica la sostanza può anche provocare danni acuti o cronici.
  • L'alcol fa buon sangue?
    Non è vero: tipica degli alcolisti è l'anemia ovvero carenza di globuli rossi nel sangue.
  • L'alcol protegge dal freddo?
    L'alcol provoca dilatazione dei vasi della cute ciò provoca una sensazione di calore, ma anche una maggiore velocità di dispersione del calore corporeo. La conseguenza è una diminuzione della capacità del corpo di sopportare il freddo.
  • L'alcol fa bene in caso di malessere?
    No: l'alcol è un vaosodilatatore e può aggravare i collassi.
  • L'alcol stimola e dà sicurezza?
    In realtà l'alcol deprime il nostro sistema nervoso centrale.
  • L'alcol è un cardiotonico?
    Secondo la tradizione bere un alcolico migliora la nostra circolazione sanguigna. E' vero il contrario, bere piccole quantità a lungo andare aumenta la pressione arteriosa di 5mmHg e il bere a rischio può essere causa di “miocardiopatia alcolica”: una sofferenza del muscolo cardiaco.
  • L'alcol aumenta la virilità?
    Sempre per effetto dell'alcol sul sistema nervoso centrale abbiamo un calo dell'ormone LH che stimola ormoni maschili nell'uomo e femminili nella donna; Inoltre dopo una singola dose di alcol, esiste già la possibilità di una riduzione dell'ormone testosterone ed anche della capacità di erezione.

Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni sugli effetti positivi dell'alcol. Essi generalmente discendono dalla percezione che si ha degli effetti disinibitori dell'alcol sul nostro sistema nervoso, e dal fatto che la nostra cultura del bere ci dice: "Così fanno tutti", "Così si è sempre fatto", "Non bere è essere diversi"; e la pubblicità ci dice che l'alcol è solo un amico: dà successo e sicurezza..

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Alcuni dati sui problemi legati al consumo di alcol

Secondo alcune stime (Gruppo epidemiologico della Società italiana di Alcologia) in Italia su 33.000.000 di bevitori ci sono 4.000.000 di persone che presentano problemi connessi all'uso di alcol ed 1.600.000 alcolisti.
Il numero dei decessi direttamente collegati all'alcol è stimato intorno ai 40.000 morti.
L'OMS suggerisce che nei paesi industrializzati l'alcol sia la causa del 2% della mortalità complessiva.
Un dato signifcativo è quello legato agli anni di vita persi a causa di problemi alcolcorrelati in cui l'alcol incide fino al 10%.
La tabella mette a confronto le diverse sostanze.
Come si può vedere l'alcol pesa maggiormente per quanto riguarda gli anni di vita persi e gli anni vissuti da disabili (dove per disabilità si intende la compromissione di funzioni psicofisiche fondamentali).

Fattore % decessi totale % anni di vita persi sul totale % anni vissuti da disabili sul totale % disabilità aggiustata per anni di vita persi sul totale
Uso di tabacco 14,9 16,0 7,4 11,7
Uso di alcol 1,2 5,1 15,6 10,3
Uso di droghe illegali 0,4 1,4 3,3 2,3
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Esiste una quantità modica ed una quantità eccessiva?

Spesso si fanno delle distinzioni tra uso e abuso di sostanze (ad esempio tra una quantità moderata di alcol ed una eccessiva).
In realtà da sempre esistono discrepanze tra i vari limiti di moderazione proposti nel corso del tempo. Nessuno parla oggi di uso moderato ed abuso di eroina, mentre per l'alcol, in parte viene accettato il concetto di uso non dannoso.
Questo significa che il concetto di moderazione è strettamente collegato al contesto culturale.
Per questo anche l'Organizzazione mondiale della sanità tende a distinguere tra un uso cosiddetto a rischio ed un uso ad alto rischio.
Tanto maggiore sarà l'uso della sostanza quanto più alti saranno i rischi per la salute.
Possono essere individuati quattro livelli di consumo settimanale:

  • 0 grammi di alcol anidro al giorno= sicurezza; < /FONT> < /FONT>
  • 0-20 grammi di alcol anidro al giorno per le donne e da 0-40 grammi di alcol anidro al giorno per gli uomini = rischio basso; < /FONT > < /FONT >
  • Più di 20 grammi di alcol anidro al giorno per le donne di 40 grammi di alcol anidro al giorno per gli uomini = rischio elevato/danno< /FONT >

Non devono assolutamente bere:

  • i bambini e gli adolescenti;
  • le donne in gravidanza e in allattamento;
  • gli alcolisti;
  • chi si mette alla guida di veicoli;
  • chi assume farmaci e/o è affetto da malattie croniche;
  • chi deve effettuare prestazioni che richiedono una perfetta efficienza fisica e psichica.
Queste indicazioni sono state assunte dal Piano sanitario nazionale italiano 1998-2000.

Si deve tenere presente che queste hanno solo un valore indicativo dato che (cone diremo nel paragrafo successivo) i rischi legati al consumo di alcol dipendono anche da molte variabili individuali.

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Come calcolare la quantità di alcol ingerita

In ogni bottiglia di bevanda alcolica, i gradi alcolimetrici, presenti per legge su ogni etichetta, ci dicono in quale percentuale l'alcol è presente in un litro di prodotto. Vediamo uno schema riassuntivo della quantità di alcol presente nelle bevande più diffuse.

  • Birre chiare 3,0° - 3,5°
  • Birre scure 3,6° - 8°
  • Super alcolici 38°-40°
  • Vino 10°-12°
  • Cocktails
  • long drinks

Gli effetti dell'alcol non dipendono solo dal tipo di bevanda assunta, ma anche da variabili soggettive. Ne elenchiamo alcune:

  • età;
  • sesso;
  • razza;
  • peso;
  • modalità di assunzione (a digiuno o dopo i pasti, tempo di assunzione: se si è assunto alcol in breve tempo o diluito in un tempo più lungo);
  • tempo intercorso dall'assunzione;
  • entità del pasto consumato;
  • abitudini alcoliche (consumo quotidiano o saltuario);
  • stato di salute generale;
  • affaticamento o stress.

Diamo comunque delle indicazioni, che possono avere solo un valore generico, dell'effetto dell'alcol sul sistema nervoso centrale

  • 0,05-0,1 % Stato di euforia: minore concentrazione, maggiore tempo di reazione, instabilità emotiva
  • 0,15% Stato di ebbrezza: aumenta la frequenza del respiro e dei palpiti, stato di confusione
  • 0,2% Stato di ubriachezza: incoerenza, mancanza di autocritica, incordinazione motoria, insensibilità al dolore
  • 0,3% Stato di ubriachezza grave: visione doppia, rallentamento grave dei riflessi, grave incordinazione motoria, confusione mentale
  • 0,4% Coma: perdita duratura della coscienza, assenza di sensibilità e di riflessi
0,5% Pericolo di morte
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I problemi e le patologie alcolcorrelati

I problemi e le patologie alcolcorrelati sono tutti quei disagi dovuti all'assunzione episodica o continuativa di bevande alcoliche.
Possono essere di varia natura ed influenzano molti aspetti della vita:

Vediamoli in modo più approfondito.

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Problemi relazionali

Quando in una famiglia c'è un problema connesso all'uso di alcol si modificano ruoli e funzioni, rendendo più difficile lo stare insieme quotidiano, si comunica con difficoltà e con rancore, i rapporti e i ruoli cambiano, e i rimproveri, le colpe, cadono sul familiare accusato di bere che si sente così escluso e svalutato.
Possono accadere episodi di violenza di vario tipo, che, in alcuni casi, si protraggono nel tempo.
Anche il lavoro ne risente: stanchezza, difficoltà di concentrazione, piccoli incidenti, distrazioni, assenze dal lavoro rischiano di compromettere il rapporto con i colleghi e lo stesso ruolo professionale e con esso rischiano la stabilità economica e sociale dell'intera famiglia.
Non solo cambiano i ruoli e i rapporti all'interno della famiglia, ma anche quelli della famiglia con la comunità . Cominciano a diradarsi i contatti con gli amici e i colleghi.
Altrettanto succede per le attività sportive o di svago, che sono da sempre un modo per socializzare e stare insieme agli altri. Cambia il ritmo e talvolta il tenore di vita e diventa difficile fare programmi insieme.
La famiglia comincia ad isolarsi e purtroppo viene anche isolata dalla comunità.

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Problemi sociali

L'effetto di perdita di controllo indotto dall'alcol è alla base di numerosi episodi di violenza (risse, aggressioni, ecc.).
Inoltre l'attenuazione dei riflessi può avere gravissime conseguenze per quanto riguarda incidenti e infortuni. Si stima che in Italia il 10% (pari a 100.000 infortuni all'anno, di cui 150 mortali) degli incidenti sul lavoro siano da attribuire all'assunzione di alcol.
Sulle strade il 46% degli incidenti vede l'alcol come responsabile principale.

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Problemi fisici

(Da inserire disegno uomo con possibilità di ciccare sugli organi e vedere i danni)

Cuore e vasi: miocardiopatia alcolica, ipertensione arteriosa, accellerazione dell'arteriosclerosi
Fegato: steatosi, epatite acuta cronica, cirrosi
Apparato riproduttivo: ridotta fertilità, diminuzione del desiderio sessuale, alterazioni ormonali (femminilizzazione nel maschio)
Bocca esofago: esofagiti, infiammazioni, varici, tumore
Stomaco: gastriti, ulcere, tumore
Intestino: cattivo assorbimento, diarrea
Pancreas: pancreatite acuta e cronica
E nel nostro cervello: danni psichici e neurologici
  • Allucinosi: grave malattia psichica con allucinazioni soprattutto uditive, con voci minacciose, insultanti, persecutorie
  • Delirio cronico di gelosia: pensa il partner con altri/e e sogna di vendicarsi.. finisce per trasformarsi in malattia psichica
  • Delirio tremens: è un disturbo caratterizzato da: profonda confusione, tremori, allucinazioni
  • Traumi cranici: con possibili ematomi al cervello
  • Epilessia: perdita di coscienza, convulsioni, incontinenza e disorientamento
  • Atrofia cerebrale: il cervello si riduce di volume e progressivamente si riducono la memoria, l'identità, l'affettività
  • Polineurite alcolica: dolori notturni, formicolii, disturbi motori fino all'incapacità di muoversi
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Sono un bevitore a rischio?

Le posizioni personali nei confronti dell'alcol sono molto diverse.

Gli astemi: Sono coloro i quali non hanno mai voluto o potuto bere alcolici. L'assunzione di bevande alcoliche in molti di loro determina tra l'altro reazioni fisiche sgradevoli come rossori al volto, capogiri, nausea.

Gli astinenti: Sono tutte quelle persone che in passato hanno bevuto bevande alcoliche e che oggi per motivi diversi hanno invece deciso di astenersi dal bere qualsiasi bevanda alcolica.

I bevitori moderati: Non esiste un identikit del bevitore moderato, né dei cosiddetti bevitori problematici o degli alcolisti.
La nostra cultura accetta il concetto di moderazione per l'alcol, ma lo rifiuta ad esempio per altre sostanze, come alcune droghe illegali. Come abbiamo già detto non è possibile definire la moderazione, né in termini quantitativi, né in termini di assunzioni giornaliere. Fra i bevitori moderati vi sono persone che bevono un bicchiere a pasto, altri 2-3, altri ancora bevono soltanto in occasione delle feste particolari.
Tutti si considerano moderati, anche se il loro consumo è diverso!
La risposta individuale alla tossicità delle sostanze è tra l'altro estremamente diversa.
I bevitori moderati, secondo studi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentano circa il 60-70% della popolazione, e riguarda essi il maggior numero di problemi alcolcorrelati perché pur avendo questi un minor rischio personale rispetto ai bevitori problematici e agli alcolisti, rappresentano nell'insieme un numero ben superiore di persone (in Italia dai 30 ai 35 milioni).
In ognuno di loro il consumo di alcol può essere causa o concausa di alcune situazioni negative, (incidenti stradali, sul lavoro, problemi familiari e sociali). In conclusione si può dire che i problemi correlati al bere particolare rischiano di aumentare o diminuire in modo proporzionale alla crescita o alla riduzione dei consumi individuali e dell'intera comunità.

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Gli Alcolisti

Secondo la cultura corrente, le persone con un forte legame con l'alcol e con numerosi problemi alcol correlati sembrerebbero appartenere a determinate categorie sociali, presentare personalità particolari o addirittura essere geneticamente predisposte.
In realtà se il concetto di ereditarietà è più legato alla trasmissione ai figli di un determinato comportamento nei confronti dell'alcol (ereditarietà comportamentale, non genetica), le ricerche fatte sugli alcolisti, mostrano che non esistono persone che per le loro caratteristiche psicologiche sociali, genetiche o di altra natura sono destinate all'alcolismo. Chiunque per una serie non prevedibile di fattori può correre il rischio di presentare problemi alcolcorrelati.

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Come scoprire un disagio legato al consumo dell'alcol

Molte e diverse sono le persone che possono accorgersi dell'esistenza di un disagio legato al consumo di alcol: non solo il medico, attraverso gli esami di laboratorio, i sintomi o le malattie, ma anche tanti altri, (amici, familiari, parenti, altre figure professionali).

Uno strumento semplice, utilizzabile da tutti, è il test CAGE il cui nome è formato dalle iniziali delle domande del test:

C: cut down, (diminuire) Avete pensato recentemente alla necessità ridurre il vostro bere?


no

A: annoyed, (infastidito) Vi siete sentiti infastiditi dalle osservazioni che vi sono state fatte nel vostro ambiente di vita riguardo al bere e dai consigli di diminuire o di smettere di bere?

no

G: guilty, (colpevole) Vi siete sentiti in colpa per quanto riguarda il vostro bere?

no

E: eye opener, (risveglio del mattino) Avete bevuto bevande alcoliche di mattina presto per farvi coraggio e iniziare il lavoro quotidiano?

no

Se rispondi positivamente ad almeno due domande (o se hai meno di 30 anni e rispondi positivamente ad una sola) il tuo consumo di bevande alcoliche potrebbe provocarti dei problemi.
Se vuoi puoi contattare un servizio presente nella tua regione ( Realtà italiane ), oppure inviare una mail al gruppo di esperti di Alcolonline all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Dove rivolgersi?

La mappa ipertestuale contiene gli indirizzi regione per regione di servizi, gruppi di auto aiuto, comunità multifamiliari che si occupano di problematiche connesse all'alcol.
In Italia esistono i centri alcologici, che vedono la presenza di professionalità diverse (medici, psicologi, infermieri) e che lavorano in collaborazione con altre realtà del territorio (servizi, gruppi di auto aiuto, comunità multifamiliari, ecc.). Anche i servizi per le tossicodipendenze devono attivare per legge al loro interno équipes specializzate sull'alcolismo.

L'Italia, inoltre, ha una tradizione molto importante per quanto riguarda le esperienze promosse da persone che hanno un problema di alcolismo (gruppi di auto aiuto e comunità multifamiliari).
Le realtà più importanti sono due:

  • le associazioni dei 12 Passi (Alcolisti anonimi, Al-Anon, Alateen) : i gruppi che condividono i principi dei dodici passi e delle dodici tradizioni sono costituiti da persone che mettono in comune le loro esperienze di alcolismo al fine di risolvere il problema e di aiutare gli altri a recuperarsi.
    Alcolisti anonimi (AA) fu fondata nel 1935 da un agente di cambio di New York e da un chirurgo dell'Ohio, entrambi alcolisti, con il tempo si sono diffusi in molte parti del mondo.
    Il concetto di anonimato è fondamentale. Si tratta di una regola che offre una protezione agli alcolisti dal rischio di essere etichettati dalla società; permette inoltre di eliminare qualsiasi disuguaglianza sociale, culturale ed economica, in quanto insegna a porre i principi al di sopra delle esigenze del singolo.
    L'autonomia sotto ogni punto di vista, burocratico, economico, ecc., costituisce un caposaldo di AA.
    I Dodici passi e le Dodici tradizioni costituiscono i principi spirituali guida che se messi in pratica possono aiutare ad eliminare l'ossessione del bere.
    I parenti degli alcolisti aderiscono ad un'associazione che si chiama Al Anon e che segue la stessa filosofia degli AA.
    Infine esiste un'altra associazione Alateen costituita da parenti (figli, fratelli) o amici adolescenti di alcolisti, anch'essa si ispira alla filosofia dei Dodici Passi.
    L'esperienza degli AA ha fornito un modello di riferimento per moltissime esperienze di self help, ad esempio per quelle relative alla tossicodipendenza, ai disturbi del comportamento alimentare, alle dipendenze affettive e alla dipendenza dal gioco.
    In Italia i gruppi di AA sono 868. Visita il sito di alcolisti anonimi Italia
  • i Club degli alcolisti in trattamento : nati a Zagabria nel 1964 per opera del professor Vladimir Hudolin, recentemente scomparso.
    In Italia il primo club è nato a Trieste nel 1979. Oggi i club sono diffusi in tutta Italia, sono circa 2.400 e coinvolgono 20.000 famiglie circa.
    Nei club si incontrano le famiglie che hanno problemi alcolcorrelati (da qui la definizione di comunità multifamiliari).
    Infatti la filosofia su cui si basano i club è quella secondo cui i disagi connessi all'alcol non riguardano solo il singolo individuo, ma coinvolgono tutto il nucleo familiare e la tradizione culturale in cui il bere bevande alcoliche è diffuso e accettato.

    Per questo i club lavorano molto nelle diverse comunità locali per quanto riguarda l'informazione e la sensibilizzazione della popolazione sui rischi derivanti dall'uso di alcol.
    Visita il sito dell'Associazione italiana Club alcolisti in trattamento
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Valentino Patussi è gastroenetrologo e lavora presso l'Unità operativa di Gastroenterologia del Dipartimento di Fisiopatologia Clinica, Università degli Studi di Firenze. Dal 1999 è presidente della Società italiana di alcologia.