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Al Senato si discute l'emendamento "grappino"

La patente è stata sospesa,  perchè sorpresi a guidare in stato d’ebbrezza? Un emendamento al DDL  sul Codice della strada (presentato dal senatore leghista Gianpaolo Vallardi, approvato dal Senato, dopo essere stato discusso nella Commissione Lavori pubblici, e attualmente alla Camera per l'approvazione definitiva) prevede la possibilità di presentare un istanza al prefetto per motivi di lavoro.
Sarà quindi possibile ottenere un permesso di guida per determinate fasce orarie e per non più di tre ore al giorno.
L'emendamento è stato rinominato scherzosamente dalla stampa "Emendamento grappino", vista la dichiarazione del senatore Vallardi a proposito dell'emendamento: "In alcune zone del Nord, nei mesi invernali, il grappino o il bicchere di vino è prassi comune. L'impossibilità di andare al lavoro perché la patente viene ritirata ha creato molti problemi sociali e rovinato molte famiglie"

Di seguito l'emendamento, due testi con piccole differenze, e la sua prima versione (ritirata):

30.100 (Testo 2)

VALLARDI, STIFFONI, MURA

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la  seguente:

"a) il comma 2, è  sostituito dal seguente: "L'organo che ha ritirato la patente di guida la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione. Entro il termine di cui al periodo precedente, il conducente a cui è stata ritirata la patente può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, per il tempo strettamente necessario e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro ovvero per il ricorrere una situazione che avrebbe dato diritto alle agevolazioni di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il prefetto nei quindici giorni successivi, emana l'ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui si estende la sospensione stessa: tale periodo, nei limiti del minimo e massimo fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa ed all'entità del danno apportato, nonché al pericolo che l'ulteriore circolazione potrebbe cagionare. Qualora sia stata accolta l'istanza di cui al periodo precedente, il periodo di sospensione è aumentato di  un numero di giorni pari alle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. L'ordinanza, che eventualmente reca l'autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all'interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate; è altresì comunicata, per i fini di cui all'articolo 226, comma 11, all'anagrafe degli abilitati alla guida. Il periodo di durata fissato decorre dal giorno del ritiro. Qualora l'ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura.".

 

30.100

VALLARDI, STIFFONI, MURA

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la  seguente:

"a) il comma 2, è  sostituito dal seguente: "L'organo che ha ritirato la patente di guida la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione. Entro il termine di cui al periodo precedente, il conducente a cui è stata ritirata la patente può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro ovvero per il ricorrere una situazione che avrebbe dato diritto alle agevolazioni di cui  all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il prefetto nei quindici giorni successivi, emana l'ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui si estende la sospensione stessa: tale periodo, nei limiti del minimo e massimo fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa ed all'entità del danno apportato, nonché al pericolo che l'ulteriore circolazione potrebbe cagionare. Qualora sia stata accolta l'istanza di cui al periodo precedente, il periodo di sospensione è aumentato di  un numero di giorni pari alle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. L'ordinanza, che eventualmente reca l'autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all'interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate; è altresì comunicata, per i fini di cui all'articolo 226, comma 11, all'anagrafe degli abilitati alla guida. Il periodo di durata fissato decorre dal giorno del ritiro. Qualora l'ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura.".


27.3

VALLARDI, STIFFONI, MURA

RITIRATO

Al comma 1, lettera d), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il giudice di pace, nel valutare l'adeguatezza della sanzione accessoria della sospensione della patente, può stabilire particolari deroghe, per comprovate ragioni di lavoro, consentendo la circolazione per fasce orarie determinate, per un limite massimo di 3 ore giornaliere, prevedendo al contempo un incremento di ulteriori 30 giorni del tempo previsto per la sospensione».

 

  Testo del documento contenente tutti gli emendamenti Commissione relativi al DDL n.1720.
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Maggio 2010 17:00