Ben Informa lavoro

Progetto di prevenzione dell'abuso di alcol rivolta ai lavoratori

progetto

Descrizione operativa del progetto

Premessa

La Carta europea sull'alcol adottata dai Paesi europei aderenti all'O.M.S. contempla, nell'ambito delle strategie per il perseguimento degli obiettivi di salute per tutti, la promozione, tra l'altro, di ambienti di lavoro protetti da incidenti e altre conseguenze negative dovute al consumo di bevande alcoliche.

Il D.P.R. 309/90, art. 125, sancisce la necessità di sottoporre ad accertamenti di assenza di tossicodipendenza, a cura del Servizio sanitario nazionale e a spese del datore di lavoro, gli appartenenti alle categorie di lavoratori destinati a mansioni a rischio per la incolumità e la salute dei terzi.

La Legge 30 marzo 2001 n. 125, Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati, prevede l'informazione e l'educazione sulle conseguenze derivanti dal consumo e dall'abuso di bevande alcoliche e superalcoliche, e l'individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro.

Il 2° Piano di azione europeo per l'alcol relativo agli anni 2000-2004, prevede, tra i risultati da perseguire nel quadriennio, la riduzione dei danni prodotti dall'alcol sui luoghi di lavoro, e in particolare gli incidenti e la violenza, indicando tra le azione da implementare la promozione di una politica sull'alcol nei luoghi di lavoro fondata sulla educazione, la prevenzione, l'identificazione tempestiva e il trattamento integrato nelle strutture lavorative.

Si ritiene che gli ambienti di lavoro rappresentino in generale, data l'ampia articolazione delle fasce di età e delle tipologie psico-sociali interessate, un campione di popolazione molto adatto ad usufruire di interventi di prevenzione primaria in relazione all'abuso e alla dipendenza da alcol, del cui consumo si può presumere una notevole diffusione in quanto sostanza psicotropa legale.

Il luogo di lavoro può essere riconosciuto come una delle situazioni di maggiore influenza sulle condizioni e opportunità di vita delle persone e può avere pertanto un ruolo importante nel miglioramento della qualità e delle abitudini di vita anche per quanto attiene alla dimensione sanitaria. Esso rappresenta un nodo della rete sociale in cui convergono dinamiche individuo- collettività e persona- territorio che possono essere utilizzate, se adeguatamente governate, ai fini positivi di evoluzione e sviluppo individuale e collettivo. Il luogo di lavoro consente inoltre di far emergere bisogni e domande che all'esterno possono rimanere inespressi, e può quindi costituire un luogo pertinente per lo sviluppo di nuove politiche sociali e sanitarie a garanzia e tutela della salute delle persone. D'altra parte la dipendenza da alcol produce un numero di assenze dal posto di lavoro di 3, 4 volte superiore alla media; il consumo inadeguato di alcol viene ritenuto dall'O.M.S. responsabile dal 10 al 30% degli incidenti sul luogo di lavoro; la dipendenza da alcol produce dopo alcuni anni, in misura crescente, il verificarsi di fenomeni di difficoltà nello svolgimento del lavoro, di riduzione della capacità lavorativa, di assenteismo, di assenza prolungata per malattia. E' stato stimato dal CENSIS nel 1996 in circa 5.500 miliardi annui il costo dell'abuso e della dipendenza da alcol che grava sul mondo del lavoro, escludendo i costi delle assenze dovute ad incidenti o malattie, che ammonterebbero a ulteriori 2600 miliardi. I datori di lavoro, soprattutto di alcune categorie aziendali a rischio di incidenti, possono essere particolarmente interessati a interventi di prevenzione che richiamino alla responsabilità del singolo e del gruppo ai fini della salute propria e altrui, e possono pertanto prestare tutta la collaborazione necessaria.

Finalità

Il progetto si propone di sperimentare azioni di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi all'uso di bevande alcoliche nei luoghi di lavoro, atti a prevenire gli incidenti correlati all'uso di bevande alcoliche e a definire un modello di buona prassi nell'ambito dei benefit offerti dalla azienda ai lavoratori, nonché contribuire all'individuazione delle realtà lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni come indicato nelle legge 30 marzo 2001 n° 125.

Obiettivi del progetto

La Regione Toscana, viste le linee generali del progetto nazionale, di concerto con le Regioni e la Provincia Autonoma partecipanti al progetto, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL, le parti datoriali, i Servizi Socio Sanitari territoriali, identifica i seguenti obiettivi specifici:

  1. Attuare interventi formativi, rivolti agli RSU, RLS, Tecnici della sicurezza, datori di lavoro, rispetto ai rischi connessi all'uso di bevande alcoliche negli ambienti di lavoro;
  2. Attuare interventi e produrre strumenti informativi per i lavoratori, rispetto alla prevenzione dei rischi connessi all'uso di bevande alcoliche negli ambienti di lavoro;
  3. Favorire l'identificazione precoce dei problemi alcolcorrelati negli ambienti di lavoro;
  4. Valutazione del rischio aggiuntivo alcol attribuibile rispetto alle realtà lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi;
  5. Realizzare una banca dati alcol-lavoro;

E' indispensabile precisare che favorire l'identificazione precoce dei problemi alcol correlati non significa metter in atto procedure diagnostiche che individuino, all'interno dei luoghi di lavoro i portatori di Problemi e Patologie Alcol Correlate (PPAC), ma creare opportunità per i lavoratori, e le parti datoriali, affinché le persone che ritengono di avere un problema legato all'assunzione di bevande alcoliche siano facilitate a ricorrere ad interventi professionalmente qualificati presso i servizi territoriali. Infatti un elemento fondamentale per prevenire l'istaurarsi di situazioni di cronicità legate all'uso di bevande alcoliche è la facilità di accesso ai servizi.

Realtà lavorative coinvolte

In accordo con le OO.SS. e con le Associazioni dei datori di lavoro sono state individuate alcune realtà lavorative e settori produttivi su cui implementare il progetto. Le realtà di seguito individuate presentano caratteristiche ritenute idonee allo svolgimento del progetto quali: numero di dipendenti, pluralità di figure professionali presenti, tipologia dei processi produttivi, sensibilità delle parti datoriali:

  • PIAGGIO;
  • BREDA;
  • CENTRALE DEL LATTE DI FIRENZE, PISTOIA, LIVORNO;
  • LONZA GROUP;
  • TAV-CAVET

Inoltre sono stati individuati alcuni settori che per loro peculiarità, soprattutto in riferimento ai rischi connessi con lo svolgimento delle attività lavorative, rappresentano realtà con cui implementare il progetto:

  • ENERGIA
  • TRASPORTI
  • EDILIZIA

Si ritiene inoltre opportuno coinvolgere alcune realtà formative quali le Scuole Edili e la Formazione Professionale.

Le realtà lavorative indicate sono state precedentemente sensibilizzate e motivate rispetto all'adesione al progetto, anche grazie ad alcuni interventi effettuati in passato. E' da precisare che il progetto prevede comunque una prima fase, della durata di sei mesi, per l'individuazione definitiva delle realtà lavorative da coinvolgere di concerto con gli Enti partecipanti al progetto.

In relazione alla tipologia del progetto, che ha il carattere di intervento pilota, ed è quindi di natura sperimentale, la Regione Toscana si fa carico della progettazione, realizzazione e verifica di tutte le azioni del progetto che si svolgeranno all'interno del territorio toscano. Le regioni coinvolte usufruiranno delle azioni formative ed informative, compresi la banca dati e gli strumenti di individuazione precoce realizzati collaborando attivamente, attraverso i loro referenti tecnici inseriti nel Comitato Tecnico Scientifico, nella realizzazione tecnica delle azioni informative, formative e di sensibilizzazione, nonché nella diffusione dei risultati. Le Regioni e la Provincia Autonoma partecipanti al progetto potranno, altresì, replicare le azioni formative previste anche in realtà aziendali dei propri territori. Tali azioni verranno realizzate utilizzando le risorse e gli strumenti previsti dal progetto e concordati in sede di Comitato Tecnico Scientifico integrato dai responsabili degli Uffici per le Dipendenze degli enti partecipanti.

Il progetto prevede che gli interventi esplicitati nelle azioni indicate di seguito siano attuati previa costituzione ed implementazione di reti locali tra le realtà attive nel territorio (servizi pubblici, privati e del terzo settore) in cui sono inserite le realtà lavorative coinvolte.